Volpi: “Ripartenza, giocatori preoccupati. Ritiro? Controindicazioni…”

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17 Maggio 2020, 20:47
Piero Volpi
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Piero Volpi, Respondabile del Settore Medico dell’Inter, ha parlato a “Sky Calcio Club” su “Sky Sport 1” della situazione attuale attorno alla possibile ripartenza del calcio italiano dopo l’emergenza Coronavirus.

PROBLEMA CORONAVIRUS – Piero Volpi, Responsabile del Settore Medico dell’Inter, ha parlato della sua esperienza con il Coronavirus: «Ho avuto due mesi fa il Coronavirus, poi sono stato anche ricoverato. Fortunatamente mi hanno curato splendidamente, però ho toccato con mano l’aspetto medico che è gravoso. Dico anche che questo problema lascia strascichi dal punto di vista psicologico. Questo tema è poco considerato, anche nei nostri calciatori è un elemento da non trascurare. Comunque adesso sto bene e spero di riprendere a breve tutte le mie attività. Riunione Lega-medici? C’è un aspetto del reclutamento della parte diagnostica, i tamponi e test sierologici. Non c’è equità legislativa su tutte le regioni. Le linee guida dicono che non devi toccare il contingentamento per la popolazione che ne ha più bisogno come malati e lavoratori di ospedali. Il problema vero sono i reagenti, che tendono a scarseggiare. Questo è un problema di livello nazionale, non solo di livello calcistico».

CONTROINDICAZIONI – Volpi ha anche poi parlato della possibile ripartenza del calcio italiano, rivelando anche le possibili controindicazioni: «Ho trovato in tutti uno sforzo, anche nei media. Ho visto una volontà per cercare di superare questo problema, uno sforzo positivo per ripartire. Questo però si scontra con un problema di non conoscenza della pandemia. Queste debolezze il mondo del calcio deve trasformarle in sicurezze, vivremo parecchio tempo in sospensione. Il fatto di non fare il ritiro ha una valenza molto importante sotto l’aspetto di alleggerimento della responsabilità medica. I vertici della Lega lavoreranno su questo tema. Il ritiro ha altre due controindicazioni oltre alla responsabilità. Noi abbiamo vissuto tutti due mesi da reclusi, dal punto di vista psicologico non è una cosa favorevole».

MANCANZA DI STRUTTURE – Riguardo all’idea di un ritiro, il medico dell’Inter Volpi ha chiarito le difficoltà che avrebbe una decisione del genere: «Le società non hanno le strutture per garantire un ritiro di 60-70 persone. Noi venerdì abbiamo fatto i test al gruppo di lavoro attorno alla squadra, parlando anche di magazzinieri, cuoco, ecc. Noi siamo una società abbastanza importante, figuriamoci società con un peso minore. Come possono fare a mantenere in ritiro un gruppo chiuso? A parte una squadra che ha un albergo a disposizione, altre squadre non hanno questa possibilità. Ho sentito molti nostri giocatori e di altre squadre e sono quasi tutti preoccupati, hanno voglia di riprendere ma vogliono avere le garanzie di sicurezza che non possono essere date. Questo alleggerimento della quarantena è nelle mani e nelle teste del Governo e del CTS, non è una decisione che può prendere in autonomia il calcio».


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