Malagò: “Serie A senza un piano. Serve riprendere gli allenamenti”

Articolo di
16 Aprile 2020, 09:50
Giovanni Malagò
Condividi questo articolo

Ivan Zazzaroni sul “Corriere dello Sport” ha intervistato Giovanni Malagò che ha parlato della ripresa della Serie A.

NESSUN PIANO – “Sulla Serie A si sta generando un dibattito estremamente confuso e fortemente divisivo che non può portare a qualcosa di buono. C’è un peccato originale. Senza voler fare polemica, io avrei chiuso in una stanza Figc, Lega Serie A, Aic, allenatori, televisioni, organismi internazionali, Fifa, Uefa, e non li avrei fatti uscire fino a che non avessero prodotto un documento condiviso. La stessa cosa per Serie A e Lega Pro. Invece niente. Si procede a vista, per ipotesi, con una conflittualità che danneggia qualsiasi progettualità. Gravina lo sento tutti i giorni, capisco le difficoltà del momentoe capisco che voglia portare a termine la stagione. Parla di luglio, agosto, settembre, ottobre, addirittura di prossimo campionato in due gironi co playoff e playout. Manca un piano preciso, chiaro, praticabile e convincente. Logistica, transportation. Si parla solo di tagli agli stipendi dei calciatori, ovvero si è partiti dalla fine o quasi, di accordi in alto mare, e ora di un protocollo medico. Mi devi credere, questa è l’ultima volta che tratto il tema della ripresa del calcio”.

BISOGNO DI ALLENARSI – “Due sono le fasi. La prima la ripresa delle attività. Banalmente l’allenamento. Spero che il Governo la autorizzi il prima possibile. Mi auguravo che si potesse già dopo Pasqua, poi il 27, ma hanno convenuto che la data giusta sia il 4 maggio. Superfluo sottolineare che sia imprescindibile il sacrosanto rispetto dei parametri indicati dai medici. E’ necessario rimettere in moto la macchina atleta che non può restare ferma per troppo tempo a prescindere dalla data dell’impegno agonistico. Quando parlo di ripresa degli allenamenti intendo aperta tanto all’atleta individuale quanto alla squadra. Mi sono opporto all’ipotesi di far cominciare prima gli sport di squadra perché nel mio ruolo ho il dovere di tutelare tutte le federazioni e le 387 discipline sportive di Casa Coni”.

OGNUNO PENSA AL SUO –Parlo con Spadafora, naturale. Ma sempre nel rispetto dei ruoli e delle competenze. A differenza di tutti i miei predecessori io ho sempre lasciatoampia autonomia decisionale alle 44 federazioni. Diverso è il discorso sullo svolgimento delle partite, e qui siamo alla seconda fase. Mi sembra di essere stato sufficientemente chiaro quando ho elencato i punti di confusione di questi mesi. Ci sono in ballo troppi interessi divergenti. Chi ha paura di perdere la categoria, chi una montagna di denaro. Siamo gente di mondo, è comprensibile, umano”.

Fonte: Ivan Zazzaroni – Il Corriere dello Sport

 


Seguici e scarica le nostre APP per restare sempre aggiornato

Google News News Nows Inter News App per Android GRATIS! Inter News App per iOs GRATIS!


tifointer






ALTRE NOTIZIE