Spalletti: “Icardi e Perišić punti di riferimento Inter. Nomi mercato corretti”

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20 luglio 2018, 23:51
Luciano Spalletti

Luciano Spalletti è stato ospite del programma “Calcio & Mercato” su Rai Sport +. Rileggi la diretta testuale di Inter-News.it con le parole dell’allenatore dell’Inter, alla vigilia della partita amichevole contro lo Zenit di domani sera.

«Buonasera a tutti, l’invito è partito da quella promessa fatta durante l’anno scorso, dietro le telefonate tue (si rivolge al conduttore Paolo Paganini, ndr) e del direttore Pierpaolo Marino, che io conosco molto bene perché ci ho lavorato insieme, avevo promesso che se fossimo arrivati fra le prime quattro avrei partecipato, per cui stasera sono qua. Ho lavorato con Pierpaolo a Udine assieme al presidente Pozzo, devo dire che ho avuto a che fare con un direttore molto professionale e molto competente, sia di calcio sia del ruolo suo di direttore. Quello che mi incuriosiva era il fatto che quando veniva a Udine, perché andava in giro a fare le stesse operazioni di mercato e incontrare persone per essere al centro delle trattative, era quasi dispiaciuto di non prendersi qualche responsabilità (ride, ndr). Inter antagonista della Juventus? Secondo me quello che è il recente passato e lo storico ha un valore importante, ci sono ancora molti punti di differenza tra noi e le prime della classe, l’anno scorso ce n’erano molti di più, quest’anno li abbiamo dimezzati e vogliamo dare seguito al nostro lavoro. Se confrontiamo la scorsa stagione la squadra è sicuramente più completa, se valutiamo però in base agli impegni di quest’anno diciamo che siamo in uno stato di avanzamento, perché l’anno scorso non eravamo completi per fare tre o quattro competizioni come ci saranno quest’anno, ora siamo più completi ma in base alle competizioni che abbiamo davanti dobbiamo ancora fare qualcosa».

«L’anno scorso abbiamo passato un buon periodo all’inizio, un bruttissimo periodo nel girone di ritorno dove è stato più difficile di quello che si credeva venire fuori, però poi se si parla di Roma, Napoli e Juventus sono più anni, è consolidato il loro modo di giocare, è forte la loro personalità e lo spirito che mettono dentro le partite, il carattere che esibisce la squadra ogni volta che scende in campo. Noi abbiamo fatto vedere qualche alto e basso, probabilmente abbiamo messo dentro degli uomini esperti però sono le tante competizioni che fanno la differenza, la Champions League che porterà via molte energie e diventerà un qualcosa che si nutre delle energie dei calciatori. Lo faccio soltanto per fare un po’ di chiarezza e non fare confusione, tutto sommato noi abbiamo preso Stefan de Vrij, Kwadwo Asamoah, Matteo Politano, Radja Nainggolan e Lautaro Martínez però abbiamo dato via anche João Cancelo, Rafinha, Éder Citadin Martins, Davide Santon e Lisandro López. È chiaro che qualcuno l’ho fatto giocare poco, però quel tipo di stagione che dovevamo affrontare prevedeva quasi sempre una partita a settimana, allora giocatori come Lisandro li ho fatti giocare poco però bisogna ringraziarli per il contributo dato durante gli allenamenti, senza partecipare alla formazione che scendeva in campo, perché è lì che si costruisce il vero carattere della squadra, durante la settimana. Se si riesce a far diventare gli allenamenti competitivi poi la domenica ci troviamo più pronti, abbiamo perso giocatori come Rafinha e João Cancelo che sono calciatori forti, la società ha fatto un buonissimo lavoro però abbiamo anche perso qualcosa e il confronto è di quelli duri: la Juventus l’anno scorso era la squadra da battere, quest’anno con Cristiano Ronaldo è la squadra da battere per tutti. Il tema rimane lo stesso, sono squadre forti, la Roma viene da un campionato dove ha fatto tantissimi punti e ha fatto un percorso in Champions quasi impossibile. Noi sicuramente siamo ambiziosi, la storia che ha l’Inter ci spinge a non aver timore di confronto con nessun altro avversario, però la strada è dura. Gli acquisti (in trasmissione viene citato Arturo Vidal come nome, ndr)? Noi abbiamo un professionista di tutto riguardo a fare questo lavoro (Piero Ausilio, ndr), è l’addetto a fare queste trattative, ora lui sta tornando dalla Cina e non so quali siano le ultime notizie, anche perché durante il volo non ci si può sentire e sono molte ore. Sicuramente sono calciatori forti che lui avrà messo anche nel mirino per andare a parlare di un’eventuale trattativa, come ce ne sono altri, ma per essere più precisi questo è un campo suo ed è giusto che ne parli lui».

