Spadafora: “Protocollo, tre situazioni significative. Ripresa Serie A…”

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13 Maggio 2020, 11:26
Vincenzo Spadafora Serie A
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Spadafora parla al Senato, nel primo dei suoi due interventi di giornata (l’altro sarà alla Camera alle ore 16). Il ministro, oltre ad annunciare la ripresa di diverse attività sportive entro il 25 maggio, si è soffermato sul calcio e la Serie A.

L’INTRODUZIONEVincenzo Spadafora, all’inizio, fa un discorso più generale che sulla Serie A: «La linea del Governo, da questo punto di vista, è sempre stata di prudenza e tutela della salute di tutti. Del resto le immagini dei morti portati via da quest’epidemia ritornano nella mente di tutti noi, perché riguardano poche settimane fa. È per questo che abbiamo proceduto con prudenza alla riapertura del mondo sportivo. Nel DPCM del 4 maggio abbiamo proceduto con la ripresa dell’attività motoria per tutti e con gli allenamenti individuali. Questo è stato necessario, perché il richiamo della comunità scientifica era di rimettere in circolo il minor numero di persone per la riapertura. Abbiamo lavorato in queste settimane, senza sosta, per dare risposte a tutto lo sport, anche se in questi giorni l’attenzione si è concentrata sul calcio».

COME RIPRENDERE? – Spadafora entra nel merito della Serie A: «Vorrei chiarire qualche punto. Sono consapevole dell’importanza, non solo sociale, del calcio: sarebbe paradossale se, come Ministro dello Sport, non riconoscessi l’importanza di questo mondo e di un’industria importante del nostro paese, che dà al fisco un miliardo di euro all’anno. Ho trovato eccessivo l’inasprimento della dialettica, incomprensibile per milioni di italiani che in questo momento sono interessati alla loro salute e al loro lavoro. Lunedì sono arrivate le valutazioni del CTS sul protocollo della FIGC per la ripresa degli allenamenti. Queste situazioni sono numerose, ne cito tre significative: la prima è che, nel caso in cui emerga un positivo, tutta la squadra sia messa in quarantena senza contatti esterni. L’altro è affidare la responsabilità ai medici delle singole società nel rispetto e nell’attuazione del protocollo. Il CTS chiede che non si vada a impattare sulle necessità di tutti i cittadini».

IL PROTOCOLLO – Da Spadafora nessun passo indietro sul protocollo, da seguire per far tornare la Serie A: «Credo che le formulazioni del CTS saranno prese in considerazione dalla FIGC, immagino riadatterà il protocollo per consentire la ripresa degli allenamenti dal 18 maggio. È ovvio che resterà ancora la necessità di definire, nei prossimi giorni, la riapertura della Serie A. Vorrei essere chiaro: se riaprirà è perché ci saremo arrivati dopo una serie di azioni, che avranno consentito di riprendere in sicurezza per tutti. Non era possibile, in nessun modo, decidere soltanto per una fretta o per le spinte strumentali. Che il quadro generale non consentisse fughe in avanti, fino a qualche giorno fa, era evidente. È un’incertezza che non ha caratterizzato il nostro Paese, ma tutti: gli unici che hanno deciso subito hanno bloccato, come Francia e Olanda. Gli altri, inclusa la Germania che riprende sabato, hanno rinviato le decisioni».

NIENTE PASSI AVANTI – Spadafora chiude la parte sul calcio: «Il Governo ha tenuto una linea sempre decisa e coerente, di prudenza. Abbiamo visto cambiare opinione da parte degli stessi presidenti delle società, degli opinionisti e dei giornalisti: un’evoluzione legittima delle posizioni, determinata dal cambiamento continuo della situazione. Noi abbiamo sempre mantenuto la prudenza, quindi se la Serie A riprenderà è perché sono state adempiute tutta una serie di azioni. Nel supermercato è possibile mantenere i distanziamenti, utilizzare i dispositivi: nel calcio, essendo sport di contatto, non è possibile. Da queste semplici, banali e incontestabili differenze nasce l’esigenza di fare l’isolamento, come successo in Germania. La sottovalutazione di questo problema ha già portato alla quarantena di diverse squadre di Serie A e calciatori, non vogliamo ritrovarci in questa situazione».


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