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Spalletti: “Perisic? Si recupera sicuro! Un difetto Inter, Icardi-Keita…”

Luciano Spalletti ha parlato in conferenza stampa alla Commerzbank-Arena dopo Eintracht Francoforte-Inter, andata degli ottavi di finale di Europa League chiusa sullo 0-0. Queste le risposte del tecnico nerazzurro, che oggi festeggia i sessant’anni, ai giornalisti presenti in sala stampa.

RAMMARICO E SODDISFAZIONE – «Per quanto riguarda la differenza fra primo e secondo tempo è che nel primo tempo siamo stati bravi a far girare la palla, giocare con personalità ed entrare subito dentro la partita, riuscire a prendere subito gli spazi in maniera veloce. Nel secondo tempo abbiamo giocato palla in maniera più difficile, abbiamo fatto girare anche nelle scelte semplici peggio, oltre che poi dover prendere una direzione su come costruire l’azione e anche questa spesso l’abbiamo sbagliata. Poi abbiamo perso duelli fisici, perché loro hanno cominciato a pressare più forte e dobbiamo andare a giocare sul duello davanti, perché si va a giocare sulla prima linea per riconquistare la palla che viene fuori dal duello. Sotto quest’aspetto qui noi non si ha tantissima qualità, quando si comincia ad alzare il pallone, soprattutto in Europa quando troviamo squadre costruite così, è un nostro difetto: non riusciamo a giocare la palla addosso, questo ha peggiorato un po’ e ci hanno schiacciato in alcuni momenti, con i due quinti sulle fasce giocavano da destra a sinistra e noi scivolavamo con la linea difensiva. Diventavano metri difficili da colmare, ci sono stati dei momenti dove ci siamo dovuti difendere, cosa che è successa anche ai nostri avversari perché secondo me anche nel secondo tempo abbiamo avuto occasioni per ripartire e c’era la possibilità di andare a imbucare al limite dell’area. Conta molto la prestazione, è stata di livello e di spessore dove la squadra ha fatto vedere di aver appreso qualcosa da queste esperienze vissute quest’anno in Europa: siamo venuti a giocare qui e abbiamo dimostrato di poter dire la nostra. Questi hanno fatto gol a tutti e vinto con tutti, non mi sembra che gli siano state concesse tante occasioni e nel primo tempo qualcosa abbiamo creato per fare gol. Mauro Icardi? L’ho visto solo l’altro giorno, vi hanno raccontato il dialogo giusto: il dottore gli ha domandato se se la sentiva, perché secondo noi ha fatto il ciclo delle cure, lui ha detto di aver ancora male. Io ho ascoltato, incassato e sono tornato a casa, poi non so altro: dovrete parlare col direttore, perché ci ha parlato lui. I rigoristi? Siccome lui (Lautaro Martinez a Vienna, ndr) ha preso il pallone, se l’è messo sotto braccio e ha detto che lo tira lui è chiaro che c’è una gerarchia che viene dall’allenamento. Ce ne sono tre o quattro che possono battere, poi è chiaro che quello che ha cominciato e ne ha battuti quattro o cinque facendo gol ha meno pressione per andare a battere. Probabilmente quando ha cominciato Icardi ha avuto la stessa pressione, secondo me Matteo Politano, Ivan Perisic, Marcelo Brozovic e Lautaro Martinez sono bravissimi a battere i rigori: penso sia corretto fare così, quando si sente il peso di andare a battere il rigore il fatto di poter comunicare se uno è tranquillo o no è un vantaggio. C’è anche Radja Nainggolan che sa battere un rigore, però l’ha sbagliato con la Lazio. Le assenze? Perisic si recupera sicuramente, perché lui è uno che ha questa massa muscolare importante e riesce a recuperare anche velocemente, ha solo quest’affaticamento all’adduttore e non c’è niente che possa far pensare di rischiare una lesione muscolare. È chiaro che non siamo moltissimi come lista UEFA, ce ne saranno un paio squalificati per cui bisognerà avere un po’ di fortuna di arrivarci con un numero di giocatori esatto per fare le due partite ravvicinate. Noi si torna stanotte alle 3 e si rigioca domenica pomeriggio, non si fa allenamento e qualcuno c’è da cambiare perché il tempo è pochissimo, bisogna avere un po’ di fortuna nel senso che non ci siano complicazioni e poter recuperare calciatori come per esempio Keita Baldé Diao, poi poter usare giocatori che sono stati fuori e che non posso usare in questa competizione in campionato, per arrivare abbastanza freschi perché la partita di ritorno sarà durissima. Dal punto di vista fisico sono veramente tosti, hanno queste strutture muscolari potenti: sono costruite così le squadre in Europa, l’Eintracht Francoforte ambisce come noi ad arrivare il più avanti possibile ed è una delle cinque-sei squadre che possono ambire a qualcosa. Il risultato si vede sempre nella partita di ritorno, quando giochi queste sfide non puoi pensare al risultato se poi vai fuori. È chiaro che il rammarico ce l’hai, perché abbiamo avuto occasioni anche nel secondo tempo dove da ultimo ci siamo anche dovuti difendere, succede così anche nelle migliori famiglie. La possibilità di andare ai quarti? Abbiamo la stessa possibilità dell’Eintracht Francoforte, perché la partita ha detto questo: sono due squadre che se la possono giocare la qualificazione, hanno tutte e due la stessa percentuale per potersi qualificare. I rigoristi? Si lascia sempre la possibilità di dialogo, naturalmente si va a provarli e vedere chi è più convinto, però in partita è qualcosa di diverso e conta il lato emotivo, essere esperti a batterli. Ora si va dentro e, come si è già fatto, si sceglie il rigorista ancora di più e si danno le due alternative se il rigorista non se la sente, è una cosa normale. Lautaro Martinez l’ha anche preso il rigore, nel senso che vanno presi prima di batterli e si può anche sbagliare. Keita in campo domenica e titolare giovedì prossimo? Bisogna vedere come si è sviluppato l’allenamento oggi e domani, non è molto facile che sia dentro la partita con la SPAL. C’è da fare altri passi in avanti, purtroppo sono successe due o tre cose ora che ci hanno messo in difficoltà però quello che conta è la reazione della squadra: è tirare fuori qualcosa di super, non fare quello che si può ma quello che si deve, per riuscire a portare a casa il risultato che vogliamo acchiappare, che non è solo il risultato della partita. Tu fai una prestazione al massimo delle tue possibilità, in questo momento c’è da fare una prestazione extra che è il record della mia possibilità di prestazione: è così che si va a chiacchierare, non “Non sono nel mio ruolo e faccio quello che posso”, così non possono parlare i calciatori dell’Inter».

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