Samuel: “Quanti ricordi all’Inter, da Mourinho a Moratti. Ripresa Serie A…”

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18 Maggio 2020, 10:37
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Il “Corriere dello Sport” ha intervistato Walter Samuel, oggi assistente del ct dell’Argentina, che ha parlato dei suoi ricordi all’Inter e della ripartenza del campionato.

VITA A MILANO – “Abito a Milano, in centro. Anche la mia famiglia è molto contenta qui. Quando c’è la nazionale mi muovo e vado in Argentina, altrimenti seguo i nostri giocatori impegnati in Europa. Ora purtroppo li sento in video chiamata”.

COMPAGNI DI LIVELLO – Ho avuto la fortuna di giocare con diversi campioni. All’Inter Ibrahimovic, Milito, Eto’o, Zanetti. Un piacere giocare con loro, li ho visti fare cose incredibili in allenamento”.

CAPELLO E MOURINHO – “Capello mi ha dato tantissimo. Mi ha aiutato da appena arrivato sostenendomi sempre. Mi ha dato fiducia. Mourinho è diverso. Forse era più vicino ai giocatori, anche se di alcuni si fidava di più. Mi sono trovato bene con lui come con Capello, entrambi mi dimostravano coi fatti che credevano in me. Mi facevano giocare sempre. Sono riusciti ad avere il massimo da ogni giocatore. Ora che alleno mi rendo conto che non è facile”.

RIPRESA SERIE A – “Se ricomincia il campionato sarà un po’ diverso, con diversi elementi da prendere in considerazione. Si giocherà ogni tre giorni. Chi avrà la migliore condizione fisica la spunterà. Sarà importante mantenere la forma ed evitare infortuni. Conte l’ho conosciuto quando giocava, mi sembra un allenatore forte con idee chiarissime”.

PRESIDENTI PASSATI – “Sensi e Moratti, due presidenti d’altri tempi? Ho avuto la fortuna di conoscere entrambi, due gestioni familiari. Distaccati, ma vicini quando c’era bisogno. Ho un bellissimo ricordo di loro. Moratti ha fatto tanto per l’Inter, il calcio gli mancherà ma si è tolto tante soddisfazioni e sono felice di questo. Con lui rapporto bellissimo, molto vicino alla squadra, difficilmente si arrabbiava, trattava i giocatori quasi come figli. Una grandissima persona”.

ZANETTI DIRIGENTE –Zanetti sapeva quello che sarebbe stato il suo cammino post ritiro. Ha cominciato a prepararsi, ha studiato, l’esperienza lo aiuterà tanto. Perché fare il dirigente è diverso da giocare. Sono molto contento per lui”.

 

Fonte: Guido D’Ubaldo – Il Corriere dello Sport


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