Spalletti: “L’Inter aiuta Rafinha! Spiace per Dalbert. Gabigol…”

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20 gennaio 2018, 16:17
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Luciano Spalletti ha appena terminato la conferenza stampa alla vigilia di Inter-Roma, partita valida per la 21a giornata del Campionato Italiano di Serie A in programma domani sera. Ecco il contenuto della sua conferenza ripreso in diretta da Inter-News.it

Inter-Roma di domani sarà la sfida decisiva per il piazzamento in Champions League?
No, è ancora presto. Nel calcio attuale il risultato di uno scontro diretto può determinare molto nell’entusiasmo e nella convinzione della propria forza, ma mancano troppe partite e ci può stare di tutto. Basta guardare la classifica di ogni anno a metà campionato e poi quella in fondo: non sono determinanti neanche i dieci punti.

Sei soddisfatto del mercato fatto finora e dell’arrivo di Rafinha?
Sì, sono sempre soddisfatto dell’operato dei professionisti dell’Inter: lavoro con loro ventiquattr’ore su ventiquattro, sono persone competenti che hanno qualità e io sono in sintonia con loro. E’ chiaro che se si fa parla di Rafinha, sta a noi aiutare lui a ritrovare la condizione perché poi possa darci una mano, non il contrario, perché se no si rischia di mandare un messaggio distorto ai nostri calciatori, che hanno pedalato finora, dato che sono loro che devono rimbalzare in avanti per ridare fiducia alle nostre prospettive.

Inter-Roma è un po’ la sfida tra le due influenzate del campionato? Cosa deve recuperare l’Inter rispetto all’ultimo mese?
L’Inter non ha perso molto cose. Sì, qualche partita l’abbiamo fatta meglio e qualche altra è stata al di sotto di altre, però non ho visto sbalzi sul comportamento, se non in qualche frangente. In generale, l’Inter ha sempre lavorato con la stesa idea e nello stesso modo, riuscendo a sfruttare qualche situazione in più in qualche partita, mentre in altre sono andate un po’ di traverso. Dobbiamo solo continuare a lavorare nella maniera corretta per crescere: per diventare quelli da titolo bisogna fare cose importanti. Durante la settimana, quando non ci vede nessuno, dobbiamo lavorare in un certo modo. Siamo soddisfatti e contenti del nostro lavoro prodotto quotidianamente: questa settimana abbiamo fatto molte cose, il risultato della partita si vedrà… Non è detto che fare molte cose sia la soluzione, anzi, spesso lavorare giusto è più importante che lavorare duro e noi abbiamo fatto un po’ tutte e due le cose.

All’andata si è vista una delle migliori Inter del campionato con Joao Mario subentrato: cosa gli è successo dopo?
Probabilmente all’andata abbiamo avuto un buon equilibrio, c’è girata bene in un paio di episodi, poi ripagati durante la stagione… Una delle qualità di questa partita sarà il livello di concentrazione mantenuto nel tempo perché sarà vietato distrarsi. Ci sono calciatori che risolvono situazioni dentro la partita da qualsiasi episodio: da una condizione normale ti può accadere il peggio. Come perdi di vista un pochettino la partita o esci dalla concentrazione del momento, ti può succedere di tutto: è un po’ come scendere lo Stelvio senza mani, perciò bisogna essere bravi a tenere le mani salde sul volante. Joao Mario ha fatto buone partite, quando l”ho messo dopo forse ha fatto meglio di quando ha cominciato dall’inizio, ma ha dato il suo contributo alla classifica attuale a ai risultati fatti in generale. Prima si voleva far giocare Eder lì, ora Joao Mario? Sono tutte cose un po’ soggettive, gli equilibri di squadra sono dettati durante la settimana dallo scorrere continuo della palla ed è ciò che osservo io.

Cosa ne pensi dell’arbitro Massa designato per la partita di domani?
Massa è uno dei migliori arbitri che ci sono in Italia, lo abbiamo avuto qualche volta e si è fatto notare facendo scelte importanti, misurate al millimetro. Mi sembra sia stato al VAR contro l’Udinese: la mano di Santon era mano, quindi era rigore. Contro la Juventus su Benatia, che secondo me non è rigore, c’è stato un altro episodio. Anche nel derby di Coppa Italia contro il Milan è stato corretto al VAR, annullandolo il gol, perché era giusto annullare il gol di Ranocchia. Massa ha fatto molto bene il suo lavoro: è stato molto attento e noi siamo contenti di questo.

Icardi ha detto che si era persa l’intensità in allenamento: l’hai rivista dopo la sosta?
Icardi è uno di quelli che quando gli presenti il momento di difficoltà o paura, è uno che ti guarda, ti sorride e ti chiede: “Quando partiamo?”. Basta andargli dietro.

Come a Roma, vale anche a Milano la frase: “Se non vinco me ne vado”?
E’ ripartito il condizionamento mentale? Ce la vuoi tirare (ride, ndr)? Non è la stessa situazione, abbiamo iniziato un percorso trovando complicazioni all’inizio e stiamo continuando facendo le cose per migliorarci. Sulla strada possono accadere delle cose che andremo a valutare, ma ho un contratto di due anni e ho intenzione di lavorare in questo periodo… e magari di arrivare anche in Champions League!

