Spalletti: ”Icardi ha le spalle di Ibrahimovic. Nainggolan mai al meglio”

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19 Gennaio 2019, 23:17
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Luciano Spalletti si è presentato nella sala stampa dello Stadio Meazza durante il post partita di Inter-Sassuolo, l’anticipo serale della ventesima giornata di Serie A. Queste le risposte dell’allenatore nerazzurro ai giornalisti presenti per la conferenza stampa.

SERATA NO«Lautaro Martinez aggiunto agli altri attaccanti? Si può, secondo me si prendono dei rischi superiori per la linea difensiva perché, come si è visto da ultimo in quelle due o tre situazioni, i rientri sono fatti da attaccanti e non da centrocampisti. È sempre l’equilibrio quello che comanda e conta però si può, come abbiamo fatto altre volte. Come linea difensiva oggi abbiamo fatto molto bene, anche quando siamo stati puntati per aver perso palle banali in ripartenze, come fase offensiva dobbiamo fare qualcosa di più anche individualmente, non avendo sempre il supporto di altri che devono dare una mano. Dobbiamo fare qualcosa di più nell’uno contro uno per crearsi il vantaggio nel duello, su questo dobbiamo fare passi in avanti. Radja Nainggolan probabilmente non sta ancora benissimo, poteva darci una mano quando l’ho messo dentro se fosse stato al meglio delle sue possibilità. La partita è stata questa, noi abbiamo riconquistato molti palloni nella loro metà campo ma la gestione è stata approssimativa perché li abbiamo persi molto velocemente. Qualche volta devi forzare la giocata perché loro si aprono e quando riconquisti devi andare a velocizzare, si va il prima possibile a fare gol. Noi, quando abbiamo riconquistato, abbiamo sempre avuto lo stesso atteggiamento: due passaggi e persa subito. Questo c’è costato corse e fatiche che non ci hanno permesso di metterci stabilmente nella loro metà campo e non fare la partita montandogli addosso sempre, quando poi si sono diluiti e la squadra si è aperta andarla a prendere diventa più difficile. Abbiamo forzato ugualmente e loro gli spazi li sanno trovare, è stata una partita complicata e pericolosa, bella perché ci sono stati dei ribaltamenti di fronte e qualche palla importante si è avuta. Le hanno avute anche loro, però noi secondo me un po’ di più. La pausa? Non lo so chi ha penalizzato di più, diventa difficile. Se si va a valutare quello che è successo la partita dopo, o si vanno a contare i giorni che ci sono stati per poter recuperare, si è giocato una settimana fa e c’era la possibilità di risviluppare un lavoro completo, di ritrovarsi a giocare avendo smaltito. A me sono sembrate due squadre in condizione, che hanno corso e fatto una buona partita, che non ci siano stati gol è stato anche per caso, perché di opportunità ne sono state create. Effettivamente in alcune partite, come questa qui, sulle scelte nel dare seguito e nell’andare a prendere in velocità lo spazio che si crea sulla trequarti per creare qualcosa di sostanzioso facciamo un po’ di fatica. Il giocatore che avevamo preso per quella situazione era Nainggolan, mai stato in condizione di poter giocare perché gliene sono successe due o tre. Siamo convinti che per noi sia un acquisto importante nel prossimo futuro averlo a disposizione e in condizione, perché può darci un certo aspetto. Secondo me Mauro Icardi non soffre le pressioni, nonostante la giovane età ha le spalle di Zlatan Ibrahimovic, grossissime. È uno forte dal punto di vista mentale e caratteriale, poi è chiaro che dipende anche lì dalle aspettative e diventa insufficiente in alcuni casi, è chiaro che stasera deve partecipare di più però sono cose che succedono, può giocare una partita al di sotto delle sue possibilità. Nainggolan? Se non lo faccio giocare è perché vedo meglio degli altri, faccio giocare chi credo possa farci vincere la partita. Non è ancora in condizione importante per metterci il suo marchio dentro la gara, per cui bisogna continuare a lavorare e metterci altra roba nei muscoli e nel motore, per poter andare forti. Il pubblico? La penalità la senti e la paghi quando ti manca il pubblico, però è stato gradevole sentire l’urlo dei bambini e della loro innocenza, che chiamavano tutte le squadre. Si erano messi d’accordo e si erano raggruppati quelli che chiamavano altre squadre, il titolo è “stadio pieno di amore per il calcio”».



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