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Spalletti: ”I viscidi dicono tutto e non si presentano! Io resterei, Conte…”

Luciano Spalletti ha tenuto la conferenza conclusiva al Meazza al termine di Inter-Empoli, ultima giornata di Serie A 2018-2019. Queste le risposte date dall’allenatore nerazzurro ai giornalisti presenti in sala stampa.

LO SFOGO DI SPALLETTI – Forse è stata l’ultima conferenza stampa post partita di Luciano Spalletti da allenatore dell’Inter, e si è tolto molti sassolini dalle scarpe: «Un pochettino di storia va vista, se vuole gliela racconto. Io ho cominciato dai play-out con questa squadra qui (l’Empoli, ndr), dalla Serie C, poi i play-off in C per andare in Serie B, arrivi quinto giochi con la quarta e fai la finale con chi vince la seconda e la terza. Arrivi in B, vai in Serie A e ti salvi all’ultima domenica, perché mi sembra che Marco Roccati abbia parato un rigore o una roba del genere, ora non mi ricordo bene. Gli anni dopo vai a lottare per la zona retrocessione, mi chiamano a Udine e Ancona dove si è perso dieci partite di fila, con l’Udinese mi salvo con un gol di Roberto Muzzi negli ultimi minuti a Bergamo contro l’Atalanta, poi le finali di Coppa Italia con l’Inter quando ero alla Roma… Io sono nel posto dove ho sempre vissuto, sono a casa mia in queste situazioni, nel posto dove vorrei essere sempre, con queste pressioni che voi volete non si reggano. Se tu vinci la partita c’è la soluzione, vai a giocare e vedi se ce l’hai. Noi si ha da andare a giocare le partite con la testa libera, poi è chiaro che diventa difficile perché quando ci sei dentro disperdi un po’ di vantaggio che ti eri accumulato».

QUANTA SOFFERENZA – Spalletti analizza Inter-Empoli: «L’ultima partita non può che essere così. Loro sono una squadra vera, sono una squadra che meritava di salvarsi se vai a vedere le ultime partite. Se la vinci la vinci così, dove ci sono dei calciatori fortissimi che hanno sopperito a tutte queste difficoltà, create dalla storia dell’Inter, dal tifo allo stadio e dal tipo di partita che devi fare: sbagli un pallone e ti si bloccano le gambe, i metri diventano chilometri e l’emozione ti fa così. Dalbert Henrique? “Vi farò vedere”, ho sempre detto così. Stasera quando è entrato male, però poi è un calciatore giovane e a volte si dice che si realizza, ma dipende il contesto dove lo chiami a operare: in un contesto del genere è difficile far giocare un giovane o uno che ha giocato poco, ci vuole gente di spessore che ha la corteccia e il cuoio addosso per reggere queste cose qui. La squadra è stata eccezionale, dopo il pareggio loro chi è che ci crede? Vedi il buio completo, devi essere da te solo che te lo dici e cerchi di motivarti e trasferirlo a quello vicino, con quegli altri che hanno preso convinzione e sicurezza. È una storia così, quindi doppiamente bravi a questi calciatori per il risultato che hanno fatto e l’obiettivo che hanno raggiunto: è un obiettivo importante, è quello che era stato chiesto».

ASSENTI – Spalletti poi se la prende con chi, secondo lui, è “scappato”: «A me non era stato chiesto niente di diverso, poteva essere raggiunta la qualificazione prima ed è tutto vero, però vediamo. Puoi scrivere (si riferisce al giornalista che gli ha fatto la domanda, ndr) quello che ti pare e poi non venire in conferenza stampa, come stasera ha fatto qualcuno perché lo fanno i viscidi: ti dicono di tutto e poi non si presentano in conferenza stampa. Diciamocele ora le cose, è finito! Tenti sempre di metterci le cose, a volte le offese e i comportamenti. Non a te (al giornalista, ndr) ma c’è qualcuno che non c’è, poi si dice chi è che che per tutto l’anno ha condotto come gli è parso. Che può essere vero o no, io non lo so, ma si mettono i giocatori in queste condizioni qui: a me ci metti poco in queste condizioni qui, questo confronto mi piace e ci sto bene dentro. Rifatemelo anche il prossimo anno, che è un piacere. Antonio Conte? Io sono come lei ad ascoltare, secondo me cambia poco perché per un risultato che mi volete dire? Che tre mesi di pagine scritte poi non è vero niente? Mi volete dire questo? No ragazzi, provate un po’… Vi faccio vedere: c’è da aspettare quello che diranno, naturalmente a me farebbe piacere rimanere ad allenare l’Inter».

CHIUSURA – A Spalletti alla fine viene chiesto se avrebbe fatto qualcosa di diverso in stagione: «Secondo me la cosa che non bisogna fare è tornare indietro quando prendi delle decisioni. Tu a prendere delle decisioni ci devi pensare bene, molto bene, poi quando le hai prese rimetti tutto in discussione? Quella è la vera complicazione che poi viene fuori, perché lì allora non hai fatto una cosa coerente nella gestione della decisione che hai preso. Poi che fai, ributti tutto all’aria perché era sbagliata la decisione? Te ne vengono tre di problemi tutti uguali, è sempre così è un film già visto. Poi rincontriamoci perché due o tre cose le ho da dire, vedo che alcuni non ci sono e bisogna rincontrarci, si mettono a posto le situazioni che mi riguardano. Dall’ultimo anno e mezzo di Roma dov’era l’Inter e dov’è adesso, nelle differenze che ci sono: questa è la mia storia, di dati di fatto, non quella che racconta qualcuno. Quando sono andato ad allenare la Roma eravamo sei punti dietro l’Inter, siamo arrivati dieci punti davanti e poi venticinque, ora alleno l’Inter e siamo arrivati noi in Champions League e la Roma no. Questo ho da dire».

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