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ESCLUSIVA – Paganin: «Inter in crescita, superiore alla Lazio. Diffidati? Daranno il 100%»

Massimo Paganin è intervenuto in collegamento nella WeekChat di Inter-News.it. In esclusiva alla nostra testata giornalistica l’ex difensore, all’Inter dal 1993 al 1997, ha analizzato la sfida di domani tra Inter e Lazio, focalizzandosi sulla qualità dei singoli delle due squadre, sul percorso di crescita dei nerazzurri e sulla questione diffidati in vista del derby.

SUPERIORITÀ Massimo Paganin ha analizzato in questo modo ciò che ci si può aspettare dalla partita di domani tra Inter e Lazio: «L’Inter farà la partita che ha sempre fatto, è una squadra in grado di portare la pressione molto alta e si accorge che, se non dà frutti, si abbassa molto. È una squadra quella di Conte che ha imparato ad avere un equilibrio e a evitare di subire delle ripartenze. La Lazio è una squadra che sta bene, in fiducia e che si è ritrovata dopo i problemi di Covid e infortuni della prima parte di stagione. Inzaghi è cresciuto molto come allenatore e giocano anche loro con il 3-5-2 ,con due esterni molto forti come Marusic Lazzari, ma anche l’Inter è forte sugli esterni con DarmianYoung Perisic a sinistra e a destra un fattore insostituibile come Hakimi. Sarà bello anche il duello tra Lukaku Acerbi. La costruzione dell’Inter, l’identità e la qualità di squadra nei singoli a mio modo di vedere è superiore a quella della Lazio».

PORTA IMBATTUTA – I nerazzurri arrivano da quattro partite di fila con la porta inviolata. Alla domanda su quanto domani un eventuale clean sheet possa incidere sul risultato, Paganin ha risposto in questo modo: «Non credo che sarà determinante la porta imbattuta. Conte e la squadra hanno mostrato di cercare di essere più propositivi in avanti. È vero che nella prima fase c’è stata un problema di gol subiti, fino circa alla partita contro il Torino. Fino ad allora giocava con il 3-4-1-2, ma questo non dava equilibrio alla squadra e Conte è tornato al 3-5-2 con le due mezzali che riescono a essere di supporto alle punte e stanno interagendo di più gli esterni. L’Inter è cresciuta tantissimo, essendo il miglior attacco del nostro campionato, il movimento e la pressione delle punte dà la possibilità alla squadra di salire e di segnare con gli esterni. Quando c’era il trequartista, questo toglieva spazio ai due attaccanti. Il percorso di crescita è importante e i nerazzurri proveranno a fare un gol più degli avversari, piuttosto che non subirne».

CRESCITA – Paganin ha anche sottolineato la crescita della squadra nelle ultime stagioni, grazie anche al lavoro di Antonio Conte: «Conte ha fatto molto bene e la squadra è cresciuta molto bene. Per due anni consecutivi è a ridosso delle prime, è arrivata in finale in Europa League. Il percorso di crescita è importante. Quest’anno l’Inter è a soli due punti dal Milan in campionato. Direi che bisogna stare attenti a non balzare alle conclusioni. I nerazzurri devono essere una grande famiglia, bisogna essere uniti tutti fino alla fine. Le conclusioni si traggono poi quando il campionato finisce. I numeri dicono che la squadra sta crescendo, forse va data un po’ di profondità di rosa, anche se ci sono stati dei problemi di gestire il tutto a livello finanziario, a livello generale. Devo dire che l’Inter ha ritrovato Eriksen e anche Sanchez, che lo scorso anno è stato spesso indisponibile. Il cileno è molto importante perché è in grado di legare il gioco, con caratteristiche che gli altri non hanno. È un giocatore molto importante, così come Vidal».

DIFFIDATI – Contro la Lazio, impossibile non pensare anche alla situazione diffidati, specialmente in vista di una sfida come quella contro il Milan. Paganin ha analizzato la questione in questo modo: «Da calciatore quando sei diffidato ci pensi forse prima della partita. Quando l’arbitro fischia però non ti preoccupi e vai in campo a fare quello che devi. Lo stato d’animo non è il pensare alla partita successiva. Anche perché quella contro il Milan, non è una finale, ma è una partita di campionato. Dei tre forse quello più a rischio era Barella, ma l’ho visto crescere molto anche nel gestirsi, non affonda il tackle, sa quando deve intervenire. Ha fatto un percorso di crescita importante, anche considerando la giovane età. L’idea e quella che il giocatore va in campo per vincere la partita, poi Conte credo che da questo punto di vista non si sta a preoccupare delle assenze, visto che è importante vincere ogni gara. Ora pensi alla Lazio, poi ci sarà tempo di pensare al Milan. I diffidati daranno il 100% e non saranno condizionati dal fatto che dovranno saltare la gara successiva».

FUTURO CAPITANO – In chiusura, Paganin ha parlato della possibilità di Barella di diventare il prossimo capitano dopo Samir Handanovic, sottolineando l’importanza di questo ruolo: «Quando indossi la fascia il braccio rischia di pesare molto, anche la maglia sembra sembrare di ferro. Poi però ti dà una spinta in più. Essere capitano di una grande squadra è una responsabilità importante. Barella sta facendo il suo percorso e da grandi poteri derivano grandi responsabilità. Ci sono giocatori arrivati prima di lui che, nella fase interlocutoria dopo Handanovic, potrebbero indossare la fascia al suo posto. I giocatori stanno benissimo chi è il punto di riferimento nello spogliatoio, ciò che conta di più è il rispetto. Chiaro che chi indossa la fascia deve essere preso ad esempio dentro e fuori dal campo. Per un grande club c’è bisogno di un grande uomo che indossi la fascia. Handanovic lo è e il motivo per cui è stata tolta la fascia a chi la indossava prima di lui è stato proprio questo».

Si ringrazia Massimo Paganin per la disponibilità mostrata nell’intervista. La riproduzione, anche parziale, dell’articolo è consentita solo previa citazione della fonte (Inter-News.it) e inserendo il link al contenuto originale.

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