Vecino: “Inter, sogno di vincere per entrare nella tua storia! Se sto bene…”

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6 Aprile 2020, 17:35
Matias Vecino
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Vecino è il decimo calciatore dell’Inter protagonista della campagna #TogetherAsATeam, promossa dalla società nerazzurra durante lo stop dell’attività agonistica causa Coronavirus. Ecco la prima parte di quanto raccolto da Inter-News.it durante l’#AskVecino odierno

CASA VECINO – Non è tornato in Patria l’uruguayano Matias Vecino, ormai ambientatosi alla grande in Italia: «Sto abbastanza bene, non ci possiamo lamentare. Di salute stiamo tutti bene qui a casa, ora ci tocca aspettare. Speriamo che possa migliorare questa situazione così delicata che c’è adesso. Ora che abbiamo tutto questo tempo libero, passiamo più tempo possibile con i bambini. Con il nostro lavoro capita che li vediamo un giorno sì e due no. Non ci vedono durante il giorno e da piccoli non capiscono cosa fa il papà (sorride, ndr). Io ne ho: uno di 4 anni (Genaro, ndr) e una piccola di 2 mesi (Amalia, ndr). Giochiamo e ridiamo tutto il giorno. Mi fanno anche arrabbiare, com’è giusto che sia (ride, ndr). E mi alleno in un piccolo posto a mo’ di palestra, in cui mi chiudo così non mi vengono a disturbare (ride, ndr). In casa ora siamo sei persone, sette con il cane! Non ci annoiamo, facciamo un po’ di tutto, anche se non è facile mettere tutti d’accordo. Carte, ping pong e serie TV. Ora io sto guardando la nuova di “Vikingos”, che è uscita da poco: è un po’ particolare e non piace a tutti. La mia famiglia è tutto. È la mia forza. Il mio stimolo ogni giorno per cercare di migliorarmi e andar avanti. Anche se non sono allo stadio, conosco la posizione che occupano sempre e, se faccio gol, vado lì sotto anche se loro sono a casa! Mi trovo bene in Italia e a Milano, sono qui da tre anni ormai. Sia io sia la mia famiglia stiamo comodi qui. Siamo a posto».

DEBUTTO E SOGNO – Vecino non mette da parte il calcio, anzi, spera presto di tornare in campo a vestire la maglia dell’Inter per raggiungere gli obiettivi prefissati: «La prima volta che sono entrato a San Siro è quando ho fatto il mio esordio nel calcio italiano, in Inter-Fiorentina. Sono rimasto colpito dal fatto di giocare in questo stadio, che è il top del calcio! Farlo con la maglia dell’Inter è un modo diverso, dopo averlo fatto con la maglia della Fiorentina. Ora sogno di lasciare un segno ed essere ricordato nel gruppo di giocatori che hanno fatto la storia dell’Inter. Per entrarci, però, devi riuscire a vincere qualche trofeo. Stiamo lavorando su questa strada e speriamo di riuscirci. Cosa c’è dietro la prestazione di un calciatore? Dietro c’è un allenamento. La cura nel dettaglio, l’alimentazione e la preparazione. Sono tutte cose che costituiscono la prestazione di un calciatore. Durante l’anno tutti abbiamo alti e bassi che dipendono da vari fattori. Io sono un centrocampista più di corsa, quindi se sto bene le mie prestazioni sono migliori».


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