Inter-Juventus: Nainggolan spinge senza freni, Spalletti regala la ripresa

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28 aprile 2019, 01:47
Nainggolan Spalletti

L’Inter esce dal suo stadio con un punto importante più per il morale che per la classifica: l’1-1 contro la Juventus è meritato, perché i campioni d’Italia non si risparmiano (come dimostrato dall’esultanza di Cristiano Ronaldo). Brilla Nainggolan, non solo per il gol. Spalletti bene fino ai cambi

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare la Juventus: Handanovic; D’Ambrosio, de Vrij, Skriniar, Asamoah; Vecino, Brozovic; Politano, Nainggolan, Perisic; Icardi.

Inter-Juventus Formazione Ufficiale

Inter-Juventus Formazione Ufficiale

MODULO – Il filone è lo stesso identico delle ultime uscite, ma stavolta Spalletti ritrova Brozovic in cabina di regia al posto di Borja Valero, per il resto l’Inter anti-Juventus è la stessa di Frosinone: nel solito 4-2-3-1 c’è Icardi centravanti al posto di Lautaro Martinez, un segnale importante.

PRIMO TEMPO – L’Inter parte subito all’attacco aggredendo la Juventus, non a caso il vantaggio arriva subito: al 8′ Nainggolan al volo di prima intenzione trafigge Szczesny sugli sviluppi di un calcio d’angolo. L’1-0 dà talmente tanta fiducia all’Inter che riesce a gestire il pallone senza rischiare nulla, anzi, il raddoppio sui portatori di palla della Juventus è talmente puntuale che il dominio nella prima mezz’ora è totale. Gran merito va dato al lavoro di Nainggolan, che pressa gli avversari tenendo bassa la Juventus, ma è tutto il meccanismo a funzionare perché anche dalle fasce si riesce a creare occasioni da gol, non sfruttate. Il primo tempo termina 1-0: risultato forse addirittura stretto, approccio perfetto.

SECONDO TEMPO – Nessun cambio nell’intervallo per Spalletti, che dà fiducia agli stessi undici senza modificare una virgola. Scelta che non sembra pagare già nei primi minuti della ripresa, dato che la Juventus cambia ritmo e l’Inter si fa schiacciare appena i bianconeri alzano il baricentro. Per un quarto d’ora l’Inter subisce il gioco della Juventus mostrando grande compattezza in difesa, ma inizia a venir meno il collante tra i due macro-reparti. Al 62′ la Juventus pareggia: conclusione vincente di Cristiano Ronaldo dopo una bella triangolazione al limite dell’area, Handanovic si limita a guardare il pallone entrare in rete. Dopo il pareggio la Juventus si riversa completamente in avanti e le squadre si allungano a dismisura così ci sono più spazi per le ripartenze: l’Inter si inserisce, ma senza riuscire a portare uomini in area. Al 74′ primo cambio per l’Inter: fuori Nainggolan, dentro Borja Valero. Lo spagnolo affianca Brozovic in mediana, Vecino si alza a mo’ di trequartista. La Juventus continua ad avere il pallino del gioco, l’Inter inizia a correre a vuoto. Al 80′ secondo cambio per Spalletti: fuori Politano, dentro Joao Mario. Il portoghese funge da ala destra. Approccio più contenitivo che propositivo per l’Inter. Al 82′ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Icardi, dentro Lautaro Martinez. Staffetta in area di rigore, Spalletti spera di rialzare il baricentro negli ultimi dieci minuti senza modificare il 4-2-3-1 iniziale (come da immagine sotto allegata, ndr). La partita invece “muore” per stanchezza comune, anzi nel finale l’Inter rischia addirittura la beffa. Il secondo tempo termina 1-1: pareggio coerente con la prestazione offerta, una per tempo.

Inter-Juventus Formazione Finale

Inter-Juventus Formazione Finale

PROTAGONISTA – Il migliore in campo è anche il personaggio più atteso della settimana, sebbene Spalletti alla fine abbia stupito tutti con la scelta in attacco (Icardi titolare), eppure la scena la fa tutta sua: Nainggolan. Il centrocampista belga segna subito un gol “alla Nainggolan”, che per certi versi ha ricordato lontanamente quello di Maicon nell’anno del Triplete, ma questa è una Juventus diversa che va limitata: il “Ninja” di Spalletti aggredisce tutti e tutto, innalzandosi a leader tecnico-tattico dell’Inter. Poi finisce la benzina, perché nel primo tempo non si risparmia e nella ripresa non riesce più a mantenere certi ritmi. Peccato. Fiato corto sì, ma tanta “quantità di qualità” quando l’Inter domina. Bipolare.

COMMENTO – Il primo tempo dell’Inter illude tutti, forse anche Allegri, che non può immaginarsi un’Inter così carica. Spalletti la prepara bene anche con il “rischio calcolato” di Icardi titolare: scelta ponderata e in un certo senso “forzata”, inserirlo nei minuti finali non avrebbe portato grandi risultati, anzi. Ed è anche merito di Icardi se nel primo tempo l’Inter riesce domare la Juventus in lungo e in largo, pur sottolineando una prestazione insufficiente per il livello richiesto. L’Inter funziona alla perfezione per un tempo, non di più. Poi cala fisiologicamente e Spalletti stranamente non riesce a leggere bene la situazione: la Juventus non ha cambi credibili (solo difensori, primavera e perfino giocatori dell’Under 23 che giocano in Serie C…) e metà squadra che vorrebbe il cambio, l’Inter ha la panchina lunga e sana per tentare di affondare il colpo. Invece Spalletti opta nuovamente per il “braccino corto” come già avvenuto contro la Roma a pareggio “ottenuto”: l’equilibrio diventa totalmente difensivo, l’obiettivo è portare a casa il punto senza rischiare nulla e magari nel finale trovare il gol. L’errore non sta nei giocatori sostituiti (Nainggolan, Politano e Icardi non ne hanno più), ma nel volere insistere su un modulo che con metà squadra sulle gambe non può funzionare. E farlo mettendo in campo mente e piedi anziché fisico e polmoni: Borja Valero, Joao Mario e Lautaro Martinez (quest’ultimo inserito troppo tardi) non sono funzionali per schiacciare la corazzata di Cristiano Ronaldo palleggiando, servirebbero altre carte. Ottima mossa alzare Vecino sulla trequarti, ma perché non puntare sulla fisicità di Gagliardini? Il 4-3-2-1 non è più contemplato per fare densità in mezzo al campo e pressare con forze fresche negli ultimi venticinque metri? Sicuramente Spalletti avrà fatto delle valutazioni particolari, anche per ignorare completamente Keita, però non si può essere soddisfatti della prestazione offerta nella ripresa: Spalletti si consegna involontariamente ad Allegri, che non deve fare nulla per correggere la sua Juventus. Non un bel segnale, però per fortuna i danni vengono limitati: l’Inter non perde, ottiene un punto che tiene la Roma a distanza di sicurezza (più di una partita, ne mancano quattro!) e lo stesso dicasi in caso di vittoria di Milan e Atalanta. Adesso con i pareggi nelle partitissime anche basta: a Udine si va per vincere (per andare in Champions League), senza filosofeggiare.

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