Marotta: “Juventus-Inter rinviata ora, si poteva evitare! Sono preoccupato”

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29 Febbraio 2020, 13:26
Giuseppe Marotta
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Marotta è intervenuto telefonicamente su “Sky Sport 24”. L’AD Sport dell’Inter ha preso posizione su quanto sta accadendo in Serie A, con la partita contro la Juventus tra le altre rinviata a poche ore dalla regolare disputa a porte chiuse

LA POSIZIONE DI MAROTTA DOPO IL RINVIO DI JUVENTUS-INTER – Di seguito le parole di Giuseppe Marotta: «La decisione è stata presa poche ore fa dalla Lega nazionale calcio che ha comunicato la sospensione e il rinvio delle cinque gare a porte chiuse. Dico che come cittadino siamo in una situazione di emergenza che coinvolge lo Stato italiano e dobbiamo avere rispetto della salute. Noi ci troviamo a dover confrontarci con l’emergenza nell’ottica di pianificare il campionato italiano che già domenica scorsa ha subito rinvii. Ci siamo trovati davanti a questa repentina decisione della Lega anche comprensibile per il rispetto della tutela di cittadini e tifosi ma dall’altro lato sono preoccupato. Se dovesse essere ufficializzata la proroga del Decreto del Consiglio dei Ministri con il blocco fino all’8 marzo mi chiedo come riusciremo a gestire alcune partite della prossima giornata tra cui Inter-Sassuolo. Vengono coinvolte squadre che hanno partite europee, siamo veramente in una situazione di difficile gestione. Credo che il criterio adottato questa settimana debba essere adottato anche per la prossima. Noi come Inter abbiamo chiesto un Consiglio straordinario perché i temi da discutere sono tanti e delicati, devono salvaguardare equilibrio e competitività del campionato. Il primo obiettivo è la tutela di tutti ma se torniamo a parlare di calcio cerchiamo di adottare un criterio univoco e armonioso. Sono preoccupato, almeno la prossima giornata sarà difficile da gestire alla luce di un calendario compresso di impegni. San Siro a porte chiuse è stata un’esperienza surreale, penalizza le tifoserie. Dobbiamo portare avanti il campionato nel migliore dei modi. La Lega comunicò le porte chiuse come sacrificio necessario, non vedo altre vie d’uscita. La mia è una preoccupazione da dirigente, ecco perché abbiamo chiesto di convocare assemblea e CdA della Lega. Non voglio fare polemiche sul fatto che domani non si giochi a Torino, la lega ha deciso così e prendiamone atto. La decisione tocca anche partite che si dovevano giocare tra poco, si poteva anche evitare. Sono preoccupato per il futuro, siamo in un momento straordinario e delicato per il nostro Paese. Lo sport viene sicuramente dopo ma facendo autocritica la cosa poteva essere affrontata prima ed evitare di arrivare a questa decisione dell’ultimo momento. Il principio è quello di rispettare tifoserie e salute dei cittadini, poi tutto poteva essere gestito meglio. Ci sono tanti impegni tra club e nazionali, è normale che bisogna rivedere aspetti come il fatto che la Serie A debba continuare a 20 squadre. Io sono favorevole a 18. Questa situazione ci deve fare riflettere anche sul campionato della prossima stagione. Bisogna lasciare spazi infrasettimanali liberi. Sono anch’io componente de Consiglio di Lega, mi ci metto anch’io».


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