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Nainggolan: “Conte chiaro con me, lo apprezzo. Mi sarebbe piaciuto”

Radja Nainggolan ha concesso una lunga intervista ai microfoni di “Linea Diletta” su DAZN. Il centrocampista belga, di proprietà dell’Inter ma attualmente in prestito al Cagliari, ha parlato diffusamente della sua carriera toccando l’esperienza in nerazzurro in diversi momenti

BENE OVUNQUE SIA STATO – Nainggolan ha ammesso di essersi trovato bene in tutte le città in cui ha giocato, con un pensiero finale rivolto al tifo dell’Inter: «Non è una questione di qualità della vita, io sono sempre stato bene in qualsiasi posto. Sono stato cinque anni qua a Cagliari, sono diventato uomo, ho avuto uno stile di vita che mi faceva ricordare il mio passato. Vedo qua la gente sorridente con poco, apprezzano più cose della vita. A Roma sono molto più amichevoli, giocherelloni, un’altra qualità che che mi piace tanto perché io cerco sempre di fare del bene per tutti. A Milano per me è stata un’esperienza abbastanza positiva, con una società importante, dei compagni eccezionali, un tifo che sogna cose importanti. Ci sono sempre 50.000 spettatori anche contro Chievo o Frosinone ed è una cosa che mi ha lasciato tanto».

LA SCELTA DI ANDARE A CAGLIARI – Nainggolan ha ammesso che dietro la sua scelta di tornare al Cagliari ci sono state anche questioni extra calcistiche: «E’ stata una scelta semplice, io sono un uomo di parola. Avevo parlato con Giulini prima del mercato e mi chiamò per dirmi che mi avrebbe voluto a Cagliari, ma era quasi uno scherzo. Si parlava di qualche anno, ma alla fine sono tornato subito. Poi ci sono stati dei problemi personali, cose che si leggono, si sanno, è stata una scelta di cuore e a volte un uomo deve anche mettere la carriera dopo altre cose».

NON E’ VERO CHE SPACCO SPOGLIATOI – Nainggolan respinge con forza la sua fama di giocatore problematico all’interno di uno spogliatoio: «Scrivono che io all’Inter ero uno spacca spogliatoio, ma se tu chiedi chi sono io tutti dicono che sono un grande. Sono rimasto legato a tanti compagni perché credo all’amicizia nello sport, poi succedono delle cose, ma non c’entra nulla col rispetto per i compagni. Dicono alcune cose e poi te le porti appresso per tutta la vita. Io se vedi la mia carriera ho fatto poche squadre, sono sempre stato fedele, quando sto bene in un posto non voglio andare via, poi ci sono alcune situazioni che possono diventare problematiche dal punto di vista umano. Io da Roma non sarei mai voluto andare via, ma non perché non volessi andare all’Inter, ma perché stavo bene ed ero convinto del progetto, ma poi ci sono persone che ti fanno cambiare idea. Non posso stare in un posto con persone che stanno sopra di me e che non puoi nemmeno salutare».

BARELLA UN GRANDE – Nainggolan si è “incrociato” con Nicolò Barella che ha fatto in estate il cammino opposto, da Cagliari all’Inter. Il centrocampista belga ha ottime parole per il giovane talento dell’Inter e della nazionale italiana: «Mi sarebbe piaciuto giocare con lui, penso sia un giocatore forte che diventerà un grandissimo. Deve ancora fare esperienza a livello internazionale, ma è normale. Non ha una qualità particolare, ne ha tante sopra le media e migliorando può diventare un giocatore importante».

L’ULTIMO GOL CON L’INTER – Nainggolan torna sull’ultimo gol segnato con la maglia dell’Inter, contro l’Empoli all’ultima giornata dello scorso campionato, un gol che ha mandato i nerazzurri in Champions League: «Fu un’esultanza un po’ leggera, non so il perché, non c’era assolutamente polemica con i tifosi. Ero molto contento, però c’era anche una sensazione di sollievo, ho provato emozioni più di sofferenza che di gioia».

CONTE CHIARO – Nainggolan ha infine dedicato un pensiero all’attuale allenatore dell’Inter Antonio Conte, con cui ha condiviso un mese di preparazione estiva. Di Conte viene apprezzata la chiarezza al momento di comunicargli l’esclusione dal progetto nerazzurro: «Non me lo sarei mai aspettato che non avrei più giocato nell’Inter, Marotta non mi ha mai parlato, non mi ha detto nulla. Io sono andato in vacanza poi a fine giugno mi hanno chiamato per dirmi che avrebbero fatto altre scelte. In ritiro mi sono allenato seriamente per far cambiare idea all’allenatore ma hanno fatto altre scelte. Mi sarebbe piaciuto lavorare con Conte, in un mese ho visto la sua determinazione, le sue idee, lui è molto chiaro e diretto w quando una cosa non va te lo dice. Lui un giorno mi ha chiamato da parte, mi ha detto di apprezzarmi, che mi avrebbe voluto con lui al Chelsea, ma che la società aveva preso una decisione che lui condivideva. Io gli ho risposto che non c’erano problemi, apprezzo l’uomo che viene a dirmi le cose in faccia, sono stato molto tranquillo, avevo solo voglia di dimostrare».

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