Materazzi: “Ibrahimovic, grazie eterno per la Champions! Solo Messi…”

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26 Maggio 2020, 19:11
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Materazzi – ex difensore dell’Inter -, intervistato dall’emittente argentina TNT Sports, racconta la sua avventura nerazzurra in mezzo a tanti argentini (ma non l’idolo Messi). Immancabile un commento sui successi del 2010, così come un parere su Lautaro Martinez. E non manca l’ennesima stoccata a Ibrahimovic

CALCIOMERCATO 2020 – Anche Marco Materazzi si esprime sulle possibilità che Lautaro Martinez lasci l’Italia per la Spagna: «In Europa l’ha portato l’Inter, ma secondo me ha ancora tanto da esprimere. Se non va a Barcellona a fine anno, ci potrà andare in futuro. All’Inter sicuramente è uno dei più importanti se non il più importante. A Barcellona, anche se Lionel Messi è innamorato di lui, non so se diventa il più importante o uno dei più importanti. Quale argentino mi piacerebbe vedere con la maglia dell’Inter? Messi!».

INTER ARGENTINA – Materazzi racconta il suo ottimo rapporto con i connazionali di Lautaro Martinez: «Ho avuto tutti i tipi di argentini nella mia carriera. Gente chiusa a livello di carattere e gente più allegra. Ho giocato forse con tutti i più forti, tranne Messi! Ho giocato con Juan Sebastian Veron, Javier Zanetti, Hernan Cresoo, Kily Gonzalez, Esteban Cambiasso, Santiago Solari, Matias Almeyda e Diego Milito. Veramente con fior fiori di giocatori argentini. Mi sono sempre trovato bene e li ringrazierò per sempre perché mi hanno aiutato a vincere. Sono andato a trovare Milito, che voleva farmi innamorare del Racing Club de Avellaneda. Sono stato un giorno con lui ed è stato veramente incredibile. Nicolas Burdisso invece mi ha regalato la maglia del Boca Juniors con la scritta “Materazzi”, è stato davvero carino. Ho un buon rapporto con tutti».

IMPRESA TRIPLETE – La carriera calcistica di Materazzi a avuto il suo apice di vittorie tra il 2006 e il 2010: «Mi manca San Siro e tutti quegli stadi che trasmettono adrenalina! È bello, perché ti ricordi i momenti che hai vissuti con i tuoi compagni. Probabilmente uno quando gioca e vince, e ha avuto la fortuna di vincere abbastanza, non si guarda dietro perché vuole vincere già quello dopo. Invece, quando passano gli anni, ti accorgi davvero di cosa hai realizzato. Quello che abbiamo fatto noi nel 2010 lo hanno fatto quattro-cinque squadre. È un’impresa difficilissima da raggiungere e quando diventi grande le dai più peso perché ti rendi conto che hai fatto qualcosa di speciale. La semifinale contro il Barcellona è stata la partita migliore, più bella della finale di Madrid. Proprio come la semifinale contro la Germania rispetto alla finale del Mondiale contro la Francia».

MIX VINCENTE – Il segreto del successo di quella Inter è di tutti, parola di Materazzi: «Penso che il merito si debba dividere tra tutti. Società, allenatori, giocatori. Nell’anno prima del Triplete avevamo vinto lo scudetto e poi sono arrivati Samuel Eto’o, Wesley Sneijder, Milito, Thiago Motta e Lucio, cinqu che hanno giocato praticamente tutte le partite e ci hanno portato a vincere la Champions League. Anche la società ha fatto un grande lavoro. José Mourinho è uno che sa tutto di tutti. In qualsiasi momento ha la parola giusta per tutti quanti. Bastava anche solo un messaggio per dirti che avresti giocato la settimana successiva per non farti staccare la spina. Sono stato fortunato ad averlo avuto a fine carriera, perché se lo avessi avuto nei primi tre anni, poi se fosse arrivato uno che mi avrebbe fatto fare 1000 metri gli avrei dovuto dire che per me il calcio è un’altra cosa».

BALOTELLI E IBRAHIMOVIC – Materazzi ha un pensiero per due suoi ex compagni, protagonisti di diversi episodi di coppia: «A Mario Balotelli piaceva allenarsi, ma la sua qualità a 16 anni non l’ho mai vista a nessun giocatore con cui ho giocato. Faceva delle cose che non erano normali per un ragazzo di quell’età. Ha delle qualità incredibili, probabilmente inespresse, ma penso sia il primo a saperlo. A 18 anni Balotelli aveva già vinto tutto: Champions League, scudetti, coppe e supercoppe in Italia. Probabilmente non ha mantenuto ciò ce aveva fatto nei primi due anni di carriera. Zlatan Ibrahimovic dopo quattro-cinque anni ha voluto avere questa rivalità con me, ma io lo ringrazierò sempre perché se non fosse andato al Barcellona non sarebbe arrivato Eto’o. Quindi lo ringrazio in eterno perché mi ha aiutato a vincere la Champions League!».

RONALDO UNICO – Infine, Materazzi sintetizza la sua carriera da calciatore dopo aver affrontato (e giocato con) grandissimi fuoriclasse: «Mi rendevo conto perché quando li vedevo tremavo. La prima volta che sono arrivato all’Inter, ho fatto la prima visita medica pre-campionato e sulla cyclette c’era Ronaldo. A parte che per me è il più forte giocato di sempre, perché faceva delle cose che… Aveva la qualità di Messi con la fisicità di Cristiano Ronaldo. Però faceva le cose a 200 all’ora con quei piedi. Penso che solo a lui abbia visto fare determinate cose. Se parti all’Inter e incontri Ronaldo è già un bell’incontro. Poi ho avuto la fortuna di giocare con altri grandi giocatori, compresi Crespo ed Eto’o, quindi posso dire di essere un privilegiato che ha realizzato un sogno che da bambino magari mi sarei solo sognato».



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