Dopo questa sosta atipica, chi rischia di più tra Inter e Roma?
Non vedo perché qualcuno debba rischiare di più e qualcuno meno, dipende dalla composizione della squadra e dai punti importanti: il duro della squadra e la mentalità. Penso sia una partita giocata alla pari come idea e risposta, perché la Roma è una squadra forte e l’Inter anche, non vedo chi rischia di più. Sarà una partita giocata ad armi pari, entrambe hanno bisogno di un risultato importante viste le ultime due partite. La Roma ha fatto vedere anche in Champions di passare il turno con Atletico e Chelsea nel girone, facendo la partita nella metà campo avversaria e tenendo la linea difensiva alta: si nota quando si va a vedere il comportamento della Roma, noi tenteremo di fare altrettanto perché vogliamo attaccare la Roma e le nostre timidezze, quelle che sono le difficoltà che ci sono nella partita e qualche volta saremo costretti a difenderci, ma si starà a vedere. E la Roma è nella nostra stessa situazione.

Se potessi, chi toglieresti a Di Francesco?
Questo non si fa, andrei a fare complimenti a un solo giocatore in una rosa che ne ha molti. Nella Roma ci sono giocatori come Icardi: nei momenti complicati trovano la situazione da soli, come ci sono nell’Inter. Domani sera sarà una bella partita, ci sarà garra, muscolo, durezza e reattività. Ma ti riferisci all’alieno Nainggolan (ride, ndr)?

Qual è la posizione di Gabigol visto che il mercato è ancora aperto?
Non è una cosa che seguo, non fa parte della mia scrivania, ci sono i direttori per fare queste. In estate gli avevo consigliato di documentarsi bene perché aveva bisogno di giocare, mi dispiace non sia andata a buon fine la sua intenzione. Gabigol aveva bisogno di meritarsi partita dopo partita la presentazione che gli era stata fatta quando è arrivato, ora non so… Tornare indietro adesso sarebbe stato possibile se avesse fatto questo periodo da titolare, evidenziando delle cose, ma se torna così senza aver giocato io resto della mia idea: ha bisogno di giocare in una squadra in cui è spesso schierato come titolare.

Dal mercato sono arrivati Lisandro Lopez e Rafinha: manca ancora qualcosa a centrocampo?
E’ tutto a posto. Questo discorso va fatto con la società, noi siamo attenti a quello che passa. Abbiamo direttori di qualità che sono stati così tempestivi a prendere due giocatori forti secondo le potenzialità dell’Inter. Lisandro Lopez ha l’impostazione di quello che dev’essere, ha l’urlo del calciatore: entra dentro e comanda tutti, qualsiasi palla contesa potrebbe risolvere la partita per lui, si avventa continuamente sul pallone ed è importante per il nostro calcio e in generale. Rafinha lo conosciamo tutti, però ha questo periodo inoperoso: c’è da aspettare un po’ di tempo. Noi abbiamo recuperato ora Miranda e forse anche D’Ambrosio, Ranocchia in questi quindici giorni ha iniziato il recupero per far passare il dolore pungente alla schiena e siamo ritornati a posto in difesa, ma Lisandro Lopez sicuramente ci darà una mano perché è importante.

Cancelo resta all’Inter?
Sì sì, Cancelo resta all’Inter. Non va via, perché? Anche perché ci vuole restare. Ogni tanto fa confusione, dipende da come si consiglia: i giocatori vengon turbati dalle telefonate che ricevono e poi i giornalisti, in accordo con i procuratori, mettono in giro certe notizie… Sui calciatori che hanno firmato un contratto comanda la società: decidono i direttori, poi uno si può mettere di traverso. Com’è successo su Kondogbia: siamo sempre noi a decidere, in quel caso abbiamo deciso di mandarlo via perché si fa un ragionamento. Cancelo rimane qui fino a fine anno, poi si vedrà.

D’Ambrosio verrà convocato?
D’Ambrosio ha svolto i primi due-tre allenamenti con precauzione, ma poi ha fatto benissimo da metà settimana in poi: è convocato sicuramente. Anche Miranda è convocato: ha fatto tutta la settimana benissimo. Tutti i giocatori della rosa sono convocati, li abbiamo tutti a disposizione. Poi vedremo se D’Ambrosio giocherà o no…

Hai qualche aspettativa in più su alcuni giocatori in particolare?
Sicuramente sì. Sono uno che di solito tende a pensare molte cose dei miei calciatori, è come il condizionamento di prima (ride, ndr). Ogni giocatore percepisce quello che penso di lui in base a come mi comporto con lui, io tento di farli sentire tutti più bravi di quelli che sono così dicono “sì” per non scendere al di sotto del loro massimo. Se poi non lo fai, mi devi spiegare perché. Poi ci sono vari momenti in cui rivedere le performance individuali. Io ce ne ho diversi che possono fare ancora meglio di quello che hanno fatto. Ne dico uno o due? No (ride, ndr). Sono un po’ dispiaciuto di non aver mai fatto giocare Dalbert, che ha tante qualità. Mi aspetto, per le potenzialità che ha, che Candreva riesca a fare numeri come fatti in precedenza: ha qualità da vendere. Mi aspetto che Gagliardini riesca a completare le sue enormi e diverse qualità che ha: resistenza, corsa, non te la dà mai vinta e diventa una roba forte andargli forte. Ogni tanto sbaglia qualche passaggio in più e mi aspetto un miglioramento in questo, sono tutte cose che possono avvenire e possono darci una soluzione per arrivare alla festa finale…







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