Malagò: “Serie A, procediamo per gradi. Europei? Prendono tempo”

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11 Marzo 2020, 08:15
Giovanni Malagò
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Il presidente del CONI, Giovanni Malagò, ha concesso una luna intervista tra le pagine de “La Gazzetta dello Sport”. Il calcio italiano, assieme a tutto il paese, è in ginocchio. Gli Europei incombono minacciosi e la Serie A rischia di non tagliare il traguardo

IN GINOCCHIO – Nessuno avrebbe potuto immaginare una situazione del genere. Non c’erano avvisaglie, nè indizi che potessero costituire una prova provata. Fatto sta, che mesi dopo l’esplosione del Covid-19 in Cina, l’Italia è stata costretta ad accasciarsi. Mani e piedi piantate al suolo, in ginocchio, con la consapevolezza che non sarà facile rialzare la testa. Per lo sport, come per tutto il paese: “Ma io non voglio partire dal calcio di Serie A – tuona il presidente del CONI Giovanni Malagò – . Io posso raccontarvi quello che è successo domenica quando ho scaricato tre batterie del cellulare per rispondereatutte le telefonate dei presidenti federali degli sport di squadre. Che facciamo? Ci fermiamo? Ci sono stati sport, vedi pallavolo, che a livello femminile si sono fermati e alivello maschile hanno giocato. O altri che a seconda della categoria, hanno fatto scelte diverse. Ho detto “signori, non è possibile”. Bisogna fare una sola scelta. E farla insieme”.

POLEMICHE – Non sono mancate contraddizioni organizzative, col ministro della sport, Vincenzo Spadafora, che ha finito per puntare il dito contro l’irresponsabilità della Lega Serie A: “Per questo abbiamo chiesto al governo un’indicazione univoca. E poi ci voleva una manleva, qualcosa che avallasse la scelta sportiva”. Il calcio cambierà dopo questa brutta esperienza? “Certo che cambierà. Questa cosa provocherà nella coscienza delle persone una convinzione: ci sono cose più importanti del calcio“.

INCASTRI – Sullo sfondo resta un campionato di Serie A stravolto dai rinvii e impotente di fronte a qualcosa di più grande: “Si deve procedere per gradi. In questo momento non si possono dare delle risposte, sicuri di quello che accadrà fra qualche settimana. Come si fa da allenarsi rispettando la distanza di sicurezza? Come faranno, per fare un esempio, rugbisti e judoka in questo periodo. Troveranno dei modi per allenarsi, dall’attività aerobica al lavoro tecnico, il tutto con la presenza quotidiana del medico sociale. Europei? Non intervengo certo nelle decisioni che spettano alle federazioni internazionali.  Posso solo dire che credo si stia cercando di prendere del tempo. E anch’io faccio il tifo perché le cose possano cambiare in meglio“.

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Valerio Piccioni


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