Renzi: “Il calcio riparta, condizioni ok. Spadafora intollerabile”

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27 Aprile 2020, 10:55
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Ivan Zazzaroni sul “Corriere dello Sport” ha intervistato Matteo Renzi. Il politico ha parlato della ripresa del calcio, con una stoccata al ministro Spadafora.

LO SPORT RIPARTA – “La cosa che mi preoccupa maggiormente è che sta prendendo piede il pensiero che lo sport sia nemico della salute. Ed è aberrante. Per anni abbiamo abbinato il concetto di wellness all’attività sportiva, alla fisicità e ora improvvisamente neghiamo l’importanza dello sport che perdippiù allenta la tensione e aiuta a vivere meglio. Sport anche come momento di crescita sociale, non più come ‘avanzatempo’. La nostra società è tenuta insieme da milioni di volontari. lo sport ne allinea almeno 3-4 milioni. Una ricchezza che non possiamo permetterci di disperdere. Bisogna far ripartire in fretta la macchina. Il lockdown era giustificato a inizio marzo, ma le cose sono cambiate“.

NUMERI MIGLIORI – “Premesso che il rischio zero non esiste, noi avevamo 4500 posti in terapia intensiva, 3000 occupati. La preoccupazione era che non avremmo potuto curare anche gli extra Covid-19 bisognosi. Ora i posti sono 9000 di cui 2000 occupati. Il numero dei contagiati è in calo. Bisogna fare i conti con una realtà che ci impone di riaprire l’Italia, sempre in sicurezza e con le restrizioni che si sono rese necessarie”.

RIAPRIRE IL CALCIO – “Il calcio è indice di normalità e io non voglio vivere nell’eccezionalità fino al vaccino. Estendo il concetto alle scuole, all’università. Il calcio è elemento di valore per l’Italia e deve riaprire con le giuste modalità. Chi si sta opponendo alla ripartenza del campionato lo fa per un’urgenza di visibilità, non per altro. Il calcio garantisce tanta luce”.

VISIBILITA’ – “Sono apertamente dalla parte di Gravina. La sua è una giusta battaglia di sopravvivenza, il calcio ha un valore sociale ed è anche business. Il blocco mette a rischio l’intero sistema, ci sono società che potrebbero non riuscire a iscriversi al prossimo campionato. Il protagonismo del ministro Spadafora non è più tollerabile. Non l’ho apprezzato quando ha interrotto all’improvviso Parma-Spal. Un’ora e un quarto di ritardo quando poco prima il premier Conte aveva deciso che si poteva giocare. Una mossa incomprensibile, assurda. Oggi ci sono tutte le condizioni per ricominciare fidandosi della comunità scientifica”.


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