Analisi tatticaPrimo Piano

Inter-Juventus: 2 gol regalati da folli e un tempo in attacco senza segnare

Inter-Juventus inizia meglio del previsto e finisce troppo presto, ma con il risultato opposto. L’1-2 di Milano più che premiare gli ospiti condanna i padroni di casa, che dopo il gol di Lautaro Martinez sbagliano tanto in difesa quanto in attacco. E Brozovic “vince” il premio di peggiore in campo. Eppure la prestazione collettiva nella ripresa avrebbe meritato ben altro bottino. La qualificazione alla finale si complica, ma non è tutto perduto. Ecco l’analisi tattica di Inter-Juventus

PRESENTAZIONE PRE-PARTITA

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Conte per affrontare la Juventus in Coppa Italia: Handanovic; Skriniar, de Vrij, Bastoni; Darmian, Barella, Brozovic, Vidal, Young; Lautaro Martinez, Sanchez.

Inter-Juventus formazione iniziale
Inter-Juventus formazione iniziale

MODULO – Tutto come previsto per l’Inter, che replica la formazione vista in campionato sostituendo forzatamente i due squalificati con i “doppioni” più affidabili. Il 3-5-2 è salvo, almeno sulla carta. Perché ci sono Darmian e Sanchez al posto di Hakimi e Lukaku, quindi dal punto di vista tecnico-tattico ma soprattutto atletico-fisico cambia tutto.

RESOCONTO PARTITA

PRIMO TEMPO – Inter piuttosto abbottonata, con esterni bassi a partecipare alla costruzione dal basso, cercando di eludere la pressione bianconera. Nei primi minuti sembra più complicato iniziare l’azione che concluderla. Al 9′ Lautaro Martinez anticipa de Ligt e piega le mani a un imperfetto Buffon sull’assist di Barella da destra, dove l’Inter trova gli spazi più interessanti per andare verso la porta bianconera grazie al lavoro spalle alla porta di Sanchez. Il cileno, muovendosi intorno all’argentino, cambia continuamente lato per non dare punti di riferimento alla difesa bianconera. Nonostante il vantaggio e la tranquillità mostrata nella manovra, la squadra di Conte in mezzo al campo non sembra attenta alla doppia fase di gioco come di consueto. L’arbitro grazie al VAR assegna un rigore per trattenuta di Young su Cuadrado e al 26′ Cristiano Ronaldo dal dischetto supera Handanovic calciando centralmente. Il pareggio galvanizza gli ospiti e manda in tilt i padroni di casa. Al 35′ pasticcio clamoroso tra Bastoni e Handanovic, che lascia la porta sguarnita a Cristiano Ronaldo, tra l’altro fortunato nel colpire il palo prima di vedere la palla finire in rete. Questo episodio condiziona anche il finale di frazione, in cui si rischia di prendere il terzo gol anziché di fare il secondo. La Juventus fa la partita, ancora di più dopo che l’Inter va nel pallone per la rimonta subita. Filtro nullo in mezzo al campo, dove la Juventus può avanzare indisturbata. Il primo tempo termina 1-2: un blackout di 9′ ribalta il vantaggio ottenuto dopo i primi 9′.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre senza modifiche ma con un atteggiamento diverso. Migliora nettamente il fraseggio, anche grazie al baricentro più alto e ai reparti più compatti. Manca sempre qualcosa, però. La presenza in area di rigore, ad esempio. O la capacità di saltare gli avversari sulla fascia. Al 66′ primo cambio per l’Inter: fuori Young, dentro Perisic. La fascia sinistra cambia approccio da difensivo a offensivo. Dal punto di vista del gioco e del possesso palla, il dominio nerazzurro è netto contro una Juventus sulle gambe. Al 73′ secondo cambio per Conte: fuori Vidal, dentro Eriksen. Il danese si posiziona da mezzala sinistra ma gioca piuttosto alto per aggredire i portatori di palla bianconeri. La posizione ibrida di Eriksen, che arretrando in cabina di regia costringe addirittura Brozovic ad allargarsi, dà più spunti alla manovra. All’85’ ultimo doppio cambio per l’Inter: fuori Bastoni e Brozovic, dentro Sensi e Pinamonti. Conte passa al 4-3-1-2 abbassando gli esterni in difesa e utilizzando Sanchez dietro le punte (come da immagine sotto allegata, ndr). Una modifica che non permette di cambiare il risultato, anche perché la Juventus difende il risultato a pieno organico. Il secondo tempo termina 1-2: l’Inter perde contro se stessa, regalando il vantaggio alla Juventus nella prima metà dei 180′ pre-finale.

