Zanetti: “L’Inter è famiglia. Triplete? Ricordo la sofferenza a Barcellona…”

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2 Aprile 2020, 14:38
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Javier Zanetti, ex capitano e vice presidente dell’Inter, è stato l’ospite di oggi di “Casa Sky Sport” in cui ha parlato di varie tematiche riguardanti il passato e presente nerazzurro

LA MIGLIOR PARTITA E IL MIGLIOR ALLENATORE – Zanetti parla della sua migliore partita e del suo allenatore preferito: «Scegliere una partita è difficile dopo tutte quelle che abbiamo giocato. Io ricordo la mia prima partita all’Inter, era come realizzare un sogno, davanti alla mia famiglia. La prima volta a San Siro e per me è stata un’emozione unica. Potrei dire anche la finale di Coppa Uefa dove ho fatto gol ed è stato il mio primo trofeo. Di allenatori ne ho avuti tanti, da ognuno ho preso spunti, ma se devo dirne uno per quello che abbiamo fatto direi Simoni per primo e dopo Mourinho. Con Mourinho siamo riusciti a fare qualcosa di straordinario».

I RICORDI DEL TRIPLETE – Zanetti parla poi dei ricordi del Triplete nella stagione 2009/10: «Un momento di grande emozione. Mi piace ricordare il percorso che abbiamo fatto per arrivare a Madrid. Mi viene in mente Kiev, dove eravamo praticamente fuori e abbiamo rimontato una partita importantissima perché ci ha permesso di giocarci il passaggio in casa col Rubin Kazan. La partita soffertissima a Barcellona dopo la prima che era stata esaltante, ma il ritorno era stato difficile. Ancora soffro quando la guardo, era infinita. Arrivare alla notte di Madrid è stato coronare questo sogno che inseguivamo da tantissimo tempo. Personalmente credo che per me, avendo 37 anni, poteva essere l’ultima opportunità di alzare la Champions e mi è capitata nel momento più felice della mia vita, calcisticamente parlando. Io in quella partita facevo 700 presenze con l’Inter e vincere quella partita, per la gioia che abbiamo regalato ai nostri tifosi, è stato indimenticabile».

L’AVVERSARIO PIU’ FORTE E TEMUTO – Zanetti ricorda il suo avversario più difficile: «Ho affrontato tanti campioni, me ne viene in mente uno come Messi in Champions. Ma ricordo una partita contro la Juventus dove Simoni mi dà il compito di marcare a uomo Zidane. Togliere la palla a Zizou era molto difficile e complicato. E’ stata una partita dove per 90 minuti sono rimasto concentrato che Zidane non facesse le cose che lui di solito è in grado di fare. E’ andata bene, è stata una partita significativa per l’alto grado di concentrazione. Abbiamo vinto 1-0».

COSA E’ PER TE L’INTER – Zanetti parla di cosa è per lui l’Inter: «Per me l’Inter è stata la cosa per cui mi sono sentito subito identificato, il senso di famiglia. L’Inter è famiglia, l’Inter cade ma ha la forza per rialzarsi. Questo ci contraddistingue, fa parte del nostro DNA, lo viviamo in questa maniera. L’Inter è anche responsabilità sociale, è una società che sempre cerca di guardare come poter aiutare. Sono questi valori che abbiamo e credo che per noi siano molto importanti e vogliamo trasmetterli».

IL FUTURO DI LAUTARO MARTINEZ – Zanetti parla del futuro di Lautaro Martinez: «A me fa un enorme piacere parlare di Lautaro Martinez. Lo seguivamo da tempo, era il giocatore più promettente del calcio argentino in quel momento e parlando con Diego Milito dicevamo che poteva avere un futuro importante. Oggi è parte del patrimonio del nostro club, è un ragazzo che è cresciuto tanto, ha 22 anni ed è un punto fermo anche dell’Argentina. Io vedendolo tutte le settimane ad allenarsi lo vedo felice con noi e mi auguro che resti a lungo. E’ molto giovane, è un nostro patrimonio ed insieme ad altri ragazzi che sono cresciuti tantissimo, che rappresentano un patrimonio importante».

TANTI CAMPIONI AFFRONTATI – Zanetti ha affrontato tanti campioni nella sua lunga carriera: «Stiamo parlando di grandissimi campioni, mi ricordo una partita contro l’Arsenal e in uno contro uno contro Henry non sono riuscito a contrastarlo. Henry era un giocatore difficile da marcare».

IL MIGLIOR COMPAGNO DI SQUADRA – Zanetti ha parlato del suo miglior compagno di squadra avuto durante la sua carriera: «Ronaldo aveva una grande classe, grandissima qualità. Ho avuto la fortuna di giocare anche con Messi in nazionale e sono stati i due più forti con cui ho giocato»


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