Stankovic: “Triplete, nessuno lo farà più. Barcellona-Inter? Persi i sensi”

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22 Maggio 2020, 11:48
INTER LEO MESSI
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Intervistato ai microfoni di “Repubblica”, Dejan Stankovic, ex centrocampista dell’Inter e oggi allenatore della Stella Rossa, racconta la vittoria della Champions League e del Triplete a dieci anni da quella storica impresa

RICORDI – Queste le parole di Dejan Stankovic, ex centrocampista dell’Inter e oggi allenatore della Stella Rossa, a dieci anni dalla vittoria della Champions League e del Triplete. «Non lo farà più nessuno (il Triplete, ndr). Che immagine ho del 22 maggio 2010? La coppa sul piedistallo prima che Javier potesse alzarla al cielo. La guardavo e piangevo. Dovevo distogliere lo sguardo, oppure singhiozzavo. Era troppo bella. Altri ricordi di quella notte? L’abbraccio con Mourinho. Non ci dicemmo nulla».

MOURINHO – Stankovic su cosa disse l’allenatore José Mourinho prima di entrare in campo per la finale di Champions League. «José aveva parlato prima della partita e tanto bastava. Cosa ci disse negli spogliatoio? Che le finali sono fatte per essere vinte. ‘Entrate e vincete’, non aggiunse altro. Molti di noi erano grandi, Io andavo per i 32 anni. Venivamo da tutto il mondo, eravamo lì per un motivo. C’erano sette o otto capitani delle proprie nazionali. Personalità forti, avevamo un gruppo pesante. Lo avevamo dimostrato dopo la sconfitta contro il Catania, Mourinho era furioso. Lo ascoltammo in silenzio, parlammo fra noi. Nessuno alzò la voce, non sprecammo una parola. Tre giorni contro il Chelsea giocammo la partita perfetta. A unirci era un leader indiscusso in panchina e un papà buono in tribuna».

MORATTI – Stankovic sul rapporto che c’era con l’allora presidente Massimo Moratti. «Quando ero alla Lazio sentivo i giocatori dell’Inter parlare di lui. Pensavo fossero ruffiani, lecchini. Quando l’ho conosciuto ho capito tutto. Nessuno ama una squadra come lui ama l’Inter». Sulla decisione di Moratti di non smembrare ma squadra per ancora un anno: «Moratti non volle venderci, un gesto nobile. Lo ricambiammo provando a vincere, anche se eravamo stanchi e distrutti. Nel 2011 ho fatto uno dei gol più belli della mia carriera, al volo da centrocampo contro lo Schalke 04. Non bastò».

SQUALIFICA – Stankovic sulla sua squalifica nella partita di ritorno della semifinale, Barcellona-Inter: «Fu una sofferenza mostruosa, eccessiva. Sarei voluto entrare, menare, fare tutto. Dopo il gol di Piqué scesi negli spogliatoi, mi chiusi in bagno. Guardavo sull’orologio i secondi che non passavano mai, ero al pianto. Al boato del gol annullato a Krcic persi i sensi».

ADDIO – Stankovic sull’addio di Mourinho: «L’avevamo capito ma non ci pensavamo. Eravamo presenti al momento come dice Michael Jordan in The Last Dance. Una storia meravigliosa».

GRUPPO – Stankovic sul Michael Jordan nell’Inter del Triplete. «Il gruppo. Eravamo un corpo solo, lo saremo per sempre».

ALLENATORE – Stankovic sul desiderio di allenare l’Inter: «Certo, è casa mia. E sono contento che Inter e Lazio siano lì su in classifica. Da Mourinho ho preso la determinazione, da Mancini il lavoro sul campo e Mihajlovic mi ha insegnato a non mollare».

Fonte: Franco Vanni – Repubblica


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