Milito: “Inter, sei stata un sogno! 2010? Sembra ieri. Tifosi, ve lo meritate”

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22 Maggio 2020, 19:16
Milito Inter-Bayern Monaco
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Milito è protagonista di una diretta Instagram sul profilo dell’Inter insieme a Javier Zanetti. L’attaccante ripercorre il decennale della conquista del Triplete e della Champions League. Di seguito le dichiarazioni della punta con il suo capitano nel periodo nerazzurro

IL RACCONTO DEL SOGNO

Diego Milito rivive il giorno della vittoria contro il Bayern: «Arrivo all’Inter, cosa pensavo? Era un sogno. Arrivavo a una grandissima famiglia, me lo ricordo sempre. Così è stato e così è l’Inter. Sono fiero di aver fatto la storia di questo, oggi è un giorno speciale. Società, tifosi, mister, il gruppo: straordinari, tutti allineati. Dopo 10 anni tutti continuiamo a sentirci. E’ la cosa più bella. Sembra ieri che vincemmo la Champions. Abbiamo fatto la storia, non era facile; in Italia nessuno c’è riuscito e ci sono sempre state grande squadre. Oggi io ho l’immagine di Santa Rita! Ricordo quando Zanetti ha acceso la candela prima della finale. Siamo arrivati in finale con una fiducia incredibile. Di fronte avevamo una grandissima squadra come il Bayern. Dopo il Barcellona, anche noi stessi avevamo capito che era il nostro turno. Sfida dei fratelli Milito? I miei genitori erano abituati perché già ci eravamo affrontati in diverse sfide, ma in semifinale era speciale. Mio papà la racconta sempre: all’andata Gabi non giocava, e mio padre diceva che tifava Inter perché io giocavo. Poi al 2-1 dicono abbia detto: “Se ci sarà un terzo gol, spero lo faccia Diego”. Una volta Mourinho ha incontrato i miei genitori che mi hanno portato nel ritiro prepartita. E José disse: “Gabi ha già vinto l’anno scorso, quest’anno tocca a noi”». 

LA STAGIONE PERFETTA

Diego Milito si sofferma su diversi aneddoti della stagione 2010: «Ricordo il treno dopo Firenze, quando pareggiammo: eravamo morti. Nel ritorno a Milano, Zanetti ci diceva: “Dai, ce la facciamo”, sempre positivo. Io sono arrivato all’Inter già in un gruppo straordinario di grandi campioni. Sapevo che avevate un sogno, ma il club mi faceva percepire che dovevamo vincere la Champions. Era un sogno. Non ho mai visto uno stadio come San Siro all’alba dopo il ritorno da Madrid con la Champions. Anche il ritorno da Barcellona a Malpensa è stato indimenticabile – dice Milito -. I tifosi ci hanno accompagnato sempre: lo meritavano. Eravamo ultimi nel girone. La partita di Kiev ha cambiato tutto. Eravamo una squadra di grandi personalità. Mourinho è stato determinante per esprimere tutto il meglio di noi. Ci diceva le cose come stanno e nessuno se la prendeva. Lui prima della finale trasmetteva grande calma: era il più calmo di tutti nei momenti di grande tensione. Prima del riscaldamento al Barcellona si è preso tutti gli insulti: queste sono cose importanti, aveva preso lui la tensione. Dopo la finale ero molto felice, per noi e per i tifosi, ma soprattutto ero felicissimo per il Presidente Moratti. E per i tifosi. Perché loro lo meritavano. Rivedo le immagini dei gol e il Duomo che esplode: mi viene la pelle d’oca a vederlo».


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