Inter-Juventus formazione finale
Inter-Juventus formazione finale

CONSIDERAZIONI POST-PARTITA

PROTAGONISTA – I complimenti ricevuti meritatamente dal nuovo alter ego danese probabilmente hanno distratto il titolare nel ruolo: Brozovic. Guai a parlare di “regista”, perché in Inter-Juventus il croato fa tutto fuorché impostare la manovra. Anzi, ci mette tutto l’impegno del mondo per sprofondare. Male dal punto di vista tecnico-tattico, male dal punto di vista atletico-fisico. Semplicemente non c’è, annullato dal pressing avversario e non in grado di liberarsi per cercare la giocata. Ammesso esista un piano B per tutto, Brozovic non ce l’ha. Spento.

COMMENTO – Se vuoi battere la Juventus di Cristiano Ronaldo, non devi sbagliare nulla. E se Cristiano Ronaldo non fa nulla, ma i gol glieli confezioni tu, allora stai sbagliando tutto. L’Inter regala due gol che definire imbarazzanti è poco. Follia. Sul primo c’è la firma di Young (trattenuta inutile e reiterata, a prescindere dalla solita simulazione di Cuadrado e dall’intervento forzato del VAR). Sul secondo quello di Handanovic (uscita no sense), che manda in tilt anche Bastoni. La partita poteva finire lì. Malamente. Invece la reazione, dopo l’intervallo, c’è stata. Una reazione all’altezza di una squadra che, pur priva delle sue stelle più determinanti nella manovra, sa di poter essere superiore. Peccato che in attacco non ci siano giocatori in grado di far oltrepassare la palla al di là della porta avversaria. Basti pensare alle occasioni finite sui piedi di Sanchez (Demiral salva sulla linea) e Darmian (Buffon respinge senza capire nulla), che sono proprio i sostituiti di Lukaku e Hakimi. Questa è la differenza tra l’1-2 del tabellino e il meritato 3-2 della ripresa. Senza considerare le follie del primo tempo, perché una squadra normale non prende quei due gol e va a cercare il raddoppio dopo l’1-0. Bello, anche se la complicità di Buffon è evidente. L’impressione è che l’Inter faccia il massimo, pagando oltremodo i due errori difensivi e i due offensivi. Il primo tempo è a due facce – bene la prima parte, male la seconda -, ma la ripresa è quasi un monologo nerazzurro. Peccato non aver trovato la via del gol. O meglio, peccato non aver avuto a disposizione giocatori in grado di concretizzare qualcosa. A Torino cambierà la formazione iniziale in virtù delle nuove squalifiche (fuori Vidal e Sanchez) e dei rientri (Hakimi sicuro, Lukaku deve aspettare la chiusura del “caso” Derby di Milano…). Conte dovrà inventarsi qualcosa, perché rimontare due gol contro una Juventus pronta a fare barricate non sarà facile. E dovrà osare. Perché è bastato annullare Brozovic per perdere l’intero centrocampo nel primo tempo. Con l’ingresso di Eriksen è andata meglio senza che il danese abbia fatto chissà cosa… Chissà dall’inizio. Conte non ha saputo sorprendere nuovamente Pirlo, a cui invece è bastato poco per correggere gli errori di metà gennaio e non subire la partita. Il ritorno bisogna giocarlo per dominare 90 e più minuti, non solo 45. E possibilmente facendo almeno due gol senza regalarne, perché aiutare la Juventus proprio no. Si può fare, basta esserne convinti.

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