Spalletti: “Inter in 20, alleno Nagatomo centrale. Mi serve…”

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6 gennaio 2018, 00:08

Luciano Spalletti – intervistato dai microfoni di “Rai Sport” durante la diretta di “Calcio & Mercato” – analizza il pareggio di Firenze sottolineando gli errori dell’Inter e il problema dettato dalla mancanza di alternative in difesa

MANOVRA LENTA – La vittoria manca all’Inter da oltre un mese, Luciano Spalletti ammette che qualcosa non va: «La sofferenza mi sembra giusta in più di un momento, in altri si è fatto anche bene e si poteva anche raddoppiare, però poi abbiamo subìto il pareggio, per cui è segno che la Fiorentina è stata bene in campo, un avversario tosto. Mi serve un trequartista? Dobbiamo iniziare meglio l’azione rispetto a quanto fatto stasera. L’azione va cominciata bene, per cui bisogna fare un po’ tutto: oggi abbiamo iniziato lentamente a far circolare palla, poi diventa difficile riuscire a creare una situazione importante. Nel secondo tempo abbiamo avuto una reazione buona, creando due-tre insidie vere, però non le abbiamo portate a casa e poi c’è stata la fiammata di Mauro Icardi che ha fatto un grandissimo gol che ci ha permesso di avere la partita in mano, ma dopo abbiamo subìto il forcing finale della Fiorentina. Potevamo fare lo 0-2, non ci siamo riusciti, all’ultimo loro hanno forzato e hanno pareggiato anche meritatamente».

COPERTA CORTA – «Roberto Gagliardini in momenti eccezionali può fare il centrale, qualche volta abbiamo allenato anche Yuto Nagatomo lì: staremo a vedere… Devo mettere a posto le cose mie da solo, non posso delegare la società: il mio lavoro è sotto gli occhi di tutti, è brutto lamentarsi di quello che manca. A me non manca assolutamente niente. Poi ovvio, in questa situazione… Andrea Ranocchia gioca senza un minuto di allenamento nelle gambe e rischia di fare una brutta figura, ma non è colpa sua, è stato stoico nell’ora di partita giocata, in mattinata ancora non si sapeva se avrebbe potuto giocare. Nagatomo ha avuto la febbre tutta la settimana. Si sono create situazioni che ci hanno penalizzato ulteriormente, ma ad Appiano Gentile sanno quanti giocatori abbiamo: arrivano ogni mattina in macchina, sono diciannove-venti e basta, sono questi (ride, ndr). Si sono infortunati Joao Miranda e Danilo D’Ambrosio, se mancano questi giocatori e anche gli altri citati prima, si soffre. E infatti abbiamo sofferto la Fiorentina».

DIFESA “BUCATA” – «I problemi dell’Inter dal 2010 al 2018 sono i gol presi: si cercano giocatori di qualità, ma se prendiamo quarantacinque gol in campionato non si entra in Champions League. Se non si recupera palla, non puoi esibire qualità, anzi abbassi la possibilità di recuperarla. Sento fare discorsi campati per aria senza senso: dobbiamo avere forza e qualità. Le squadre forti le immagino quando vedo fare contrasti fisici, recuperi importanti, vampate di forza e cattiveria agonistica: si riconosce il collettivo, non la giocata in cui si riesce a fare i gol. La sconfitta finale, il non raggiungimento di un obiettivo, riporta tutti alla sconfitta di squadra, non si parla di giocatori sufficienti e insufficienti: nessuno si può salvare se non si raggiunge quell’obiettivo, che diventa difficile se fai questi numeri e le altre squadre di alta classifica sono così forti. Il campionato si rimette a posto non con le giocate di qualità, ma con quelle di forza. Io vengo impressionato da certe giocate di forza, il tacco lascia il tempo che trova e poi la squadra deve fare trecento metri per recuperare palla…».







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