Lukaku: “Inter il mio sogno da bambino! Su Lautaro Martinez e Conte…”

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2 Aprile 2020, 18:39
Lukaku
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Lukaku è stato protagonista di una diretta Instagram con Thierry Henry. L’attaccante dell’Inter si è confidato con l’ex campione di Arsenal e Barcellona rispondendo ad alcune domande anche sull’intesa con Lautaro Martinez e Conte.

CONFIDENZE – Le parole di Romelu Lukaku partono da uno sfogo su Juventus-Inter: «Perché dobbiamo giocare se nel mondo c’è gente che rischia la vita? Eppure è stato necessario che fosse positivo un giocatore della Juventus (Daniele Rugani, ndr) per fermare tutto. Non è una cosa normaleSto bene, lavoro e corro dietro a mio figlio. Mi manca la competizione, è difficile perché mi mancano gli allenamenti e le partite. Mi manca giocare davanti ai tifosi, quella è la cosa più difficile e che mi manca di più. Segnare è la cosa più importante, ma adesso è il momento per me di analizzare le mie partite e vedere cosa ho fatto negli ultimi sei mesi. Poi devo guardare avanti e aggiungere qualcosa al mio gioco. Assist? Quattro anni fa ti dissi che volevo andare in doppia cifra sia come gol che come assist. 25 gol e 10 assist sarebbe bello! 20 e 20? Non è facile, mi serve che Lautaro Martinez o Alexis Sanchez mi facciano un grande favore! Ma loro stanno già lavorando bene con me. L’assist a Lautaro Martinez d’esterno? Quello è stato bello, ne feci uno simile ad Aroune Kone all’Everton. Quando sei maturo non è più tutto solo su te stesso. Ovviamente segnare è la mia droga e il mio obiettivo, ma devi usare la tua intelligenza. Io studio la partita, se voglio aiutare la mia squadra devo essere anche capace di fornire assist. Tutti devono sentirsi importanti».

MONDO NERAZZURRO – Lukaku continua la sua chiacchierata con Thierry Henry: «Antonio Conte? Quando facciamo l’analisi della partita lui stoppa il filmato quando uno di noi ha calciato da una posizione in cui non avrebbe dovuto. Ci dice che il grande giocatore fa il passaggio. Io e Lautaro abbiamo una buona intesa? Tutto è cominciato dal primo giorno quando sono arrivato all’Inter. Il fatto che io parlassi spagnolo ha aiutato. Gli ho spiegato cosa volessi dal partner d’attacco e gli ho chiesto cosa piacesse a lui. Gli ho detto che mi piace quando il partner si muove veloce nel momento in cui io prendo la palla, perché questo è il modo in cui l’allenatore vuole che giochiamo. In alcune partite io sono il riferimento ma in altre dobbiamo essere entrambi dinamici e correre negli spazi. Se hai un allenatore che si concentra su di te ogni giorno che può essere solo buono a 26 anni. Giocare per l’Inter? Per me è come un sogno, era la mia squadra in Italia quando ero un bambino. Per Ronaldo e per Adriano. Ronaldo giocava quando io avevo 6 anni, il mio primo ricordo è la finale di Coppa UEFA nel 1998. Poi si è infortunato, ha perso due anni ed è tornato nel 2002 ma poi è andato al Real Madrid. A quei tempi il calcio era molto diverso da adesso, il gioco è migliorato perché segnare quindici gol in campionato era difficile. Sono ere diverse».


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