Mancini: “Rinvio Europei? Amarezza per quanto sta succedendo”

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6 Aprile 2020, 14:32
Mancini Italia
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Roberto Mancini, ex allenatore dell’Inter e attuale Commissario Tecnico della Nazionale italiana, è stato l’ospite di oggi per “Casa Sky Sport”. Si è parlato di Europei e delle possibilità dell’Italia

IL RINVIO DEGLI EUROPEI – L’emergenza coronavirus ha costretto la Uefa a rinviare gli Europei, il commento di Roberto Mancini: «Nessuno di noi avrebbe voluto non giocare gli Europei per quello che è successo. E’ la più grande amarezza, se ne sono andate tante persone ed è la cosa più difficile da accettare. A livello calcistico, che passa in secondo piano, credo che per noi possa andare bene. Abbiamo una squadra giovane e possiamo continuare a lavorare e migliorare. I ragazzi più giovani avranno più esperienza tra un anno».

COSA LASCERA’ IL VIRUS – Mancini parla di cosa lascerà questa epidemia: «Ci lascerà tanta tristezza in tantissime famiglie italiane e questa è la cosa più drammatica, è una cosa impossibile da accettare. Per quanto ci riguarda vedremo, parleremo col Presidente e se ci sarà qualcosa da fare la faremo volentieri. Qualche giorno fa dissi da Fazio di organizzare una partita con la nazionale mista maschile e femminile contro una nazionale di dottori e infermieri per ringraziarli di quello che stanno facendo. La Nazionale è piena di ragazzi giovani, per bene, e ha grandi valori umani».

CHE POSSIBILITA’ PER L’ITALIA – Mancini parla di come un anno in più possa essere utile per la squadra: «Io credo che adesso avremmo avuto delle possibilità ma c’erano squadre più preparate, partite prima nel ringiovanire, con squadre già affermate tipo la Francia. Con un anno in più i ragazzi giocheranno ancora partite importanti e potranno migliorare. Io penso che in questo senso la squadra può migliorare. Bisognerà vedere quando saranno le partite, ci potrebbero essere tante partite, ne giocheremo di più e sarà difficile avere tempo per allenarsi».

IL RECUPERO DI ZANIOLO – Mancini parla del recupero di Zaniolo: «Vedremo, speriamo recuperi al 100%. E’ un ragazzo giovane che può ancora migliorare e può coprire diversi ruoli, è una fortuna sia per lui che per noi. Ci siamo sentiti all’inizio, poi dopo stava abbastanza bene, ma l’importante è che stia continuando».

CONTINUARE LA STRADA – Roberto Mancini parla di come la squadra continuerà sulla sua filosofia: «La strada deve essere quella. L’aspetto positivo di questa strada che abbiamo intrapreso è quella di essere una squadra propositiva che cerca di giocare in attacco. Dobbiamo migliorare questo lavoro che abbiamo iniziato, col tempo secondo me la squadra può migliorare. Ci possono essere delle varianti, dipende anche dai giocatori che troveremo, magari usciranno giocatori più giovani, miglioreranno quelli che non hanno fatto benissimo. Ci sono degli aspetti positivi in cui possiamo continuare e altri in cui possiamo migliorare».

COME SIAMO ARRIVATI A QUESTO PUNTO – Mancini parla di come è stato il percorso della sua Nazionale: «Ci siamo arrivati piano piano, passando attraverso la Nations League con 3 partite belle e una un po’ meno in Portogallo dove abbiamo fatto tanti cambi. Una delle migliori è stata col Portogallo a Milano anche se non siamo riusciti a vincere, ma abbiamo fatto una grande partita. Da lì in poi siamo sempre cresciuti e quello che mi aspetto dai ragazzi è che possano migliorare ancora perché hanno qualità tecniche straordinarie e nel calcio è la cosa più importante».

MESSI BENE IN TUTTI I RUOLI – Mancini nega che manchino dei terzini validi e anzi, sottolinea che tutti i ruoli sono coperti: «Io non credo che siamo carenti nei terzini, sia a destra che a sinistra. Ci sono giocatori che devono giocare di più e possono migliorare, sono bravi e hanno qualità. Non credo che siamo così messi male, io credo che siamo messi bene in tutti i reparti e forse, se proprio dobbiamo cercare un ruolo, dobbiamo trovare qualcuno dietro Immobile e Belotti. Potrebbe essere utile, ma siamo messi bene in tutti i ruoli».

LE DOMANDE SU BALOTELLI – Mancini è sempre sommerso di domande su Balotelli, per il quale le porte sono sempre aperte: «Io credo che fino a quando non smetterà, spero il più lontano possibile, sarà sempre così. Mario, per le qualità che ha e aveva forse è uno dei migliori in assoluto, ma non basta solo quello. Lui lo sa, dovrebbe cercare di fare di più, lui a Brescia non ha fatto tanto e lo sa benissimo. Lui sa che la nostra speranza è poterlo avere come era il Mario degli Europei con Prandelli o che ho avuto io al City o all’Inter. Dipende tutti da lui, le porte sono aperte per tutti. Useremo la Nations League provando ad andare alla fase finale, l’altra l’abbiamo usata per provare i giocatori. Inizieremo a giocarla dopo un anno e non sarà semplice, ma proveremo ad arrivare alla fine».

RINUNCIARE ALLA NAZIONALE – Mancini a suo tempo diede addio alla Nazionale dopo un brutto screzio con l’allora Commissario Tecnico Arrigo Sacchi: «Quando si è giovani si fanno errori, si migliora solo attraverso gli errori, se no sarebbe troppo semplice. Io capisco i ragazzi quando ne commettono e penso possano essere aiutati. Spero non capiti mai a un giocatore di rinunciare alla Nazionale».

ISPIRARSI AD ALTRI – Mancini sostiene che ogni allenatore possa insegnare qualcosa: «Quando si guardano partite di grandi squadre, o di livello minore, si può sempre trovare qualche spunto importante. La bellezza è proprio questa, ogni allenatore ha le sue idee e fa qualcosa di buono. Allenatori bravi ce ne sono veramente tanti, tante squadre giocano bene e si può imparare ovunque».

LE QUALITA’ A CENTROCAMPO – Mancini parla delle grandi qualità dei centrocampisti italiani: «I nostri centrocampisti hanno una qualità, la riscontro in tutti, sono tutti versatili e possono fare qualsiasi cosa. Possono verticalizzare, fare la palla lunga, fraseggiare. Fisicamente non siamo dei giganti, ma il calcio si gioca con i piedi e su questo non abbiamo problemi, ne abbiamo tanti e tutti bravi. Castrovilli si è affacciato da poco, sta facendo benissimo, ha già debuttato con noi. Possono giocare sia da centrocampisti di palleggio che offensivi. Lo stesso Verratti può fare il centrocampista offensivo e certe volte, come con la Bosnia a Torino che dovevamo rimontare, abbiamo alzato. La nostra fortuna è avere i Barella, Sensi, Castrovilli, Pellegrini che possono fare tutti i ruoli».


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