Spalletti a MP: “C’è un po’ di preoccupazione, manca fiducia”

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3 febbraio 2018, 23:23
Luciano SpallettiLuciano Spalletti

L’Inter manca ancora l’appuntamento con la vittoria, il pareggio casalingo contro il Crotone condanna i nerazzurri alla decima partita consecutiva senza vittoria. Il tecnico Luciano Spalletti ha parlato ai microfoni di Mediaset Premium

PREOCCUPAZIONE?- “Chiaro che un po’ di preoccupazione viene perché non si vede grande reazione, abbiamo provato a toccare tasti diversi, poi non è che posso fare duemila prove e buttare il cappello per aria, bisogna essere sempre logici e razionali nel fare le cose per creare un sistema di lavoro corretto che possa dare fiducia, obiettivi ai ragazzi, che possono toccare con mano. Ci vuole sempre il lavoro quotidiano per andare avanti. Un po’ di difficoltà ci sono, tutto questo tempo che non vinciamo una partita e non riusciamo a essere fluidi come siamo stati per lunghi periodi”.

CHE RISPOSTE?- “Il discorso è lì, siamo calati un pochino tutti un pochino in tutto. Stasera non abbiamo subito grandissimi situazioni, abbiamo preso questo gol su rimpallo un po’ fortuito, poi davanti non siamo precisi e determinati nell’andare a cogliere il piccolo risultato del duello, della giocata, siamo sotto livello un po’ in tutte le cose”.

COME VANNO IN ALLENAMENTO?- “Con alcuni giocatori che possono fare la differenza siamo sotto livello, con quelli che possono darci gli strappi e la qualità per uscire. Però poi dipende sempre da quello che si fa quotidianamente, i ragazzi lavorano, le cose vengono fatte bene, poi nella partita non si riesce ad avere convinzione e sicurezza per ambire a risultati importanti. Come ci va male una cosa diventa più difficile, siamo sfiduciati e si dimostra di avere un carattere debole. Ritornano un po’ ad avere timore di quelli che sono stati i trascorsi precedenti, ma non abbiamo altra strada, si vanno a rifare le cose con razionalità e correttezza e si cerca di metterci qualcosa di più che possa determinare un obiettivo più visibile”.

SFIDUCIA CONTAGIOSA- “Lo spirito diventa di conseguenza l’umore che hai, l’entusiasmo che riesci a portarti dentro, perché poi l’entusiasmo diventa contagioso come un momento negativo, ti determina sfiducia, il cervello è spesso creativo nel proporre cose nuove quando le cose vanno bene come te le annulla quando vanno male. Bisogna mantenere la calma perché è un momento difficile ma non abbiamo perso niente, dobbiamo mantenere la testa solida, di fare ragionamento corretti, far vedere ai giocatori delle aperture che si possano imboccare e che loro le riconoscano”.

IL GESTO DI BROZOVIC- “Mi sembra abbastanza normale, gli si può dare il taglio che si vuole, ma i giocatori se reagiscono in qualche modo è positivo perché sempre di reazione si parla. In quel momento era arrabbiato per il momento che stiamo passando, per il risultato, per alcune cose che non gli sono andate a buon fine e poi probabilmente anche per la sostituzione, ma non cambia nulla, è un comportamento a cui non do attenzione”.







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