Spalletti: “Vidal? Contento dei miei! Inter buona anche senza Nainggolan”

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25 ottobre 2018, 00:31
spalletti-conferenza

Momento conferenza stampa per Luciano Spalletti. L’allenatore toscano si è presentato nella sala stampa e ha risposto alle domande dei giornalisti presenti: questa la sua analisi di Barcellona-Inter, terza giornata del Gruppo B di Champions League.

GESTIONE MIGLIORABILE«Rafinha? Di questa cosa ne abbiamo già un po’ parlato ieri, è un calciatore forte che noi non abbiamo potuto prendere in quel momento lì. Poi il fatto che ci abbia fatto gol è il suo mestiere e il suo lavoro, a me ha fatto piacere vederlo in campo e giocare. Se noi siamo qui a giocare questa partita il merito è anche di Rafinha che ci ha dato una mano, però per il resto ho dei calciatori che mi piacciono e di cui mi fido, sicuramente Rafinha riuscirà a dare una mano al Barcellona. Mi è sembrata la stessa squadra che gioca la palla in velocità e che viene addosso quando sceglie il momento di venire a pressare compatta, mi è sembrata una squadra che sa dove vuole andare e sa quello che deve fare, sono convinto che con Lionel Messi ci avrebbe creato qualche problema in più ma anche senza Messi ce ne ha creati diversi. Matias Vecino ha il ruolo di mediano quando la palla la hanno gli avversari e il ruolo di mezzala quando ce l’abbiamo noi, ha questa doppia funzione che qualche volta è costretto anche a fare la via di mezzo, perché deve passare per dieci metri e ci permette di allungarci, è un giocatore che ha facilità di inserimento e corsa, bravo in fase conclusiva e in fase difensiva, è un calciatore completo. Secondo me di cose ne abbiamo imparate molte, però pensavo di aver fatto dei rodaggi che ci avevano permesso di prendere possesso di quella che era la materia che ci aspettava. Abbiamo fatto delle buone gare e invece oggi non siamo stati bravi a spendere questo premio che ci siamo guadagnati nella scorsa stagione, secondo me tecnicamente soprattutto. La chiave della partita e lì, se la palla la riconquisti e la rimetti sempre in discussione, perché non c’è nessuno che viene a palleggiare e si prende la responsabilità di una cosa, loro ti fanno correre. Fare delle cose e sbagliare ha un costo inferiore che non fare niente, che ha un costo molto più elevato: se fai delle cose anche sbagliandole però le fai, noi nel primo tempo non abbiamo fatto e non siamo andati a mettere le mani sulla nostra conoscenza calcistica e il nostro voler andare in quella direzione, che è una cosa che ci può stare in questo campo. Non ci sono andati bene due o tre rimpalli che ci sono costati altri metri, delle palle mezza e mezza ne abbiamo perse tante che andavano gestite bene, ma ci sono state situazioni sui contrasti con la palla che va in un posto e loro sono stati premiati, però è una conseguenza di uno convinto. Arturo Vidal? Lei, se fosse Radja Nainggolan o Vecino, le farebbe piacere che io venga qui e dica che voglio riprendere Vidal? Se vengo a rispondere alla domanda che riguarda l’acquisizione di un calciatore di conseguenza non sono contento dei miei. Sono contento delle persone che mi circondano, sono fra le persone che mi piace avere al mio fianco, Vidal è sicuramente un gran giocatore ma non importa che lo dica io, è la sua carriera che dice questo però io ora sono contento dei calciatori che ho. È colmabile l’atteggiamento delle partite e il confine tra essere squadra buona è normale, dipende molto dall’atteggiamento della squadra oltre naturalmente la qualità dei giocatori. Secondo me è colmabile, nel senso che si va a fare delle cose che sono più belle da vedere e creano una distanza dalla differenza vista stasera nel primo tempo, però bisogna avere un’autostima e una personalità diversa. Siamo una buona squadra anche senza Nainggolan, dobbiamo essere convinti di questo e di potercela andare a giocare, il discorso non è che io debba sperare di avere un sorteggio o un risultato a favore, di sperare che gli altri mi concedano qualcosa: io devo essere sicuro e convinto di avere la forza che mi fa andare a combattere con chiunque. Nei panni di quello che fa compassione non ci sto volentieri, se devo andare a lesinare resto a casa».







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