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Zenga: «Scudetto con di là Maradona devastante! Salisburgo? Ricordo…»

L’Inter inaugura Hall of Fame, nuovo podcast dedicato alle leggende nerazzurre. Il protagonista del primo episodio è Walter Zenga. Di seguito il ricordi dell’ex portiere interista

INIZI – L’Inter inaugura un nuovo podcast dedicato alle ex leggende nerazzurre. Il protagonista del primo episodio è Walter Zenga: «Il campo di allenamento era sui Navigli, l’allenatore era Italo Galbiati. Mi danno questa borsa con dentro il materiale e mi dicono ‘guarda che lo devi pulire e lavare’ e avevo quella maglia di lana nera con i bordi blu. Se c’era freddo va bene, se piove diventa un disastro ma con la bella stagione erano delle saune ma non ti interessava veramente nulla, non ci facevi nemmeno caso».

PARTITA SCUDETTO – Zenga parla del famoso Inter-Napoli che consegnò lo scudetto dei record all’Inter, nel maggio 1989: «Io San Siro così pieno non l’ho mai visto, sì la finale di Coppa UEFA con il Salisburgo però quella volta lì vincere un campionato a quattro partite dalla fine e di là c’erano Maradona, Careca e compagnia bella. Dall’altra parte Gullit e van Basten, Vialli e Mancini. Vincere così è devastante e quando Lothar (Matthaus, ndr) fa gol diventa un’emozione unica ma la cosa bella erano gli ultimi 3 minuti che penso siano durati 90».

USCITA DA VINCITORE – Zenga termina parlando della finale di Coppa UEFA con il Salisburgo: «La cosa che mi ricordo come se fosse ieri è che noi arriviamo allo stadio, entriamo a vedere il campo, piovigginava leggermente e tutto lo stadio appena siamo entrati scandiva il mio nome. Mi diedero una forza enorme e ho pensato ‘io a questa gente qua devo regalare qualcosa’. E così è stato, sono uscito da vincitore. Io sapevo già di andar via e quando sono entrato in campo la gente intonò il mio nome con forza, coma a dirmi ‘lo sappiamo ma tu sei uno di noi’. Quella sera nemmeno con il bazooka mi avrebbero fatto gol. Poi mi hanno fatto una domanda in diretta e io risposi ‘chi se ne frega’, perché quello era lo scenario per uscire da campione. Quando nasci interista è difficile scegliere una sola partita, sono state 473 e me le ricordo tutta una ad una».

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