Spalletti: “Inter unita! Icardi rischia ricaduta. Candreva e Cancelo…”

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10 febbraio 2018, 16:06
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Luciano Spalletti ha appena terminato la conferenza stampa alla vigilia di Inter-Bologna, partita in programma domani pomeriggio per la 24a giornata di campionato. Ecco il contenuto della sua conferenza ripreso in diretta da Inter-News.it

Icardi fuori dai convocati perché è meglio non rischiarlo?
Icardi purtroppo non può essere della partita: ha provato a restare con il gruppo, ma nei movimenti improvvisi con la palla in situazioni non organizzate sente il dolorino e tutte le prove fatte con lo staff medico portano alla conclusione che è meglio aspettare perché c’è un fortissimo rischio di farsi male per bene.

Cancelo ti ha riconquistato con l’atteggiamento dopo l’ultima settimana?
Cancelo è un calciatore che ha qualità evidenti, abbiamo visto che quando riesce a essere tranquillo di esprimersi può darci una mano. Non devo essere riconquistato, devo fare delle regole per dare un taglio di squadra che voglio vedere in campo affinché si comportino in questa maniera. Non vado a creare rapporti difficili, è solo una gestione della squadra in generale che fa venire meglio o peggio il rapporto: è come stanno dentro, l’essere gruppo e avere tutti lo stesso obiettivo. Devo difendere la direzione della squadra, ma Cancelo non ha combinato niente di eccezionale. Ho visto bene anche altri durante la settimana e ho fatto delle scelte. Cancelo si è allenato bene in settimana, la formazione che farò domani la vedremo in quel momento: mi sembra poco rispettoso per gli altri dire ora chi starà fuori.

Candreva va un po’ a calare nel corso della partita visto che lo sostituisci speso?
Sì, è vero: Candreva abbassa la sua qualità. Ha bisogno del supporto del risultato e dell’entusiasmo del momento, ora naturalmente tutti hanno un po’ abbassato la propria autostima di avere assolute qualità: Candreva fa parte di chi è calato, ma non vedo nulla di strano.

Anche le romane stanno facendo male: ti senti un ragazzo fortunato?
Mi sento fortunatissimo! Lavoro all’Inter, un ambiente bellissimo, una squadra fortissima, quindi sono fortunatissimo e mi trovo bene. Io sono a Milano in affitto, in genere non arredano mai benissimo le case in affitto, così in questa settimana ho sistemato la stanza per chi viene da fuori: voglio ospitare gli altri, non voglio starci solo io in casa! Ho comprato anche due piante… (sorride, ndr). Non pensiamo alle altre squadre, pensiamo solo a noi: non possiamo sperare solo nei risultati altrui, se no arrivano anche quelle distantissime! Ognuno fa la propria corsa, tutti siamo carichi per vincere e anche noi dobbiamo stare dentro questo comportamento generale.

Questa è l’occasione per vedere qualche carta nuova in campo?
I calciatori a disposizione li tengo tutti in considerazione, adesso bisogna alzare il livello della qualità offensiva: fare di più per i numeri di gol e per le occasioni, ma senza perdere l’equilibrio di squadra. Il passato ci dice che l’Inter spesso ha rischiato di prendere gol offrendo di più: l’equilibrio è fondamentale. Si tenta di avere un atteggiamento più offensivo con gli stessi uomini o mettendo un giocatore con quelle caratteristiche, ma ultimamente abbiamo visto che ci sono possibilità e cercheremo di farlo anche domani per metterci qualcosa di più. In settimana abbiamo lavorato in maniera diversa sul modulo, approfondendo certe tattiche con più conoscenze, prima avevamo sempre lavorato con il 4-2-3-1 e il 4-3-3 perché alcune cose ci portavano in quella direzione con queste caratteristiche a disposizione.

Commenti sul probabile nuovo acquisto Lautaro Martinez?
So che è importante parlarne, ma io devo fare le cose fondamentali per il momento attuale e che riguarda l’immediato futuro: abbiamo bisogno di fare risultato e fare forza ai nostri giocatori. E’ giusto che i direttori pensino a organizzare il futuro, ma abbiamo necessita che riguardano il presente. Non disperdo energia su cose che non ci interessano al momento: fare compimenti a giocatori altrui serve a mettere altri dubbi nella testa di chi ora ci deve tirare fuori da questa situazione. Non c’è tempo di andare a vedere le scelte delle partite precedenti: abbiamo una squadra forte che ha fatto risultati importanti, ultimamente le sconfitte subite sono sotto il livello delle potenzialità che abbiamo, dobbiamo per forza rimettere a posto questo senza buttare energia in altro.

Rafinha può giocare di più rispetto alla mezz’oretta?
Sì, però ci sono forti dubbi: prima di arrivare in fondo va sostituito oppure deve abbassare il suo livello massimo. Vanno fatte delle valutazioni, ma stiamo pensando a questa soluzione perché Rafinha può dare di più sulla trequarti e a centrocampo, nello stretto, più che per arrivare in avanti. Nel palleggio e nel fraseggio riflette la tattica del Barcellona in cui ha giocato: guadagno campo step by step per poi attaccare con strappi di trenta-quaranta metri sui lanci, sfruttando la tattica della qualità nel possesso palla.

Su che modulo hai lavorato principalmente in settimana?
La difesa a tre è una conseguenza di abbassare un esterno offensivo e alzare un terzino: sono due piccoli accorgimenti quando hai palla. Bisogna dare più forza e arrivare di più in area di rigore, è vero. Nella tattica di squadra il riferimento c’è, ma ci siamo arrivati con poca forza e qualità. Nell’ultima partita negli ultimi venti minuti abbiamo fatto qualcosa di diverso mettendo in campo Rafinha e Karamoh, lo abbiamo approfondito con altre conoscenze tattiche, però tutte le indicazioni portano ad avere un atteggiamento offensivo dentro il 4-2-3-1 e 4-3-3. Poi se fai giocare calciatori con altre caratteristiche, diventa diverso…

Hai notato differenze nello spogliatoio? Il gruppo è ancora unito?
Nei momenti belli e felici si diventa un buon gruppo, ma se si vuole fare un accostamento alla famiglia, starsi vicino ed essere disponibili a sobbarcarsi le difficoltà dell’altro è nei momenti negativi: qui si diventa famiglia! Se uno è professionalmente organizzato nella testa, bisogna stare ancora più vicini e disponibili per le difficoltà del compagno, di assumere le proprie responsabilità, prendersi le colpe per una giocata sbagliata: questo sta avvenendo in tutti gli elementi, lo assicuro al 100%.







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