Spalletti: “Inter, che gioia contro Lazio e Milan! Vecino e Sabatini…”

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17 Maggio 2020, 19:22
Luciano Spalletti
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Spalletti è l’ospite di serata di “Casa Sky Sport” su SkySport24. L’ex allenatore dell’Inter, ancora sotto contratto con i nerazzurri per un altro anno, ha parlato anche delle due stagioni a Milano. Tanti i ricordi rivissuti, poi spazio anche per Vecino e Sabatini

CORONAVIRUS, STOP AL CALCIOLuciano Spalletti parte dall’attualità: «Il calcio mi ha permesso di fare una vita da re. Conoscere il Papa, sentire Andrea Bocelli che canta dal vivo nella palestra dell’Inter sono cose che porterò sempre con me. Questo è il più grande infortunio di massa della storia del calcio, dello sport in generale. Qualunque soluzione verrà adottata farà sicuramente contenti e scontenti. Quando siamo costretti a cambiare le cose in corsa non esiste una soluzione equa per tutti. Bisognerà tornare a giocare mettendosi le mani sul cuore, perché le persone vogliono vedere il calcio. Io sarei contento di veder ripartire il nostro campionato. Andrà fatto soprattutto pensando alla gente e a quanto hanno lottato, il calcio è uno degli strumenti più potenti per tornare mentalmente alla normalità».

RICORDI ALL’INTER – Così Spalletti sul ricordo più bello dell’Inter: «Di ricordi belli nell’Inter ne ho molti. Siamo arrivati in fondo a tutte e due le stagioni con il fiato sul collo di quelli che rimanevano fuori dalla Champions League. Momenti forti, emozionanti. La vittoria a Roma contro la Lazio della prima stagione è stato uno dei momenti che mi hanno fatto gioire di più. La vittoria nel derby quando tutti ci davano per spacciati in casa del Milan… Rivedere lo stadio e il popolo interista gioire alla Scala del calcio è stato qualcosa che fa parte di questa stanza. Se mi aspettavo di andare in Champions il primo anno? Me lo aspettavo per forza! Sono i calciatori che assorbono i tuoi sguardi, movimenti e la convinzione di potercela fare. Alla fine del primo tempo ci siamo detti le cose corrette, le reazioni sono state quelle che io volevo vedere. Poi ci vuole il calciatore di personalità e forza che non si lascia mettere all’angolino».

SOTTOVALUTATO? – A Spalletti viene chiesto se sia stato sottovalutato dalla stampa il suo lavoro in nerazzurro: «Se lei me lo dice così mi dispiace questo. Non so come l’avete valutata la mia storia all’Inter. Però il raggiungimento della Champions è l’obiettivo più importante dopo la vittoria del campionato. Però è superiore a vincere una Coppa Italia. Non ti dà un premio che puoi portare a casa ma ti fa far parte del torneo più bello del mondo. Antonio Conte non ha avuto i miei problemi di spogliatoio? Delle difficoltà le abbiamo avute. Io non ho mai fatto usare le squadre per obiettivi personali di qualcuno. Ho sempre messo i risultati del club davanti. Non ho mai barattato gli obiettivi di squadra per salvaguardare la mia immagine. Si fanno le cose in maniera corretta per questi obiettivi. I panni sporchi si lavano in famiglia».

SABATINI E I CENTROCAMPISTI – Infine Spalletti esalta Walter Sabatini, col quale ha lavorato anche all’Inter il primo anno, per poi passare alle sue intuizioni a centrocampo: «Se il calcio fosse un film, lui sarebbe un grande regista. Sa sempre trovare calciatori che sanno emozionare il pubblico. Alla Roma nel 2016 riuscì a portarmi Diego Perotti e Stephan El Shaarawy senza soldi a disposizione. Le mie intuizioni sui centrocampisti? Simone Perrotta assomiglia molto a Matias Vecino. Vecino ha bisogno di uno spazio definito. Quando prende in considerazione di fare quello è difficile che possa cambiare idea, ha un passo un po’ più lungo. Radja Nainggolan uguale. Si va ad ascoltare quelli che sono i loro comportamenti durante l’allenamento».


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