Tommasi: “Ok ripresa ma oggi contano altre cose! Vogliamo garanzie”

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4 Aprile 2020, 08:38
Damiano Tommasi AIC
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Damiano Tommasi, presidente AIC – Associazione Italiana Calciatori -, nel corso di un’intervista rilasciata oggi alla “Gazzetta dello Sport” dopo aver parlato della tutela dei giocatori, soprattutto quelli provenienti dalle categorie inferiori e dal calcio femminile (vedi articolo), ha parlato ancora una volta della possibile ripresa del campionato

NIENTE FRETTADamiano Tommasi, intervistato dalla “Gazzetta dello Sport”, ricorda tutte le vittime del Coronavirus (Covid-19) ricordando lo sforzo dei medici, uno sguardo che va ben oltre la possibile ripresa dei campionati: «Ripresa dello sport? Vorrei fare una premessa, doverosa nei confronti di chi ha perso i propri cari e che sta combattendo per salvare le vite, come i medici: in questo momento, parlare di sport ha veramente poco senso, anche se, da appassionati, non vediamo l’ora di tornare a divertirci il prima possibile. Guardiamo cosa sta accadendo fuori dalle nostre abitazioni: una palla da calcio viene dopo, oggi sarebbe importantissimo anche solo intravedere la luce in fondo al tunnel. Quando la vedremo? nessuno può farlo: presidenti, dirigenti, calciatori… nessuno. Solamente il virus e ciò che si sta cercando di fare per sconfiggerlo decideranno. Noto una cosa, utilizzo un paragone calcistico. Un giocatore subisce un infortunio particolarmente grave: lo capisce subito e parte carichissimo per tornare, ma poi l’ultimo mese è la parte che effettivamente conta. Ora manca poco alla guarigione, non serve avere fretta: è fondamentale procedere in maniera graduale».

TORNARE A GIOCARE – Damiano Tommasi ribadisce la sua volontà di tornare a giocare ma con le assolute garanzie sanitarie: «La speranza, e sto parlando a nome dell’Aic, è di tornare in campo velocemente, magari già in estate. Sa, con le spiagge piene di bagnanti… Tuttavia, voglio ripetermi: per farlo, dovranno esserci le assolute garanzie. La salute e la sicurezza delle famiglie sono al primissimo posto, quando non ci sarà più alcun pericolo torneremo a pensare agli allenamenti e alla ripresa dei match ufficiali. Oggi contano altre cose: quante persone sono decedute? Quante di esse, e il pensiero va anche a Gianni Mura, un grande del giornalismo italiano, ci hanno lasciato senza ricevere il saluto che avrebbero meritato? Tutto questo non può passare in secondo piano. Come l’immagine dei mezzi militari, che a Bergamo trasportavano le bare: tra qualche anno, quegli scatti li vedremo sui libri di storia».

GLI ALLENAMENTI – Damiano Tommasi conclude parlando del discorso allenamenti: «Discorso pressoché identico rispetto a quello delle partite: chi determina quando tornare a sudare? Nel caso, in che modo? Con la rosa al completo, a gruppetti o magari singolarmente? Pure qui, decideranno l’andamento naturale delle cose e il processo di ritorno, come dire, alla normalità».


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