Rummenigge: “Serve ricominciare per due motivi. Il calcio cambierà dopo la crisi”

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9 Aprile 2020, 11:12
Karl-Heinz Rummenigge Bayern
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Ivan Zazzaroni sul “Corriere dello Sport” ha intervistato Karl-Heinz Rummenigge. L’ex centravanti ha parlato del momento difficile del mondo del calcio.

ALLENAMENTI RIPRESI – “Siamo dentro a una crisi globale. Anche qui in Germania il livello di attenzione è massimo. Per gli allenamenti eravamo fermi dall’8 marzo, da tre giorni ci alleniamo a gruppi di quattro o cinque rispettando i protocolli sanitari. In precedenza i giocatori avevano rispettato le indicazioni del tecnico con dei cyber-allenamenti da novanta minuti di lavoro”.

RIPARTENZA – “Se ripartiamo il 9 maggio? E’ tutto provvisorio. Ci sono ipotesi, ma le date le decide la politica. Esattamente come in Italia. Non sappiamo ancora al 100% una data. Sappiamo però che è necessario ricominciare. Per due motivi. Il primo è sportivo, assegnare il titolo e sapere chi parteciperà alle coppe e chi retrocederà. Il secondo è economico. Le televisioni devono ancora versare l’ultima rata dei diritti, e questo incide molto sui bilanci. In questo momento la differenza la fa il cash, molti club sono in grossissime difficoltà. Il calcio negli ultimi dieci anni ha vissuto ben oltre le proprie possibilità, alzando costantemente i costi”.

ITALIA DIVERSA – “In Italia non si riesce a fare sistema? Ci ho giocato tre anni e dico che noi tedeschi siamo diversi. Altra cultura, altra formazione, ma non vuol dire che siamo migliori. Diversi, non migliori”.

INTERVENTO FIFA – “Mi auguro che la Fifa intervenga aiutando le leghe attraverso un fondo di solidarietà. Deciderà lui chi assistere, l’importante è che i soldi non finiscano nelle mani sbagliate. In questa fase sarebbe importantissima la riduzione delle distanze politiche tra Fifa e Uefa. Infantino e Ceferin dovrebbero migliorare le loro relazioni per sostenere l’intero sistema. Se la crisi viene gestita con intelligenza potrebbe risolversi in un miglioramento dello stato di salute del calcio“.

SITUAZIONE DELICATA – “Anche i club con conistente liquidità saranno molto più attenti a spendere. La contrazione di prezzi e salari sarà inevitabile. Sono molto preoccupato per le leghe più piccole, per i paesi più piccoli, per i club più piccoli. I danni rischiano di essere irreversibili. Oggi i ricavi sono zero per tutti”.

Fonte: Ivan Zazzaroni – Il Corriere dello Sport


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