Moratti: “Per scudetto Inter rinuncio alle sigarette! Iniesta sfumato. Messi…”

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22 Gennaio 2020, 15:29
Moratti
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Moratti ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni del “Giorno”. L’ex patron dell’Inter parla della decisione del sindaco di Milano, Beppe Sala, di vietare le sigarette a San Siro. Tra gli argomenti trattati, ovviamente, anche il cammino della squadra di Conte e non solo. Di seguito le sue dichiarazioni

SVOLTA – Massimo Moratti, accanito fumatore, ironizza sulla decisione di rendere San Siro smok free: «Trovo sia giusto. Bisogna anche avere rispetto per chi ti sta accanto. Del resto già qualche anno fa si era parlato di un’iniziativa simile e pensi che c’era mia moglie al Comune di Milano. Si può resistere anche senza sigaretta, anche se per qualcuno non è facile. Del resto avete visto com’è andata con il divieto di fumare nei locali pubblici? Dopo tante polemiche, durate anni, adesso in molti sono d’accordo.

RINUNCIA – Moratti si dice pronto a rinunciare alle sigarette per l’Inter: «Certo, a San Siro sarà più complicato andare fuori un attimo per fumarsi una sigaretta, però mi adeguerò. Per l’Inter sono disposto anche a fare questo sacrificio, e poi ci pensa la squadra a regalarmi altre emozioni. Quante sigarette fumo durante una partita? Prima anche 5 o 6, o forse anche di più. Adesso sono molte di meno. Sono già sulla buona strada e pronto a rispettare il divieto se venisse applicato».

NUOVO STADIO – Moratti torna poi sulla questione nuovo stadio di Milano: «Tenere San Siro come se fosse un monumento, anche per i più nostalgici come me, non aveva tantissimo senso. Ho sempre considerato il fatto che San Siro, con gli opportuni interventi, potesse essere adattabile a nuove esigenze. Per quel che riguarda il nuovo stadio è evidente che ci si aspetta qualcosa d’importante e moderno. Con tante risorse in più, male non farebbe. Però ho dei dubbi sulla condivisione con i “cugini” rossoneri. Va bene dividersi le spese, ma la vera novità sarebbe averne uno di proprietà. Mentre invece così sarebbe ancora lo stadio di Inter e Milan».

SPERANZA – Moratti spera nel girone di ritorno dell’Inter e commenta il lavoro di Antonio Conte: «Se è la stagione giusta per tornare a vincere almeno lo scudetto? Dovremmo essere più fortunati. La squadra c’è, l’allenatore pure. Mi aspetto un girone di ritorno ricco di emozioni sognando il finale che tutti i tifosi nerazzurri sognano. Conte è davvero bravo. Sa rivalutare tutti i giocatori e nel lavoro che fa ci mette l’anima e il cuore. Oltre a grandi competenze».

DIFFERENZE – Moratti non ha dubbi sul confronto tra Cristiano Ronaldo e Ronaldo il Fenomeno: «Ahi, che paragone complicato. Il Ronaldo di oggi, quello juventino, è simpaticissimo, negli anni si è “costruito” sul fisico. Ma l’altro, mi faccia dire, aveva il dono della classe. Ricordo ancora il giorno in cui decisi di prenderlo, a lui piaceva molto essere corteggiato. Prima della presentazione venne a pranzo a casa mia. C’erano mia moglie, i miei figli. Sembrava un ragazzino, rideva e si divertiva. Invece, oltre al talento, aveva pure uno straordinario spirito di osservazione. Osservava ed elaborava tutto. Dopo quel pranzo mi diede in pochi minuti un quadro dettagliato del carattere di tutti i presenti».

SOGNI E NOSTALGIA – Per finire, spazio ai sogni sfumati di Moratti e alla nostalgia nerazzurra: «Il mio sogno sfumato all’Inter? Dovrei dire Andres Iniesta, ma da parte del Barcellona ci fu subito chiusura totale, nonostante avessimo la capacità economica per prenderlo. Avrei potuto fare qualsiasi offerta e sarebbe stato inutile, non lo avrebbero mai venduto.

CAPITOLO LIONELMoratti rivela anche un retroscena legato a Lionel Messi:«Messi invece cominciammo a vederlo ai mondiali under 18. I miei tornarono dalla Spagna raccontandomi dei problemi di salute e del grande impegno del Barcellona per risolvere quelle difficoltà. Si stavano prendendo cura di Lionel Messi come un padre col figlio, perciò dissi di lasciar perdereNostalgia? Non posso pensare al passato. Avendo fatto da tempo una certa scelta non posso contrastarla. È normale che ora il destino abbia spinto il club dove ci sono possibilità economiche, io ho già dato tantissimo. E mi va bene così. Spero vincano tanto, a costo di rinunciare alle mie sigarette».

Fonte: ilgiorno.it – Giulio Mola


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