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Young: «Inter, il primo giorno fu veramente duro. Esperienza che volevo»

Young ha rilasciato una lunga intervista al podcast Vover Sports, assieme all’ex calciatore Jordan Stewart. Il laterale inglese, arrivato a gennaio 2020 dal Manchester United, racconta il suo ambientamento in Italia e il lavoro con Conte.

SCELTA DI VITAAshley Young è tornato nelle ultime partite in campo, complice l’infortunio di Ivan Perisic (vedi articolo). Il difensore inizia parlando della lingua: «Conosco l’italiano? Non tanto (ride, ndr). Ho preso un insegnante, ma poi ho dovuto fare le lezioni online. Capisco qualche parola, ma soprattutto legate al calcio. Avevo voglia di fare un’esperienza fuori: è solo una mentalità inglese quella di non dover lasciare il nostro campionato. Mi è arrivata l’opportunità, dal nulla è arrivata l’Inter: andare a giocare per una delle squadre migliori in Italia, e di poter giocare con regolarità, era un qualcosa che non potevo rifiutare. Sono andato dal Manchester United, ho detto che ero lì da nove anni e avevo pochi mesi rimasti nel mio contratto. Avevo voglia di giocare ancora e avevo l’opportunità di farlo: volevo e voglio giocare a calcio».

DIFFERENZE – Young parla dei cambiamenti fra Premier League e Serie A: «Qui in Italia è molto più tattico. Molte squadre giocano con tre difensori e due esterni, è particolare. Il mio ruolo, nella squadra, non è certo facile. Anche per lo stile di gioco che abbiamo. Per noi è un test, a livello di mentalità, anche perché ci alleniamo sempre tanto e forte. Non mi dimenticherò mai il primo giorno, dove il mister ci chiedeva i “blocchi”. Mi guardò ma ero perso, non capivo cosa mi stesse dicendo. Il primo giorno è stato veramente duro, ora mi sono abituato. La Premier League è molto più veloce, qui è tutto molto più tattico. Ora non ci sono i tifosi, si sente tutto quello che dice l’allenatore».

OBIETTIVO DA RAGGIUNGERE – Young chiude sulla stagione in corso: «Credo che sia nelle nostre mani il campionato, visto il vantaggio. Dobbiamo continuare così, non mollare. L’anno scorso abbiamo finito a un punto dalla prima, perdendo alcuni punti. Non aver vinto lo scorso anno è stato brutto, ma ora abbiamo un buon vantaggio. Qui le grandi squadre possono perdere punti contro chi è a metà classifica, nulla è scontato. Guarda il Parma: è in zona retrocessione, ma gioca bene. Ora chiaramente siamo in una buona striscia vincente, ma dobbiamo continuare. Non tanti in squadra hanno vinto, si dice come gestire la pressione. Ora conta vincere, poi se non giochi benissimo ma riesci a prendere i tre punti fa nulla. L’anno scorso siamo andati vicini in campionato e in Europa League, adesso dobbiamo finire il lavoro. Ho ancora tanta fame di vincere trofei, non mi piace nemmeno perdere in allenamento».

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