Skriniar: “UCL, Inter devi farcela. Samuel? Bel paragone”

Articolo di
14 febbraio 2018, 18:31
Milan Škriniar Inter-Chievo

Intervistato ai microfoni di “Inter Drive” in onda su “Inter TV”, il difensore nerazzurro Milan Skriniar ha rilasciato alcune dichiarazioni parlando di numerosi argomenti su di lui e sulla squadra

“L’INTER DEVE STARE DAVANTI PERCHÉ È L’INTER” – «Mi chiamano Skri o Scrigno, mi accadeva anche nella mia precedente squadra in Slovacchia. Compagni? Mi trovo bene con tutti, non ho problemi con nessuno. Il nome Milan? Tanti tifosi mi chiedono di cambiarlo, anche ora, ma non posso! Sui social metto foto di allenamento o del dopo partita, ma non mi piace mostrare a tutti cosa faccio nel tempo libero. Ogni tanto sì, ma non è giusto tutto. La mia passione per il calcio? Nasce da mio padre e mio nonno, siamo tutti appassionati. Anche mio fratello. Ho iniziato a 4-5 anni. Mio idolo? Ronaldo il fenomeno, ma adesso mi piacciono anche altri calciatori. Qui all’Inter siamo di grande livello, possiamo giocarcela contro le grandi e non è giusto definire un avversario il tuo idolo. Come difensore invece Thiago Silva mi piace tanto. Ma anche altri, David Luiz e Koulibaly. Io di cemento armato? Mi piace quando i tifosi lo dicono, voglio aiutare la squadra. Io molto bene nel girone d’andata? Non so, in qualche gol che abbiamo preso potevo fare di più. Ma il calcio è questo, se gioco bene e la squadra non vince non sono contento. Mi chiamano nuovo Samuel? Bel paragone, Samuel era fortissimo. Ho visto giorni fa dei suoi video. Champions? L’Inter deve andarci, deve stare davanti perché è l’Inter e quest’anno dobbiamo farcela. Mi piace quando calciatori famosi mi danno fiducia. I complimenti di Materazzi? Lo ringrazio, queste parole mi rendono felice. Grazie mille».

SPALLETTI – «Per me è stato importante, al mio arrivo sin dall’inizio mi ha dato fiducia come anche altri allenatori. Differenze con GiampaoloSpalletti ha allenato squadre più importanti, Giampaolo può ancora crescere ma mi ha insegnato il calcio italiano, può ancora crescere. Con Montella non ho giocato tanto, Giampaolo mi ha aiutato tantissimo, è stato una sorta di maestro. Il numero 37? Mi piace, lo avevo anche alla Sampdoria dove ho fatto bene e non ho voluto cambiare».







ALTRE NOTIZIE