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Malagò: “Io contro il calcio? Non esiste, mai invaso il campo”

Giovanni Malagò, presidente del CONI, ha concesso un’intervista al “Mattino” in cui ha spiegato il suo ruolo nella lunga crisi sulla ripartenza del calcio italiano

LE TENSIONI – Malagò parla delle tensioni di questi mesi: «Dalle 15 alle 17 ore al giorno al telefono e in videoconferenza, partecipando alle riunioni del CIO nelle ore calde della decisione sulle Olimpiadi e poi ascoltando tutti, dai presidenti alle federazioni degli atleti».

IL CALCIO A PORTE CHIUSE – Malagò parla della ripartenza del calcio a porte chiuse: «Cambia molto, ma non tutto. Il calcio ha fatto di necessità virtù, perché si è messo in condizione di accettare delle limitazioni per ripartire».

MAI CONTRARIO ALLA RIPARTENZA – Malagò smentisce di aver lavorato per non far ripartire il calcio: «Mi è dispiaciuto per certi giudizi, c’è chi ha voluto creare una contrapposizione che non esiste. Che non può e non deve esistere. Ma il calcio non può avere canali privilegiati rispetto ad altri sport. Mi ero permesso di dire che sarebbe servito un piano B per la ripartenza e mi sembra che siano stati messi sul tavolo un piano B e un piano C. Lo avevo detto non per invadere il campo, ma perché quel piano alternativo andava immaginato anche conoscendo la complessità di interlocuzione del mondo del calcio, le sue conflittualità, le peculiarità dei suoi rappresentanti. Di tutto questo nessuno può e deve stupirsi».

LO STRAPPO DELLA SERIE A – Malagò parla della conflittualità tra Serie A e FIGC: «Non è il momento di litigare. Però a torto o a ragione ancora una volta non entro nel merito. Spesso negli ultimi 15-20 anni non era il momento per assumere determinate posizioni. E’ un’isola particolare quella del calcio».

CHE CALCIO VEDREMO – Malagò parla di che calcio è quello che ormai è ripartito: «Il calcio è ripartito con la Coppa Italia e con quattro formazioni leader. Immagino ascolti record in TV per le semifinali, anche se sarà interessante la verifica su quanti telespettatori sono rimasti collegati fino al termine delle partite, a meno che non siano tifosi delle squadre in campo. Perché c’è un’emotività diversa».

PRESENTE IN FINALE? – Malagò ancora non sa se sarà presente all’Olimpico per la finale di Coppa Italia: «Prima andavo volentieri allo stadio. Adesso non dico che non andrò. però non la sento come un’assoluta priorità. Non ho deciso».

LA RIFORMA DEL CALCIO – Malagò parla di una possibile riforma nel mondo del calcio professionistico: «Sarebbe un grave errore se il calcio non utilizzasse questa occasione, se non sfruttasse, rigorosamente tra virgolette, il momento. Vedo che tutti i protagonisti, dal presidente federale ai presidenti delle Leghe, sono d’accordo sulle riforme. Come nel caso del piano B, ognuno lo declina a modo suo, tirando il lenzuolo dalla propria parte. Bisogna cogliere questa straordinarietà: vale per la Federcalcio e per le altre federazioni, come per il CONI. Perché ci dedicheremo anche noi alle riforme dopo la legge delega. La situazione che si è creata a causa del Coronavirus spinge a fare questo tipo di interventi».

fonte: ilmattino.it – Francesco De Luca

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