Spalletti: “Corti? Ce la siamo tirata. Discorsi da perdenti”

Articolo di
6 gennaio 2018, 00:04
spalletti-conferenza-stampa

Nella sala stampa dello stadio Artemio Franchi di Firenze Luciano Spalletti ha risposto alle domande dei giornalisti presenti. Questa la conferenza stampa dopo Fiorentina-Inter 1-1.

GROSSO RAMMARICO«A me va bene tutto, ci sono dei paletti da dover rispettare. Sono successe delle cose, poi è chiaro che se si riesce a far giocare un ragazzo che ha poca esperienza dentro la forza delle partite e l’esperienza di alcuni calciatori diventa un punto interrogativo. È chiaro che è uguale, io cerco di lavorare al meglio per le conoscenze e le capacità che ho, poi se succede tutto quello che è successo a noi: si è fatto male João Miranda si è fatto male Danilo D’Ambrosio, si fa male Andrea Ranocchia e abbiamo allenato centrale Davide Santon, che mi sembra abbia fatto anche abbastanza bene. Non è che sia dipeso dai difensori centrali che si è preso gol, a forza di dirlo che siamo numericamente corti ce la siamo tirata. Da quando ci si avvicina a questo mercato dico di dire le cose corrette, si va sempre a fare nomi. Capitano le situazioni, sennò si va a finire con questi qui, ci sono dei paletti dove bisogna starci dentro come sapete. La proprietà vuole fare cose serie, la società vuol fare le cose regolari, si continua a lavorare e si fa il meglio professionalmente senza andare a tirarsi fuori. Se non si arriva là il non raggiungimento dell’obiettivo ritira tutti dentro, dal primo all’ultimo, tutti non hanno fatto il massimo. Poi quelli che avete al fantacalcio sono stati meglio degli altri, ma non va così. L’obiettivo della Champions League lo vogliamo raggiungere perché siamo l’Inter, ci sono cinque squadre e per fortuna il Milan è fuori o erano sei. Non abbiamo giocato una buona partita, nel secondo tempo c’è stata reazione, Mauro Icardi è stato bravo a portarci in vantaggio su palla inattiva, ha avuto una vampata e si è buttato sulla palla. C’era possibilità di gestire un pochino meglio, ci sono capitate due o tre cose. Io rimango con la squadra, due o tre erano in condizione di non poter fare di più, poveretti. Ormai si conoscono i calciatori, si tenta di coinvolgerli dove li si fanno partecipare a una analisi approfondita. Io non vengo a parlare male di nessuno in conferenza stampa perché le cose hanno un ordine cronologico sotto gli occhi di tutti, dirsi la verità serve a reclutare più forze possibili per fare le guerre che dobbiamo fare, perché di guerre si tratta. La squadra ha fatto quello che doveva fare, a noi ci mancano delle caratteristiche: a volte un po’ di qualità che se si riesce a tenere la palla noi si riesce a esibirla, ogni tanto si perde equilibrio, che ci può stare, se l’episodio ti gira bene la sgami lo stesso e se non gira bene non la porti a cassa. Dopo il gol c’è girata male perché dopo il gol pensavo di averla vinta, ma io resto sempre con la squadra e quando rientrano fra una settimana gli ribadisco i discorsi. Non ho niente da salvaguardare di me, due o tre situazioni le ho passate, non so qual è il sistema per vincere ma so qual è il sistema per perdere: dire di volere dei giocatori è il sistema per perdere. Se sei un perdente fai certi discorsi, stasera dici che ho fatto altri discorsi ma ho fatto tutto quello per reggere. È sotto gli occhi di tutti che non abbiamo completato la rosa, io continuo a lavorare e fare del mio meglio, poi se Roma, Lazio, Juventus e Napoli fanno queste cose noi dobbiamo starci dentro. L’anno scorso allenavo un’altra squadra e l’Inter è arrivata a venticinque punti, sono otto vittorie da colmare».







ALTRE NOTIZIE