Spalletti: “Se l’Inter è questa il responsabile sono io perché…”

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4 febbraio 2018, 00:11
Luciano Spalletti

Luciano Spalletti – intervistato dai microfoni di “Rai Sport” durante la diretta del “Sabato della DS” su Rai 2 – commenta con amarezza l’ennesimo passo falso della sua Inter in casa contro il Crotone

SPALLETTI RESPONSABILE – Si addossa tutte le responsabilità Luciano Spalletti dopo l’1-1 di San Siro: «Che succede all’Inter? Non ci si fa. Io devo metterci la faccia, nel senso che vengo a parlare e dico le cose perché mi hanno dato un ruolo importante: sono responsabile in prima persona dell’andamento della squadra, sono io che indico la strada dove andare e non ci sono alibi che si possano andare a sostenere. Siamo un po’ in difficoltà, è fuori dubbio: non riusciamo a costruire grandissime situazioni importanti, anche se qualcuna la riusciamo a sviluppare, ma allo stesso tempo se ci càpitano due situazioni al limite dell’area prendiamo gol. Siamo un po’ deboli da un punto di vista momentaneo, per la scarsa condizione di alcuni calciatori e un po’ perché l’entusiasmo non ti può sostenere: i risultati precedenti sono simili o peggiori a quello di stasera contro il Crotone, di conseguenza c’è solo da creare due o tre situazioni ben visibili, riconoscibili e che siano chiare da seguire, nel modo di lavorare. Ho tutte le responsabilità: sono l’allenatore, parlo con la squadra, ho scelto questi calciatori, dico che lavoro fare la mattina e analizzo la partita dopo averla giocata. Se la squadra produce questo: se si poteva fare di più è segno che il mio modo di gestire li ha un po’ frenati, se la squadra non può fare di più sono responsabile lo stesso perché li ho scelti io questi calciatori e sono quelli con cui voglio andare in fondo».

DEBOLEZZA MENTALE – «Il calo di Antonio Candreva e Ivan Perisic? Vero, sono state le nostre soluzioni per diverse partite e venendo a mancare il solito apporto diventa più facile prenderli di mira, ma ci sono anche altri calciatori che sono sotto livello e hanno giocato un partita timida anche stasera. La soluzione non è mai un calciatore solo o una giocata per ambire a una prestazione e a una classifica importante. Io devo riuscire a far bene tutto, sul campo e sulla testa: vedo una testa abbastanza debole in generale, perché la testa poi è quella che spesso, nei momenti in cui manca l’euforia e l’entusiasmo, annulla qualsiasi tipo di reazione, ed è quella che ti crea più difficoltà di tutto e di tutti. E’ il tuo pensiero che conta, quanta forza mentale hai: non dartela mai vinta, reagire sempre anche se vieni messo nell’angolino, trovare gli stimoli per reagire sempre, non accettare il ruolo che ci vogliono dare e il risultato che viene determinato da una partita, di conseguenza mantenendo questa convinzione lo stato va a modificarsi. Rafinha non ha ancora la condizione per poter giocare tutta la partita: ha toccato diversi palloni bene e altri così così, in questo momento qui ci può dare una mano perché ha la qualità, lo spessore e il livello di personalità avendo giocato in una squadra importante e avendo avuto ruoli importanti in mezzo al campo: sa andare in giro per il rettangolo di gioco e prendere continue notizie sulla partita, è un calciatore importante».







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