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Spalletti: “Vogliamo tornare a vincere un trofeo. Sassuolo? Non facile”

Domani alle 20.30 l’Inter di Luciano Spalletti affronterà a San Siro il Sassuolo guidato da Roberto De Zerbi. Oggi per il tecnico nerazzurro consueta conferenza stampa della vigilia in programma alle 14.40. Seguila LIVE con Inter-News.it. Premi F5 o scorri dall’alto verso il basso per aggiornare

Su Brothers Universally United: «BUU è un modo attraverso il quale la società ha trasformato un brutto episodio di razzismo per prendere la distanza da questi brutti comportamenti. Sono d’accordo con questa iniziativa. Noi siamo tutti fratelli e uniti come dice il nostro statuto».

Sulle polemiche sui post social: «Qui nessuna confusione, quello che è il mercato sappiamo come funziona. Nomi che ne escono fuori in uscita ed entrata, per cui ci prendo anche delle conoscenze. Sui social il discorso è più profondo, in cui ogni tesserato dell’Inter deve avere l’attenzione giusta per cui a Ranocchia si fanno i complimenti perché viene prima l’Inter e poi se stesso».

Aspettative da giocatori che non hanno fatto il salto di qualità: «Innanzitutto faccio i complimenti a Squinzi, Carnevali e Rossi sia per la scelta dei giocatori che per gli allenatori. Fanno un buon calcio, le differenze si annullano in campo. Noi nelle ultime gare non siamo stati all’altezza del nostro massimo e dobbiamo essere quelli che riescono a mettere in pratica la nostra qualità di continuo. Differenze tra quello che possiamo dare è invece diamo in campo».

Su Nainggolan: «Radja sta recuperando a livello fisico e dì fondamentale anche a livello psicologico. Lui sta tornando ad essere quello che conoscevamo. Il ragazzo ci tiene a fare bene la sua professione, anche se ogni tanto lui lo mischia a qualche altra cosa. Alla fine sono convinto che riuscirà a spiegare a tutti che l’idea che avevano all’inizio era quella giusta. Per domani Nainggolan è da valutare. Non è facile prevederlo nei 90 minuti a determinati livelli, può partire all’inizio ed essere poi sostituito».

Sui 39 punti da ripetere nel girone di ritorno: «Non sappiamo se riusciremo a ripeterli ma noi abbiamo ambizione, puntiamo al massimo e non a un top di top».

Sulla preparazione a domani: «Non essere riusciti a vincere le ultime partite è uno stimolo a fare meglio perché noi possiamo fare buone partite e vittorie contro qualsiasi squadra. Il fatto di non esserci riusciti nelle ultime partite non c’è stato, quindi ora è uno stimolo superiore. I giocatori quindi vogliono metterci qualcosa di diverso. La preparazione si fa sul mantenimento di una conduzione psicofisica, non a lungo termine, ma giorno dopo giorno perché i giorni non sono tutti uguali ma diversi».

Sulla classifica: «Le pressioni noi le abbiamo ma siamo ambiziosi. Vogliamo puntare a qualche titolo che manca da troppi anni, poi è chiaro che non sarà facile perché ci sono 6-7 società che hanno le nostre stesse ambizioni. Noi vogliamo andare a prendere il Napoli, ma loro negli ultimi anni sono sempre stati migliori di noi anche se nell’ultima abbiamo vinto meritatamente la partita contro di loro, per cui vogliamo migliorare la nostra classifica».

Su De Vrij e la lotta alla discriminazione: «Mi aspetto che tutti i club si associno alla lotta alla discriminazione. Tutti vogliono eliminare il razzismo e comportamenti violenti dal calcio perché non ne fanno parte di questo sport. Io sono convinto che se si dà uno spunto come l’Inter i club saranno contenti di rafforzare quello che ha fatto l’Inter. De Vrij è una bellissima persona e professionista, ci ha migliorato grazia alla sua qualità di costruire l’azione dal basso, muove bene la palla ed amplia gli spazi grazie alla sua tecnica, alla sua fisicità. La società è stata brava di portare a casa un giocatore di questo livello».

Da Pordenone a Benevento posso in avanti? «Sì, passo in avanti. In nazioni come Francia, Spagna ed Inghilterra grandi squadre hanno avuto difficoltà contro formazioni di categoria inferiore. L’atteggiamento è,stato giusto fin dall’inizio. È un esercizio mentale da fare per essere tutti i giorni al meglio delle tue possibilità anche individualmente che come società. I giocatori devono ambire a diventare ancora più forti».

Sulla distanza dalla prima: «È un discorso di cui abbiamo parlato perché è segno che non riusciamo a portare nelle partite molte delle qualità che abbiamo è per cui indossiamo questa maglia. Nel primo periodo non siamo stati bravissimi né fortunati perché dipende dall’atteggiamento da avere. Sassuolo, Parma e Torino non sono facilmente battibili, sono squadre forti. Noi dobbiamo giocare al massimo e comunque ti possono creare problemi. Il Sassuolo è una delle squadre emergenti di questo campionato. Bisogna fare i complimenti a De Zerbi perché ci ha messo del suo e si vede. Su chi domani è penalizzato per la chiusura dello stadio? Molte le lamentele per la decisione di qualcun altro. Gli siamo vicini e per noi non averli è una difficoltà perché non hai quell’emozione forte che ti fa andare oltre le tue qualità».

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