Rafinha: “Sto bene. All’Inter per il progetto, qui per rimanere”

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25 gennaio 2018, 14:53
Rafinha

Il neo acquisto Rafinha Alcantara ha risposto alle domande dei tifosi durante la classica intervista di presentazione trasmessa da Inter TV e dagli account Facebook, Twitter e Youtube del club nerazzurro.

«Avevo molta voglia di venire qui e grazie a Dio tutto è andato bene. Hai sentito Icardi prima di venire qui? Sì, è stato il primo con cui ho parlato, lo conosco da quando avevo 16 anni, ci ho giocato e studiato insieme. Ruolo preferito? Io sono un centrocampista, ho sempre giocato in mezzo però a Barcellona ho giocato in tutte le posizioni, anche esterno; sono pronto a giocare in tutte le posizioni in cui mi vorrà mettere il mister. Prime impressioni? E’ stata un’impressione molto bella, il centro sportivo è molto bello, il gruppo è magnifico e mi ha accolto al meglio. Spero di fare una carriera importante all’Inter, sono pronto e motivato. Chi ti ha impressionato di più? Mauro Icardi lo ricordo fin da bambino e sono sempre stato un fan anche di Borja Valero dai tempi del Villarreal e sono felice di poter giocare con lui. Condizioni fisiche? Sto bene, mi sento forte e ho molta voglia di giocare. Perché hai scelto l’Inter? Mi ha convinto il progetto, mi piace come gioca e c’è grande ambizione e questo mi piace molto. Ti spaventa la Serie A? Non mi preoccupa, sono in Spagna fin da piccolo, l’importante è essere preparati mentalmente per fare quello che mi dirà il mister. Che esultanza hai? Non ci ho ancora pensato, sicuramente esulterò con grande gioia ma non ho niente di particolare ancora in mente. Spalletti? Un allenatore completo, mi ha sorpreso perché gli piace giocare ma è anche molto bravo tatticamente. Perché hai scelto la maglia numero 8 come Thiago Motta? E’ un grandissimo giocatore, lo conosco da Barcellona e l’ho sempre ammirato, è un orgoglio indossare il suo stesso numero. Differenze con tuo fratello Thiago? Io costruisco di più e gioco più verticale rispetto a lui. Sin dal primo momento ho ricevuto tantissimi messaggi dai tifosi dell’Inter, mi sono sentito molto richiesto ma ora devo dimostrare sul campo il mio valore. Io do tutto per la squadra con cui gioco, do sempre il massimo per tutti i tifosi che hanno fiducia in me, voglio dare il meglio per cercare di vincere. Sono ambizioso, il progetto è la Champions e non ho dubbi che questa squadra possa farcela, sopratutto con questo allenatore. Ti immagini di segnare all’esordio? Se non è un gol mi va bene anche un assist (ride ndr), voglio dare il massimo per aiutare la squadra. Preferisci segnare o far segnare? Io sono un centrocampista, l’assist per noi è importante quanto il gol, l’importante è che la squadra vinca. Centrale o esterno? Sono abituato a giocare in tutte e due le posizioni, a Barcellona ho giocato sia centrale che esterno. Che differenze ti aspetti con la Liga? Tatticamente e difensivamente le squadre italiane sono molto forti, in Italia forse c’è un gioco più verticale, da noi in Spagna la manovra si fa con più pazienza. Campione dell’Inter che ti piace? Per me Adriano, lui era l’Imperatore… un mostro. Ronaldo il Fenomeno è il migliore attaccante della storia però quello che ho visto io era Adriano e quindi penso a lui quando penso all’Inter. I miei compagni mi hanno accolto benissimo, ovviamente sto più vicino a quelli che parlano spagnolo e portoghese per la lingua, con Miranda ho giocato in nazionale e l’ho sentito prima di venire qui. Nagatomo ti ha già insegnato qualche parola in giapponese? Nagatomo parla in spagnolo e questo mi ha sorpreso. Chi vuoi affrontare? Non vedo l’ora di giocare contro il Milan. Hai già visto San Siro? L’ho visto solo da fuori ma mi ha impressionato tantissimo, non pensavo fosse così grande e non vedo l’ora di giocarci. Ti piacerebbe rimanere tanto all’Inter? Arrivo qui per questo, ho questa mentalità. Senti tanta responsabilità? So cosa è la pressione da quando avevo 18 anni, arrivo da un grande club che fa i conti con le più grandi pressioni e quindi sono pronto per qualsiasi cosa. Cosa hai provato quando l’Inter eliminò il Barça in semifinale? Ero alla stadio, squadra fortissima e completa. Hai incontrato Javier Zanetti? E’ un esempio per tutti, fisicamente credo che possa ancora giocare. Ho parlato con lui al telefono, mi ha dato molta forza e lo ringrazio per le sue parole. Hai già capito dove ti schiererà Spalletti? Per ora mi sta facendo giocare in mezzo però sa che posso giocare in varie posizioni, ora mi sta spiegando la tattica e come gioca la squadra e al momento questo è quello più importante. Il Mondiale? So che è difficile ma io devo solo pensare a me stesso e dare tutto per la squadra».







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