Spalletti: “Lautaro Martínez può giocare con Icardi. Champions-Disney”

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26 maggio 2018, 23:21
Luciano Spalletti

Luciano Spalletti è in collegamento con Premium Sport per la finale di Champions League, vinta per 3-1 dal Real Madrid sul Liverpool. Queste le parole dell’allenatore dell’Inter sul ritorno dei nerazzurri in Champions League e sull’arrivo di Lautaro Martínez.

SI TORNA AL MEGLIO«Buonasera a tutti. Mi sembra che l’Inter abbia dei professionisti importanti anche per quanto riguarda il mercato, mi sembra che si siano già mossi abbastanza bene per cui insieme cercheremo di apportare quelle modifiche e quei miglioramenti che servono per giocare la competizione più esclusiva del mondo. Guardando la partita stasera poi viene facile trovare la sintesi, che è quella: l’elemento fondamentale per giocare la Champions League è sicuramente la mentalità di squadra, lo spirito di squadra, l’organizzazione e via dicendo. Per arrivare nelle prime quattro il problema diventa avere giocatori forti, avere giocatori che trovano le soluzioni da soli com’è successo stasera, perché poi sennò si rischia di arrivare lì e la scarsa abitudine ti gioca dei brutti scherzi e rimani come sono rimasti tutti i supporter del Liverpool e probabilmente gli stessi giocatori, perché Loris Karius è un portiere forte però quella scarsa abitudine a giocare quelle partite lì può fare la differenza. È un po’ la differenza di questa competizione bellissima dove poi, mi è successo di giocarla qualche volta e di starci dentro, è una cosa bellissima. Io non faccio rivivere niente, loro l’hanno vissuta e la fanno rivivere a me, sono arrivati a vincerla e sono arrivati in fondo diverse volte, io poche volte però mano a mano che vai avanti ci vuole quella caratteristica del calciatore che entra dentro ed è a conoscenza di quello che ci vuole in quella partita lì. Non c’è bisogno di spiegare, è lui che alcune cose le risolve da solo, mentre poi per giocarla in generale è una questione anche di allenatore, è una questione di tattica di squadra, è una questione di assieme: ma per vincerla ci vogliono questi campioni qui e queste belve qui, loro sanno dare una lettura particolare al momento e a quello che può essere l’episodio determinante. La Champions League è una roba bellissima, è un po’ la Disney del calcio, è dove i calciatori arrivano lì e rivivono quei sogni che hanno vissuto da bambini e ci trovano dentro, serve un supporto perché dentro quella situazione lì bisogna essere veramente di quelli come ha allenato Arrigo Sacchi (presente in studio, ndr)».

NUOVO ARRIVO«Partendo dai tifosi loro l’hanno meritata fin dal primo momento che noi abbiamo iniziato a giocare, perché i calciatori sono stati bravi a creare quest’entusiasmo iniziale dove hanno portato a casa molti punti e hanno fatto credere che si potesse fare veramente sul serio. Poi c’è stato quel momento di flessione difficile dove loro non ci hanno mai mollato, sono stati sempre al nostro fianco e sono stati i primi a inneggiare a non darla vinta a quello che ci stava succedendo. Questo ha fatto la differenza, anche contro il Sassuolo che abbiamo perso una partita delicatissima in casa, secondo me giocando un buon calcio e che gli episodi poi ci avevano determinato una sconfitta, il Sassuolo ha giocato una buonissima partita e non ha rubato niente però la differenza è stata troppa per quello che riguarda il mio pensiero. Lautaro Martínez è un calciatore forte, noi ne abbiamo diversi di ex calciatori che sono legati a noi e ogni tanto ci vengono a trovare, tipo Diego Milito, Esteban Cambiasso e Javier Zanetti che ogni tanto lavora lì: hanno notizie molto più fresche di noi e poi naturalmente c’è ormai la possibilità di vederli i calciatori. Lui è un calciatore forte, un calciatore tecnico che finalizza, sa calciare e sa trovare la porta, è uno che palleggia con la squadra. Secondo me può giocare benissimo seconda punta e può giocare benissimo con Mauro Icardi, che è andato ad aspettarlo all’aeroporto e questo è un segnale fondamentale che la dice lunga sulle qualità del ragazzo e sul rispetto che ha verso i suoi compagni di squadra, quindi si inizia e poi si vede strada facendo».






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