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Salcedo e il ritorno all’Inter: perché Pinamonti (per ora) non c’entra nulla

Salcedo è il nuovo vecchio nome per completare l’attacco dell’Inter ma per il suo ruolo nella rosa al momento non può essere utilizzato Pinamonti come metro di paragone. Né come profilo in uscita per fargli spazio, dal momento che tra i due non c’è nessun punto d’incontro

RITORNO A CASA – Il futuro di Eddie Salcedo potrebbe chiamarsi nuovamente Inter, dopo due anni in prestito a Verona. Condizionale d’obbligo in questi casi, perché del progetto tecnico nerazzurro per la stagione 2021/22 ancora non si sa nulla di concreto e servirà pazientare un po’. Per il ritorno con permanenza a Milano dell’attaccante classe 2001 scuola Genoa servirà sia l’OK dell’allenatore sia soprattutto del management chiamato a portare avanti il progetto sportivo con un occhio al bilancio. Tradotto: ammesso Antonio Conte sia dubbioso, sarà Beppe Marotta a decidere se vale la pena confermare Salcedo nella rosa dell’Inter 2021/22 oppure sacrificarlo. In nome della plusvalenza, ad esempio. La situazione contrattuale del talentuoso 19enne è nota: l’Hellas Verona può esercitare il diritto di riscatto e l’Inter quello di contro-riscatto, di fatti è la società nerazzurra a tenerlo sotto controllo. Come già successo con il Genoa per Andrea Pinamonti la scorsa estate. Ah già, Pinamonti. Esempio comodo per chiarire la situazione in attacco, che è un po’ più complicata rispetto a un anno fa.

QUARTA PUNTA – Il ritorno di Salcedo all’Inter non ha niente a che fare né con l’addio di Pinamonti né con l’eventuale conferma. Le due situazioni non sono paragonabili per un motivo banalissimo: l’Inter su Pinamonti ha già (re)investito una bella cifra, ingaggio compreso, per riportarlo ad Appiano Gentile come da piano iniziale. E anche se il ruolo di quarta punta nella stagione dello scudetto sia stato più fantasmico che reale, il classe ’99 agli ordini di Conte è cresciuto e maturato. Soprattutto a livello tattico. Definirlo alter ego di Romelu Lukaku oggi è irrispettoso per entrambi, ma Pinamonti ha una situazione contrattuale che non permette grandi margini di manovra. Cederlo in estate equivarrebbe a una folle minusvalenza. Inserirlo in un’operazione di scambio avrebbe senso solo trovando l’acquirente disposto a valutarlo più in prospettiva futura che presente (occhio all’Udinese…). Prestarlo nuovamente comporterebbe il pagamento parziale dell’ingaggio. Ammesso che Pinamonti rimanga o vada via, non sarebbe lui a complicare i piani del ritorno di Salcedo. E basta parlare di giovani come “figurine” scambiabili.

ANZI, QUINTA – Per intenderci, nel 2019/20 Sebastiano Esposito – promosso dall’Under-19 e dribblando il Campionato Primavera 1 – è rimasto in emergenza nel ruolo di quarta punta dopo aver sacrificato Matteo Politano a gennaio, altrimenti avrebbe continuato come quinta. Pinamonti è rimasto da panchinaro fisso non potendo investire altre somme dopo aver confermato Alexis Sanchez nel ruolo di co-titolare. Ma si è trattato di operazioni “obbligate” a budget nullo e senza pretese. Per due stagioni Conte ha lavorato con tre attaccanti per due maglie, considerando il pacchetto offensivo incompleto per la mancanza di una quarta punta adatta. Esposito e Pinamonti, così come Salcedo, vengono considerati elementi da portare in panchina solo in emergenza, come fossero quinte punte di un reparto completo. Invece sono quarte punte di un reparto con tre titolari a rotazione. Tre titolari di cui, oggi, due titolarissimi e uno che non dà moltissime garanzie fisiche. Ma tutti e tre ben pagati a livello di ingaggio.

ATTACCO LOW COST – Per caratteristiche fisiche e tecniche ma non ancora tattiche (per quello serve Conte…), una punta ibrida e ancora acerba come Salcedo farebbe ritorno per lavorare all’ombra di Lautaro Martinez in caso di addio di Sanchez (operazione utile per abbattere il monte ingaggi con una mossa), andando a completare il pacchetto offensivo con il titolarissimo Lukaku e l’altra riserva, Pinamonti. Reparto minimo e a costo zero, che permetterebbe all’Inter di cercare finalmente un quinto elemento di esperienza a costi contenuti, da utilizzare soprattutto in campo internazionale. Riassumendo: l’ingaggio di Sanchez potrebbe servire per adeguare il contratto del titolare Lautaro Martinez, riaccogliere Salcedo per allungare la panchina e, con il residuo, individuare il profilo adatto per il ruolo di “terza punta contiana” (vedi articolo). Un’operazione piuttosto complessa e al momento fuori budget sia in caso di acquisto a zero con ingaggio alto (“alla Sanchez”) o cifre complessivamente contenute (“alla Pinamonti”).

SANCHEZ DECISIVO – Oggi bisogna ragionare più con la calcolatrice che con la match analysis. Pertanto, è la posizione di Sanchez a definire gli investimenti dell’Inter in attacco. Se il cileno rimane nel ruolo di terza punta, la coppia formata da Pinamonti e Salcedo può tornare utile per questioni di bilancio. Avendo così cinque attaccanti, di cui tre titolari e due giovani da svezzare, senza gravare ulteriormente sui conti societari. Salcedo, infatti, pur essendo Under-21 non rientra ancora tra i giocatori cresciuti nel vivaio dell’Inter. Status che invece interessa Pinamonti, fondamentale in questo scenario low cost per allungare la rosa sia in Serie A sia soprattutto in Champions League. Se Salcedo tornasse per rimanere a Milano, lo farebbe (più) da quinta punta con Pinamonti quarta. Per parlare di Salcedo “quarta punta”, invece, si dovrebbe prima piazzare sul mercato Sanchez e poi, eventualmente, Pinamonti. Lasciamo lavorare l’Inter in pace, ora.

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