Lucio: “Mourinho mi fermò prima della finale Bayern-Inter! Juventus…”

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23 maggio 2019, 17:15
Lucio

Lucio ha rilasciato una lunghissima intervista al sito brasiliano UOL Esporte. L’ex difensore, all’Inter nel biennio 2009-2011 prima di passare alla Juventus, ha raccontato una storia relativa alla finale di Champions League, che lo vide protagonista proprio contro il suo passato, il Bayern Monaco: fu fermato da José Mourinho per un motivo particolare.

LA FINALELucio racconta cosa successe prima di Bayern Monaco-Inter del 22 maggio 2010: «Quella settimana è stata molto intensa per me. Continuavo a pensare: “Dio, con trentadue squadre, proprio contro il Bayern Monaco doveva essere la finale?” Affrontare la mia ex squadra in finale era una cosa speciale. Non è stato per colpa di Louis van Gaal, il tecnico che mi ha mandato via, ma la mia carriera lì aveva dato tutto. Avevo il sangue agli occhi per quella partita, i miei compagni dell’Inter dicevano sempre: “Lucio, è l’ora di vincere”. Io volevo conquistare la Champions League, d’altronde chi non lo vuole? José Mourinho mi ha chiamato e mi ha detto: “Lucio, la gente sa quello che hai fatto con loro. Non preoccuparti e non pensare di dover risolvere la partita da solo”. Quella non è stata la prima conversazione con me, avevo molta voglia di spingermi in attacco e Mourinho mi fermava: “Chi avvia le giocate è il centrocampista, chi deve fare gol è l’attaccante”. Ho aiutato l’Inter a interrompere una serie di quarantacinque anni senza Champions League, è stato un regalo di Dio per la mia vita. Dopo la fine della partita, ho preso mia figlia in braccio e la tifoseria del Bayern Monaco ha comunque cantato il mio nome. È stato molto importante per me, fu una prova che ero entrato nella storia dei due club».

PASSAGGIO DI CARRIERA – Lucio poi racconta altri dettagli sul suo periodo in Italia, a partire dal 2009: «Non volevo andare via dal Bayern Monaco, ma grazie a Dio sono stato ben ricevuto all’Inter. Avevo un’aspettativa molto grande con la mia trattativa, e sono stato in grado di rispondere alle richieste. Siamo stati l’unico club italiano che ha vinto il Triplete: la Serie A, la Coppa Italia e la Champions League. Mi sono trasferito alla Juventus nell’agosto del 2012, ma sono rimasto soltanto metà stagione. Ho giocato appena quattro partite, sono andato via perché volevo giocare, volevo andare in un altro grand club per essere utilizzato di più, cosa che non stava succedendo lì. Ecco perché sono andato al Sao Paulo».

Fonte: Esporte.uol.com.br

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