Lukaku: “Successo all’Inter? Grazie ai miei compagni! Hanno capito…”

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7 Dicembre 2020, 19:31
Romelu Lukaku Belgio Romelu Lukaku Belgio
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Dopo quella pubblicata nel pomeriggio (vedi articolo), arrivano altre anticipazioni riguardo all’intervista di Romelu Lukaku a France Football. L’attaccante dell’Inter ha parlato delle sue caratteristiche nel modo di giocare e delle differenze tra calcio italiano e inglese.

RINGRAZIAMENTI – Romelu Lukaku ha parlato del ruolo dei suoi compagni di squadra nel saper valorizzare al meglio le sue caratteristiche: «A volte devi saper lavorare per la squadra, in tutta umiltà, senza per forza raccoglierne direttamente i frutti, soprattutto quando senti che non è la tua giornata in fatto di segnare. Per quanto riguarda gli spettatori, credo che ormai quasi tutti percepiscano questa intelligenza nel mio modo di giocare, e questo mi rende davvero super felice. Ancora una volta, le persone si stanno rendendo conto che penso sempre quando gioco e cerco di sincronizzarmi con il resto della squadra, è fantastico. Qui a Milano lo capivano tutti, che fossero i tifosi o i giocatori. Devo anche ringraziare i miei compagni di squadra, che hanno saputo subito capire che tipo di giocatore fossi».

DIFFERENZE – Lukaku ha poi nuovamente sottolineato le differenze tra calcio inglese e italiano: «In Italia, la vittoria viene prima di tutto. C’è una grande differenza nell’approccio delle partite tra qui e l’Inghilterra. Mi concentro su cosa fare proprio perché, come ho già detto, i due campionati non sono uguali. Tatticamente, per quanto riguarda il mio posizionamento e i miei movimenti, non devo sbagliare. Mai».

MODO DI GIOCARE – Infine, Lukaku ha sottolineato nuovamente le sue caratteristiche: «Negli ultimi cinque mesi sono stato uno tra i primi cinque marcatori. Non voglio mettermi a elencare la classifica, ma ne faccio parte. Quando affronto un difensore avversario, la cosa più importante è informarmi prima sul suo modo di giocare. Poi, in campo, posso dire che molti giocatori guardano la palla mentre accelerano. Io invece spingo via il difensore per poter osservare cosa sta succedendo intorno. Tutto dipende dalla capacità di saper vedere o meno la situazione del terreno di gioco».



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