Spalletti: “Inter posto splendido per lavorare. Io responsabile”

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4 febbraio 2018, 00:05
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Luciano Spalletti si è presentato in sala stampa per commentare Inter-Crotone, anticipo della ventitreesima giornata di Serie A terminato 1-1. Queste le parole dell’allenatore nerazzurro ai giornalisti presenti.

PUNTO PIÙ BASSO«La mia ancora di salvezza sono i calciatori, io sono quello che deve prendere le responsabilità se non funzionano, perché come stasera si sta facendo una prestazione e siamo in un momento sicuramente carico di difficoltà. Siamo in difficoltà, si vede e io sono il responsabile perché probabilmente non gli ho creato un contesto e un modo di lavorare dove possano esprimere il meglio di se stessi, perché in precedenza è stato così. Se poi il livello e la fragilità sono questi e saranno fino in fondo è segno che ho scelto male ed è responsabilità mia di nuovo, non è che devo stare a nascondermi. Secondo me quello dell’Inter è un posto splendido per lavorare e ci sono tutte le possibilità per lavorarci bene. I subentrati? Possono dare una mano come stasera, loro poi si erano un po’ abbassati e c’è stata la reazione, perché quando non abbiamo niente da perdere la reazione c’è sempre. È il razionale che ci manca nel ragionamento normale è naturale che bisognerebbe fare, quando sei in difficoltà vera reagisci in maniera più dura è convincente. Secondo me Yann Karamoh è uno che ha delle fiammate importanti e delle buone qualità, però poi offre una prestazione di fiammate. Quando riesce a bruciare ha bisogno di recuperare, non ha continuita e fluidità di gioco. È un attaccante come caratteristiche, sono convinto che la squadra non può reggere uno che non lavora con continuità, tu subisci ancora di più dentro la partita. Rafinha Alcântara non ha la partita nelle gambe però è un giocatore che ci può dare una mano e ha determinate qualità, ma bisogna che lieviti un po’ tutto. In questo giochino qui ci può essere quello che ti da lo strappo, ma quando la cosa si è appiattita non ci può essere, bisogna andare sempre per ragionamenti razionali facendo un passettino per volta. L’obiettivo deve essere quello di vincere un gioco, un qualcosa più facile da raggiungere nel quotidiano dove ritrovi quella sensazione lì e di conseguenza ti riaumenta l’autostima. Se hai un carattere più fragile il cervello ti annulla tutto, non riesci a reagire e ti abortisce ogni cosa, funziona così. Due cose belle riconoscibili che possano essere raggiunte, poi si va al passo successivo perché funziona così, qualche soluzione in più ce l’abbiamo che non abbiamo provato. Qualcosa in più si può fare, stasera abbiamo fatto più confusione con le due mezzali soffocate senza spazi per giocare, stessa cosa per la fluidità di passaggio che non è di grande qualità, poi siamo sottotono con diversi calciatori e probabilmente dipende da che cosa riesco a proporre io. Bisogna ritornare a vincere qualche partita, a non vincere non puoi raggiungere le prime quattro posizioni, ci vogliono risultati dove si portano a casa i tre punti e ritrovare il livello di qualità che ha la squadra. Ci vogliono qualità e caratteristiche, anche in un cambio totale bisogna sempre che i calciatori abbiamo le caratteristiche per portare avanti un progetto tattico differente, si possono anche mettere le due punte ma come stasera Mauro Icardi te lo elimina, è una prima punta. Con Éder Citadin Martins puoi dividere in due, ci eravamo messi a rombo con Rafinha trequartista e Ivan Perišić attaccante con Éder, dopo Perišić è andato a fare la mezzala con Karamoh centro-destra. Secondo me si può fare, ma con Icardi crei difficoltà anche a lui perché è una prima punta, bisogna fare progetti perseguibili dalla somma delle qualità dei calciatori, per creare quel progetto lì sennò diventa difficile».







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