«La difesa? Pensavamo che João Miranda avesse delle mire differenti a quelle dei nostri colori, per cui quando è capitato sul mercato de Vrij la società è stata brava a mettersi al coperto andandolo a prendere. Una volta che lui ha deciso di rimanere è chiaro che diventano diversi i calciatori, perché io ci metto dentro anche Andrea Ranocchia che mi ha fatto vedere di essere un giocatore che può essere usato quando la squadra deve vincere le partite, non quando manca un titolare o un suo compagno di squadra. Il fatto di avere quattro difensori così è chiaro che dobbiamo andare a lavorare anche sulla difesa a tre, perché nella stagione passata giocando con giocatori che avevano il tutta fascia ci siamo trovati in difficoltà anche con squadre inferiori a noi, metterci a specchio ci ha portato dei benefici e quest’anno ci vogliamo lavorare fin dall’inizio. Difesa a quattro e difesa a tre, tutte e due. Un attaccante esterno? Quello dipenderà un po’ da tante cose: noi abbiamo dei giovani interessanti in quel ruolo lì, abbiamo dei calciatori affermati tipo Antonio Candreva e anche Politano che siamo andati a prendere, abbiamo preso Eddie Salcedo dal Genoa che è un giovane interessante anche se deve fare un po’ di strada per potersi confrontare a questi livelli, abbiamo Yann Karamoh che l’anno scorso quando l’ho utilizzato ha dato dei segnali importanti, ha questa vampata dell’uno contro uno che senza dargli tante soluzioni ti va a giocare con la linea successiva perché salta l’uomo. C’è da vedere ora all’inizio la crescita di questi ragazzi e quello che sarà poi il mercato, è diventato sempre più difficile da affrontare perché quando diventa più forte dei contratti bisogna essere pronti a qualsiasi eventualità, ogni giorno parte un treno e bisogna essere pronti a cambiare biglietto velocemente perché a volte ci sono trattative che ti strappano di mano delle certezze della squadra e mettono in confusione la forza della struttura della squadra. Come si vede in questo momento qui ci sono dei passaggi di società che nessuno si aspettava e delle possibilità di fare dei contratti che i calciatori non possono dire di no, quindi bisogna essere pronti».

«Conferma di Mauro Icardi e Ivan Perišić? Assolutamente sì, sono due professionisti eccezionali e due calciatori che sono punti di riferimento fermi ormai della nostra squadra, che hanno determinato nella scorsa stagione la crescita caratteriale della nostra squadra. È diventata più tosta proprio grazie a dei calciatori di questo livello qui, l’amicizia e l’essere entrati in Champions ha creato sicuramente degli stimoli nuovi. Ci sono stati dei momenti passati nella scorsa stagione che hanno consolidato l’amicizia dei calciatori e io ho a disposizione un gruppo interessante, un buon gruppo sotto l’aspetto dell’amicizia anche, questo mi fa ben sperare perché proprio in questi giorni ho parlato con Perišić che ha finito i festeggiamenti nella sua nazione per lo straordinario risultato, e mi diceva di sentirsi stanco per la lunghezza e quello che gli ha determinato a livello mentale questa situazione di arrivare in finale, proprio come energie. C’è bisogno di farlo recuperare, però non mi ha detto niente che non riguardi la voglia di rimanere qui a Milano a vestire questi colori. Lo stesso discorso con Mauro, ogni volta che ci parlo mi manda segnali precisi. È chiaro che dovrà ritrattare il suo contratto, dovrà metterci anche altre qualità sopra quello che è il suo rapporto con la squadra e con i risultati, però i segnali sono tutti molto positivi e vanno verso quella direzione lì: loro devono rimanere qui».

«Il terzino? Quelli che ci sono scritti sui giornali sono i nomi che più o meno dice a me (si riferisce ad Ausilio, ndr), è dentro i discorsi con Davide Zappacosta, Matteo Darmian e Šime Vrsaljko, poi il mercato offre anche soluzioni. Diciamo che sui giornali la conoscenza delle nostre cose è abbastanza corretta, va nella direzione giusta, però poi nello specifico ci va sempre Ausilio, noi ci fidiamo di lui. Uomini forti nell’Inter? Ce ne sono molti, andandosi poi a confrontare con squadre forti è l’unica possibilità che abbiamo di portare a casa risultati: nel Napoli, nella Roma, nella Lazio e nella Juventus ci sono giocatori fortissimi, bisogna avere la qualità del non dargliela mai vinta e di lottare su qualsiasi risultato e qualsiasi pallone. Il calcio è fatto di opportunità nascoste in un pallone, la bravura sta nel cercare di sfruttarle tutte senza arrendersi, perché quello che è successo a noi l’anno scorso può risuccedere: siamo stati in bilico fino all’ultimo quarto d’ora dell’ultima partita del campionato, forse è l’ultimo pallone che determina il vantaggio importante, anche qui ci sta la differenza tra il calciatore e il campione».

