Materazzi: “Skriniar leader Inter come Samuel, de Vrij come me! Modric…”

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5 settembre 2018, 09:23
Marco Materazzi

Marco Materazzi – intervistato dalla “Gazzetta dello Sport” oggi in edicola -, oltre ad aver parlato del parallelo con il 2010 (QUI la prima parte dell’intervista), si concentra sull’Inter di oggi, indicando in de Vrij il suo “erede” e chiedendo un altro paio di anni di pazienza per tornare ai vertici

EREDITA’ IMPORTANTI – Le parole di Marco Materazzi esaltano l’Inter odierna, a partire dai centrali difensivi titolari – Milan Skriniar e Stefan de Vrij -, a cui viene data un’eredità pesante. Di seguito l’intervista all’ex difensore nerazzurro.

Come si spiega l’avvio difficile in campionato?
«Fondamentalmente mancano i due punti con il Torino: dopo un primo tempo giocato così bene, non puoi non vincere. Lo standard di San Siro dev’essere quello dei primi 45’. Con quel pubblico lì è facile giocare. Lo dico sempre: quelli interisti sono i tifosi meno esigenti d’Italia. Trovatemi un altro pubblico che fa quei numeri a prescindere dai risultati».

Vedremo mai Lautaro Martinez e Icardi insieme?
«Sicuro. Spalletti li ha provati tutta l’estate, non li abbandona mica dopo una partita sbagliata. In generale io uno come Icardi vorrei sempre averlo con me».

Non è arrivato Modric: Brozovic può essere il regista di spessore che vuole l’Inter?
«Beh, con la Croazia Brozovic giocava con Modric… diciamo che sono comunque felice che un giocatore come Modric volesse venire all’Inter».

Secca: meglio difesa a tre o a quattro?
“Rispondo con gli uomini: Skriniar può e deve giocare in ogni caso. La sua aggressività mi ricorda quella di Samuel. Però dovrebbe prendersi qualche responsabilità in più in fase di costruzione. Ora non è più il giocatore appena arrivato di un anno fa che doveva affermarsi. È un leader dell’Inter. E un leader deve saper anche rischiare la giocata».

E Materazzi in chi si rivede?
«In de Vrij. Anch’io come lui in teoria mi trovavo meglio in un reparto a tre. E come me l’olandese è bravo a impostare da dietro con i lanci».

Chi è l’anti-Juventus?
«Sette-otto anni dissi: la Juventus è dieci anni avanti a tutti. Non mi sbagliavo. Hanno due squadre, se in panchina vanno Dybala, Douglas Costa e il mio difensore preferito, Barzagli, qualcosa vorrà pur dire. Non ce n’è una così, neppure in Europa. Possono diventare una squadra leggendaria, lo sanno anche loro e infatti hanno comprato Cristiano Ronaldo per vincere la Champions».

Cosa manca all’Inter per arrivare ad altezza Juve?
«Allora, facciamo i conti… di anni ne sono passati otto… ecco, dico che tra due anni ci saremo. Manca una scintilla. Una vittoria che dia sicurezze. E due-tre acquisti top».

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Davide Stoppini







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