Spalletti a Sky: “Oggi un’Inter debole, bisogna rimanere lucidi”

Articolo di
3 febbraio 2018, 23:39

Luciano Spalletti ha parlato a Sky Sport dopo l’1-1 (il quarto consecutivo) di San Siro contro il Crotone; solo sei punti nelle ultime otto giornate per l’Inter che non vince addirittura dal 3 dicembre.

«A me non è sembrata la peggiore Inter della stagione, a me è sembrata un’Inter debole che non ha fornito né una prestazione tecnica né di spirito e che in alcune situazioni siamo in difficoltà, in alcuni calciatori e in alcune trame di gioco. Come uscire da questa situazione? L’idea più precisa me la creo tutte le volte che vado all’allenamento perché guardo le cose si sono fatte bene e quelle che si sono fatte male, vado a lavorare su quelle cose lì in base a come avevamo impostato la situazione, poi è chiaro che bisogna sempre trovare qualcosa di più forte e di più importante da far riconoscere ai calciatori perché siamo in un momento in cui alcune prove si sono fatte ma non danno risultati per cui il cervello diventa ancora più determinato ad annullare tutte quelle stimolazioni che vai a creare però non ci sono altre possibilità, io non vedo calciatori che se ne fregano ma calciatori molto dispiaciuti e poi se il livello non è quello che dovrebbe essere la colpa è mia perché penso che abbiano un certo livello e per cui sono sbagliate le mie valutazioni. Io faccio da parafulmine perché la proprietà è poco presente? Non è così, sono quello che si deve prendere più responsabilità perché è giusto così, perché mi hanno dato fiducia e la possibilità di lavorare, come si è detto altre volte ci sono stati cambiamenti di rotta ma tornare su questi argomenti crea ancora più confusione. Loro poi devono analizzare il mio lavoro e il mio modo di lavorare però io non ho da andare a cercare di difendermi su delle cose dove sono indifendibile perché io ho preso questa responsabilità per cui mi devo assumere tutti quelli che sono i risultati che facciamo. Cambiare modulo rinunciando alle due ali? E’ una cosa che abbiamo preso in considerazione però poi dobbiamo stare attenti perché penso che Mauro non sia un attaccante da doversi spartire l’area di rigore e da andare poi tante volte a ricevere palla in bandierina, con dei tagli sulla bandierina; stasera si poteva fare con Eder perché ha più raggio d’azione ed è abituato a giocare un po’ sulla trequarti e a buttarsi in fascia. Fino al gol del pareggio io non ho visto il problema tattico o il rischio di subire poi una situazione perché era tutto abbastanza sotto controllo poi c’è stato questo rimpallo, c’è stata questa palla persa e se andiamo a vederla abbiamo cercato di giocare una palla per cui quello è positivo, poi abbiamo perso una palla che avevamo riconquistato e che abbiamo cercato di ricostruire dal basso pur essendoci traffico e una situazione non tanto riconoscibile e facile da uscirne. Abbiamo perso questa palla, c’è stato questo rimpallo e abbiamo preso gol. Non è che si possa stravolgere tutto, è vero siamo poco incisivi e poco qualitativi, è vero che qualche calciatore è al di sotto delle possibilità però un po’ di logica di squadra c’è, nonostante non si riesca a creare moltissimo e dopo il gol ci siamo messi a rombo, prima con le due mezzali e poi quando giochi con un play basso puoi usare le due mezzali come due trequartisti per cui porti un giocatore più vicino all’attaccante per chiudere l’azione. Sono tutte piccole prove che abbiamo fatto, oggi c’era anche la possibilità di mettere le due punte vicino al trequartista per le caratteristiche dei giocatori potevano anche dire questo. Perisic è andato anche a fare la mezzala quando ho tolto Brozovic però non è che abbia dato tantissime soluzioni. E’ sempre un po’ l’entusiasmo, è sempre un po’ quello che è il momento che si sta attraversando che poi a noi diventa fondamentale perché effettivamente siamo un pochettino fragili e questo senza dubbio. Cambiare qualcosa? Noi delle cartucce da sparare ce le abbiamo ancora nel senso che con Lisandro Lopez possiamo anche a provare la difesa a tre con i due laterali più alti, possiamo insistere mettendo caratteristiche un po’ diverse perché Karamoh qualche strappo lo ha, ma ha sempre l’atteggiamento dell’età che ha quando gioca per cui non è che ci si possa aspettare continuità però qualche vampata riesce a darla. Ora siamo in difficoltà in troppi elementi che è quello che fa la differenza perché anche lo stesso Rafinha non è che abbia i 90 minuti nelle gambe, D’Ambrosio è rientrato ora da un infortunio e anche stasera ha accusato per cui c’è da rimanere lucidi nonostante poi ci sia delusione e amarezza per come stano andando le cose perché è il crescere piano piano uniformemente che ti può dare la soluzione, non è solo un calciatore messo in un posto anche se questo lo possiamo fare perché Candreva può fare anche il trequartista o una delle sotto-punte però se si va a stravolgere tutto e non ci si lavora poi trovare le distanze, la coesione, i reparti e il gioco di squadra non diventa facile ma ancora più difficile».







ALTRE NOTIZIE