«Meglio la qualificazione in Champions League o la laurea dei figli? Sono soddisfazioni importanti in due contesti diversi: una è quella nel lavoro di allenatore e una è quella del genitore e del papà. Forse la differenza sta nella tensione con cui sono maturati questi risultati, la Champions l’abbiamo lottata fino all’ultimo minuto con un avversario che se la sarebbe meritata come noi, che è la Lazio, mentre quello dei miei figli di risultato è un obiettivo mai stato in discussione, da subito i voti sono stati altissimi e probabilmente i risultati sono stati da campioni. Radja ha potenzialità anche fuori dal campo oltre che in campo, può darsi che avanzi sempre qualcosa (ride, ndr). Nainggolan può cambiare gli equilibri caratteriali di una squadra, è uno che dà le vampate alla partita, ti viene addosso con tutta la forza che non ti credi e che ti strappa il pallone e riesce a dare una conclusione all’azione che nessuno aspetta, che quasi tutti credono perduta. È quello che ha un carattere forte, che ha una passionalità importantissima, per cui se lui riusciamo a farlo sentire a casa sua sicuramente lui ci restituirà tutte le qualità che possiede. Nonostante quello che si dice lui è una persona molto intelligente, sa benissimo che le forze che ha a disposizione sono contrastanti, nel senso che l’età gli toglie qualcosa se non mette a posto qualcosa della sua vita personale, lui mi sembra ora nelle condizioni di fare dei ragionamenti che gli permetteranno di sfruttare gli ultimi tre, quattro o cinque anni di carriera che ha a disposizione, anche sei o sette perché ha trent’anni soltanto. Può togliersi ancora tante soddisfazioni, perché a livello personale non ha ancora vinto niente e una delle sue richieste è determinare risultati per la squadra in cui gioca, me lo aspetto in cima alla fila tutti gli allenamenti a tirare il gruppo, perché la competizione che si riesce a tirare fuori dagli allenamenti farà la differenza anche nelle partite. Nainggolan è uno fortissimo, sono contento che giochi nell’Inter e anche i tifosi dell’Inter, il resto lo vedremo strada facendo».

«Fabio Galante? Lui per me è stato come un fratello, ha vissuto a casa mia a inizio carriera, è una persona di famiglia. Quando ha iniziato a giocare a Empoli non aveva ancora la patente e viveva a casa mia, nonostante la giovane età faceva vedere già che avrebbe fatto una carriera importante, è una persona molto sensibile, coerente e bella sotto l’aspetto del cuore e del sentimento. Le maglie di Francesco Totti? Ce ne sono diverse lì (viene mostrata una foto delle maglie che ha a casa), le tengo molto caramente, molto strette. Alessandro Bastoni? In questo momento ha un problema e deve recuperare, infatti si sta allenando da solo in palestra. Dalla prossima settimana inizierà a fare allenamenti doppi, ma è un giovane forte e andremo a usarlo. L’anno scorso ha fatto poche presenze in una squadra fortissima, dove c’erano giocatori in quel ruolo che gli hanno vietato il numero di fare le partite che meritava, ma quest’anno verrà preso in considerazione perché è un calciatore forte. Rafinha torna? La vedo difficile, se i numeri che ci sono stati chiesti sono quelli relativi alle ultime chiacchierate con la sua società. Per quanto riguarda Lautaro è un giocatore forte, un giocatore che possiede una grandissima forza fisica, ha questa qualità di fare perno sull’avversario che diventa difficile da marcarlo anche se ce l’hai davanti e pensi che sia comodo perché lo vedi e lo tocchi, ma ti sguscia e ti va via. Sa girarsi benissimo su se stesso e ha questa qualità di trovare la porta anche senza vederla. È uno che fa gol, sono molto amici lui e Mauro, si sono trovati bene fin da subito per cui anche se hanno lo stesso ruolo attraverso l’amicizia e la disponibilità riusciranno sicuramente a giocare insieme».







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