Serie A, il mercato degli sponsor infuria: Inter, suggestione Adidas – GdS

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12 Maggio 2020, 10:01
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“La Gazzetta dello Sport”, nella sua edizione odierna, approfondisce il mercato delle maglie e degli sponsor tecnici della Serie A. Tante storie dietro le divise dei club. L’Inter? Adidas strizza l’occhio ai nerazzurri

CHIC – Il mercato delle maglie, in Serie A, è in ebollizione. Il volume d’affari è cresciuto. Siamo oltre i 110 milioni. Merito della Juventus che ha portato il suo contratto con Adidas (fino al 2027) a 51 milioni annui. Ma il Milan, che prima dettava legge, è passato da Adidas a Puma scendendo da 27 milioni a 15. E si dice che Adidas strizzi l’occhio all’Inter, blindata con Nike (a 10 milioni più i diritti di retail e licensing, pure in Cina, dal 1998) fino al 2024. Quello degli sponsor tecnici è un mercato. E’ fonte di reddito per le società che stipulano contratti milionari in nome di quella voce, merchandising, che fa salire il fatturato.

DIETRO LE BIG – Due squadre di Serie A «cambieranno maglia» a fine stagione. La Fiorentina chiude con Le Coq Sportif e passa a Kappa. La Sampdoria termina con Joma e veste Macron. L’azienda bolognese, potrebbe trovarsi con 7 club. Ha già Bologna (dal 2001), Lazio (è avviato il discorso sul rinnovo. La scadenza è al 2022), Cagliari, Udinese, Verona e SPAL. Dietro c’è Kappa che ha Genoa, Sassuolo, Brescia, acquisisce la Fiorentina e soprattutto versa poco più di 8 milioni al Napoli. Contratto che scade nel 2022, ma tra i Boglione e Aurelio De Laurentiis c’è già un accordo per allungare di 3 anni. Joma si tiene strette Atalanta e Torino.

ALTRI – Nike è soddisfatta anche della Roma (oltre che dell’Inter), il Parma è legatissimo a Errea (il fondatore dell’azienda Angelo Gandolfi è uno dei 7 soci del club) il Lecce ha agito in proprio. Si è creato un suo marchio «M 908», nome ideato in omaggio all’anno di fondazione. A ogni abbonato è stata donata una felpa. Ottima fidelizzazione.

ECOSISTEMA – «Oggi nel firmare un contratto di sponsorizzazione tecnica con una società ci sono 4 punti base: performance, sintonia tra proprietà e tifosi, aggiornamento della collezione e calciatori iconici». Parla Gianluca Pavanello, ceo di Macron che veste club in Serie A, Liga, Premier League, Bundesliga e pure gli arbitri dell’Uefa. Un vanto. «Non puntiamo a uno scudetto nel vestire tante squadre, ma creiamo un rapporto. Prima di tutto entriamo nella storia della società e lavoriamo per sviluppare un’intera collezione, spesso con richiami al passato. La performance migliore l’abbiamo avuta col Cagliari che, con lo store in centro, ha avuto una grande trovata. L’Udinese è cresciuta creando lo store all’interno dello stadio».

UN MONDO DIETRO LE DIVISE – Macron punta più sui club che sulle nazionali. «Le vendite sono maggiori. Una soddisfazione è stato il Crystal Palace: passò da 15 mila a 45 mila maglie vendute». Ora l’impegno con la Sampdoria. Macron verserà 2 milioni l’anno. Così come Kappa, nel nuovo corso di Rocco Commisso, dovrà scatenare i tifosi viola. Escluse le big, i contratti in Serie A variano tra i 600 mila euro e il milione e mezzo. La fornitura di solito fa parte del pacchetto. Ad un club occorrono almeno 500 mila euro di materiale l’anno (4 mila maglie per la prima squadra). Che praticamente finisce. Quel che resta va a chi ha bisogno, di solito all’estero.

SIMBOLICristiano Ronaldo fa vendere più maglie. Romelu Lukaku e Lautaro Martinez sono i top Inter, al Milan è bastato che Zlatan Ibrahimovic tornasse. A Napoli Lorenzo Insigne fa pari con Dries Mertens, alla Roma vince Nicolò Zaniolo, alla Lazio Ciro Immobile. Andrea Belotti al Toro. Alejandro Gomez all’Atalanta, Rodrigo De Paul a Udine, Radja Nainggolan a Cagliari. In attesa di nuove icone per la Serie A.

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Francesco Velluzzi


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