Zenga: “Tifoso, raccattapalle, ultras: Inter, non mi stanco mai. L’addio…”

Articolo di
25 Aprile 2020, 12:32
Walter Zenga
Condividi questo articolo

Walter Zenga, in una lunga intervista ad Andrea Elefante sulle pagine di “Sportweek”, ha raccontato la sua esperienza all’Inter, dalle giovanili alla prima squadra. Ecco le sue parole

ORIGINI – Walter Zenga torna indietro nel tempo: «Non mi stanco mai di parlare di Inter. Ma prima c’è la Macallesi, perché io sono uno del Viale: Viale Ungheria è la mia infanzia, il mio nucleo. Quando nasci hai sempre un indirizzo dentro e il Viale ti indirizza». È Italo Galbiati a portarla dalla Macallesi all’Inter: «E io ero già tifoso da tre anni, marzo ’66: mio papà era juventino, però mi accompagnò a San Siro a vedere Inter-Brescia 7-0».

RACCATTAPALLE – Tifoso dell’Inter, poi pulcino e poi? Risponde Zenga: «Poi raccattapalle: mille lire a partita, sceglievo sempre la porta opposta a quella dove si entrava, così potevo attraversare il campo. E poi ultrà, quando la curva dell’Inter era sopra la bandierina del corner: prendevo il 24 da Viale Ungheria, poi il filobus 90 o 91 fino a Piazzale Lotto».

ROTTURA – Zenga racconta di un momento complicato: «Giugno ’87, era tutto fatto con il Napoli. In vacanza a Lampedusa, passavo le giornate a parlare con Moggi da una cabina telefonica. Poi la cosa salta, ma per me è un inferno: la Nord scrive “Dieci contano, uno non conta più”, per 3-4 mesi ogni tiro è un gol. Anche se Pellegrini faceva lo gnorri come al solito, con Cesare Viganò e Franco Maggiorelli vado a firmare il rinnovo, il giorno prima del derby. Peccato che lo perdiamo con autogol di Riccardo Ferri: per evitarlo provo una sforbiciata sulla linea di porta».

PERDONO – Più difficile perdonare Pellegrini per averle tolto l’Inter o Sacchi per averle tolto la Nazionale? Zenga risponde: «Le dico solo che Arrigo non molto tempo fa ha prerorato la mia causa per una nazionale: allora fece una scelta che oggi, da allenatore, capisco e condivido. E poi oggi per “merito” suo sono ancora l’Uomo Ragno». Quindi ce l’ha ancora con Pellegrini? «Di sicuro più con lui che con Ottavio Bianchi, che pure non mi disse una parola: dopo 23 anni di Inter meritavo un rispetto diverso nel dirmi addio».

Fonte: Sportweek – Andrea Elefante.


Seguici e scarica le nostre APP per restare sempre aggiornato

Google News News Nows Inter News App per Android GRATIS! Inter News App per iOs GRATIS!


tifointer






ALTRE NOTIZIE