Spalletti: “Prove finite. Inter più forte, deve fare punti da subito”

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18 agosto 2018, 15:14
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Luciano Spalletti ha risposto alle domande dei giornalisti presenti al centro sportivo di Appiano Gentile per la conferenza stampa di presentazione del match di domani sera del Mapei Stadium tra Inter e Sassuolo.

Quali sono le condizioni generali del gruppo?

«Le condizioni generali del gruppo sono buone: abbiamo fatto tutte quelle conoscenze che dovevamo fare, usciamo dalla fabbrica senza dover usare ulteriori prove, siamo pronti per andare a giocare contro chiunque e questo vuol dire andare a cercare di vincere contro qualsiasi avversario».

Come si prepara il Sassuolo?

«Il Sassuolo è facile da preparare, basta andare a vedere lo score delle partite contro di loro. E’ sempre stata una gara molto difficile, partita subito durissima di quelle in cui il fatto che sia una partita nel periodo estivo è rimasto solo per quanto riguarda il mese. Non ci sono più partite per andare a mettere a posto la squadra, ci sono le partite che contano».

Squadra cresciuta?

«Sicuramente sento di avere una squadra più forte di quella dell’anno scorso al di là di quelle che sono state le operazioni di mercato la squadra ha più consapevolezze. Dobbiamo migliorare la classifica anche se è chiaro che quando viene a mancare qualche pedina dispiace sempre perché poi sono elementi forti. Nainggolan sta recuperando ma bisogna stare attenti a non sbagliare c’è da fare le cose con intelligenza».

Si sente l’anti-Juve?

«Faccio il mio lavoro tentando di sbagliare il meno possibile. Lo Scudetto non va regalato alla Juventus e noi siamo tra le squadre che possono andare a provare di lottare per lo Scudetto perché ci siamo rinforzati tutti. Loro (la Juve) sono i più forti di tutti ma poi ci sono altre cinque che possono andare a contendere lo Scudetto e noi siamo tra questi».

Perisic e Vrsaljko già titolari?

«Sono due analisi differenti perché Perisic conosce benissimo la nostra squadra e Vrsaljko è arrivato adesso ma nessuno dei due ha giocato una partita. C’è da ragionare anche sullo sviluppo della partita e non solo sulle scelte iniziale».

Cosa ti soddisfa e manca di più?

«Non mi manca assolutamente niente, mi soddisfa il fatto che siano entrati calciatori di spessore, qualità e di livello interista. La disponibilità e il modo di lavorare è stato subito corretto, è la cosa che più mi dà fiducia».

Sentiva più pressioni l’anno scorso?

«Le pressioni le ho gestite tutte qualche anno fa, a livello attuale è tutto un divertimento, un piacere e un’eccitazione partite in questo campionato anche se è stata strozzata da quello che è successo a Genova».

Quali obiettivi la società le ha posto?

«Gli obiettivi sono sempre quelli di andare a posizionarci in un confronto europeo di quelli importanti. Vincere più partite possibili dentro il campionato, rimanere in Champions League e possibilmente offrire anche un buon spettacolo sia comportamentale che di risultati e gioco di squadra. Poi vedere di volta in volta come si sviluppano le cose. Sicuramente quella della quarta posizione è una delimitazione importante perché cambiano molte cose ma ci sono squadre altrettanto importanti che si sono rinforzate ulteriormente per cui mentre prima l’attrazione della Liga e della Premier poteva essere superiore rispetto alla Serie A adesso è diventata un’opportunità venire a giocare nel nostro campionato».

Sei soddisfatto?

«Non mi metta contro su delle cose dette in passato, avevo fatto riferimento al pensare a voce alta sopratutto per non illudere i tifosi. La società ha fatto un ottimo lavoro e i tifosi ancora meglio perché ci anticipano da tutte le parti. Siamo soddisfatti di tutto ma ora dobbiamo andare a giocare le partite, non ci sono più prove generali e dobbiamo portare a casa punti e lo dobbiamo fare fin da subito perché se poi pensiamo al fatto che l’anno scorso è successo tutto negli ultimi 15-20 minuti ora il valore di una vittoria riusciamo a capirlo prima di cominciare per cui si va a fare sul serio fin da subito e io vorrei scommettere su diversi dei miei calciatori: a parte quelli nuovi che mi incuriosiscono molto perché sono tutti di livello, quello che nella seconda parte del campionato dell’anno scorso e che ha determinato molto è Brozovic e voglio che riparta da lì, mi aspetto di rivedere quel leader e quell’uomo squadra che fa la differenza».

Si sente di commentare la questione Modric?

«Non gioca nell’Inter ma nel Real Madrid e io commento giocatori che giocano nell’Inter».

Era giusto fermarsi dopo Genova?

«Il problema è far si che queste cose non riaccadano più».

Come sta Skriniar?

«Per domani è da valutare, dobbiamo farci attenzione: si allenato un po’ con la squadra oggi e un po’ lo abbiamo lasciato allenare a parte, ogni ora che passa può essere determinante. E’ un calciatore forte che vive di calcio, può diventare il capitano di qualsiasi squadra per come è costruito nella testa e nei muscoli».

Cosa si aspetta da Vecino?

«Mi aspetto che faccia meglio dello scorso anno, è stato limitato da quell’infiammazione al pube che lo ha accompagnato per un bel pezzo del campionato però poi le condizioni sono peggiorate in nazionale per cui mi aspetto una gestione più corretta, sopratutto da parte sua anche se l’infiammazione in questo periodo è stata tolta quasi del tutto e quindi potrà mostrare il suo valore: ha potenzialità superiori rispetto al suo rendimento della scorsa stagione».

Nainggolan e Joao Mario fuori da convocati per infortunio?

«Joao Mario è fuori per affaticamento muscolare ed è la verità. Non è che venga messo fuori rosa come ha detto qualche dirottatore di risposte perché lui è dentro la rosa e non viene messo fuori rosa».






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