Spalletti: “Conta solo chi c’è, Inter ha 11 in campo? Allora OK! Brozovic…”

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13 marzo 2019, 15:05
Luciano Spalletti Inter-Genoa

Luciano Spalletti – protagonista in conferenza stampa con Skriniar (vedi articolo) alla vigilia di Inter-Eintracht Francoforte, ritorno degli ottavi di Europa League – fa capire tutte le difficoltà che deve superare la sua squadra, ridotta ai minimi termini, per ottenere la qualificazione. Ecco il contenuto della sua conferenza ripreso in diretta da Inter-News.it

Come viene gestita con otto assenti?
Se io mi lamento, mi qualifico? La gestione di un allenatore è che non deve lamentarsi. Saremo in undici o in meno? In undici, allora siamo a posto per vincere la partita.

Come stanno Keita e Brozovic?
Keita è a posto, Brozovic è convocato.

Quanto conta per l’Inter l’Europa League prima del derby?
Spero che la prima cosa che abbiano focalizzato i miei calciatori è che questo sia un momento importantissimo della nostra stagione. Dobbiamo pensare a giocare la partita che abbiamo davanti, non al campionato da giocare. Ci arriviamo con le carte in regola. Si fa sempre credere a tutti che il migliore sia quello che manca, ma le partite le vincono quelle che ci sono e hanno più forza. Non ci sono trucchi da un punto di vista psicologico, chi va dentro deve sapersi motivare per l’importanza della partita e la causa da portare a termine. Chi non capisce il momento ed essere all’altezza della situazione da incontrare, rimane sempre un mediocre. Ci sono momenti in cui servono più attenzioni, perché se uno gioca nell’Inter le qualità le ha.

Cosa pensi di Hutter squalificato?
Mi dispiace che non ci sia, sono partite che per un allenatore rimangono e creano la vera cultura professionale, perché la cultura è quella che rimane dalle cose che incontri nella vita. A me tutte le partite giocate in campo internazionale hanno creato questo ricordo indelebile, penso anche per lui, sarebbe bello che ci siano tutte. Mi sembra una bella persona, l’Eintracht gioca un bel calcio: mi sarebbe piaciuto averlo vicino.

I giocatori atipici davanti possono creare difficoltà all’Eintracht?
Non avere un punto di riferimento è sempre un qualcosa che crea più disturbo alla linea difensiva. Se chiedi a Skriniar chi preferisce marcare Ibrahimovic o Messi, sono convinto che tutti dicono Ibrahimovic perché lo vedi fisicamente anche se poi fa più gol magari, Messi non sai quando lo trovi. Questo fatto dell’imprevedibilità crea sempre la possibilità di fare qualcosa in attacco. Ma i nostri atipici chi sono? Politano perché? Giocava falso nove nel Sassuolo, ci ha fatto vedere che sa giocare lì, l’anno scorso ci ha fatto girare un po’ la testa. Keita è un attaccante centrale ed esterno, agisce più da seconda punta anziché rientrare. Perisic gioca nel suo posto, Candreva anche. Atipici mi sembrano ce ne siano pochi nella nostra squadra: sono tutti veri e reali. Mi aspetto qualcosa di super, extra a livello individuale. Va caricata la prestazione migliore o quasi di quelle fornite finora. Sono strasicuro che lo faranno.

Cambia qualcosa sapere di dover solo vincere?
No, niente. Dobbiamo stare nella partita e renderci conto che sei dentro o fuori, bisogna prendere decisioni importanti e correttamente, se no poi potresti pagare un caro prezzo e portarci dentro le esperienze fatte perché all’andata siamo stati bravi a usare le conoscenze precedenti. Calciatori maturi e scaltri che sanno prendere il meglio da quello che passa.

Quanto è importante uno come Perisic domani?
Perisic è sempre importante per noi perché ha le caratteristiche di forza e imprevedibilità, riesce a chiudere i traversoni delle punte esterne. All’andata ha avuto un affaticamento e non è riuscito a fare il meglio, spero che abbia recuperato: sembra così, ma la partita è quella che ci farà vedere se è così. Spero sia libero per dare il suo apporto fondamentale, come altri, ma Perisic ha più qualità in un solo giocatore: tecnico, resistente, bravo a saltare l’avversario e a fare rientri sull’avversario, rientra e toglie peso alla linea difensiva, loro sono forti in difesa. Permette a qualcuno a forzare di più e concedere qualcosa.

Qual è lo spirito dell’Inter in questa partita?
La differenza tra gli individui lo fa il fatto di farlo durare spesso, a lungo, motivarsi per essere al top. Resilienza si dice, no? Essere ripetitivi e concentrati mostrando sempre il massimo delle tue possibilità, senza farla diventare presunzione. Questo fatto di lottare e capire il momento, come questo. Bisogna solo giocare e metterlo in pratica.

Brozovic domani può giocare?
Brozovic domani va in panchina.

Come sta Borja Valero?
Borja Valero gioca.

I primavera convocati potrebbero esordire?
Comincia sempre così. Hai il talento per far parte di una squadra giovanile come l’Inter, devi saper aspettare il momento giusto e l’occasione per costruire la tua carriera e dove arriverai. In base ai numeri, secondo me ci sarà l’opportunità per qualcuno, dipendere in che situazioni e ruolo. Abbiamo portato quelli che, attraverso la disponibilità del Settore Giovanile, ogni tanto si allenano con noi e abbiamo sentito le indicazioni di Madonna, che li conosce meglio di noi.

Cosa può prendere l’Inter dalla prestazione della Juventus contro l’Atletico Madrid?
Faccio i complimenti alla Juventus, che ha disputato una grande partita. Sottolineo il grande lavoro di Allegri. Dovremmo riuscire a prendere, se c’è da andare a vedere qualcosa, è il carattere dentro le partite che contano: uno deve riuscire a metterci di più, senza farsi intimorire dall’evento. Più è eccezionale l’evento, più divento forte, perché davanti ho uomini di valore. Se fosse una cosa normale, potrebbero starci tutti in quella situazione, perché sei scelto tra pochi.

Si può iniziare con la difesa a tre?
Ne avete uno da indovinare, volete saper anche quello? (Ride, ndr). La teniamo come opzione per domani, è l’unica variazione che abbiamo.

Quanti minuti ha nelle gambe Keita?
Se Keita deve giocare un tempo, lo metto all’inizio e poi deve uscire all’intervallo oppure nel secondo tempo e poi ne fa una intera giocando i supplementari, è la stessa cosa no? Cambia poco, vediamo. Tutti devono essere della partita, anche uno o due giovani promesse convocate dalla Primavera. Le sostituzioni in una partita come quella di domani vanno fatte, la garra ti comporterà questo. Siamo vicini alla famiglia di Joao Mario (per la morte del padre, ndr), ribadiamo il nostro affetto e sentimento per il momento che sta attraversando e gli siamo affianco.

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